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Potere o Podere? di Punteruolo Rosso

Una nuova rubrica di Augustaonline affidata alla penna pungente di Punteruolo Rosso. Un buon osservatore con spirito critico  e obiettività, per fare riflettere la comunità  su questioni importanti. 

 

1 marzo 2010 – La politica in città appare orientata solo alla spartizione di un potere, che in realtà non c’è, considerando un centrodestra con un “allineamento cosmico” che non è riuscito a vincere le ultime amministrative ,ma che, comunque, non avrebbe avuto vita facile, vista l’evoluzione amministrativa in provincia e alla regione. Un Centro-destra dove tutti i protagonisti stanno allineati e coperti, dietro le forti leadership siracusane e catanesi. Il Centro-sinistra che a livello locale soffre, come a livello nazionale, per la mancanza di una credibile capacità programmatica, che appare ai più attenti osservatori come una delega in bianco a Massimo Carrubba, unico vero vincitore della campagna elettorale del 2008. Considerando questi elementi il risultato finale è una progressiva involuzione della politica e della città. Al di là di tavole rotonde, convegni e consigli comunali ad-hoc, forse sarebbe meglio parlare del porto come di un podere dove , dopo il prosciugamento, qualcuno vedrebbe bene un enorme piano costruttivo con villette e palazzi.  La politica in città appare, sempre più, orientata solo alla spartizione di un potere o di un podere, che in realtà non c’è. Magari questa città, vista la stagnazione economica e sociale che vive e sulla quale è ulteriormente proiettata, dovrebbe andare alla ricerca di vere larghe intese e di un ampio confronto, che regali a tutti anche quella visibilità tanto ricercata in questi ultimi decenni. Iniziare a ragionare realmente solo con i colori di questa città, magari auspicando larghe intese, che non vuol dire stendere ancora di più su tutto e su tutti il velo di un’appiccicosa melassa, una gelatinosa distesa. Il dialogo deve portare alla comprensione di quale potrebbe essere l’oggetto della possibile intesa, cosa che finora onestamente non si è percepito. Il consiglio comunale, per esempio, ha affrontato pochissime volte i grandi temi che riguardano la città. In aula solo passerelle e attacchi, spesso anche molto superficiali, al primo cittadino, ma che non risolvono i problemi di cui la comunità soffre. E’ possibile continuare a non ricercare un cambiamento? Una nuova rotta nel caso in cui la disoccupazione inizi a farsi sentire più duramente come prevedono gli addetti ai lavori. Il sistema produttivo basato sulla monocultura e monopolio industriale potrebbe letteralmente andare a pezzi e l’economia ridursi al collasso non esistendo altri modelli di sviluppo sostenibile. Non si vuole essere catastrofici, ma con questa classe dirigente locale e provinciale come potremmo affrontare un ulteriore crisi della zona industriale? Chi ci difende dal monopolio genovese e dalla monocultura della raffinazione, se il sistema politico ed economico malauguratamente dovesse implodere? Purtroppo i prossimi mesi saranno caratterizzati da momenti importanti. Già tante imprese locali hanno perso i contratti soffocati da un ribasso d’asta aiutato dal monopolio industriale: o riduci i prezzi o sei fuori! Altre imprese dell’indotto hanno vinto i contratti, ma ad un prezzo con il quale non riescono a pagare neanche gli stipendi: in breve saranno fuori! Altre ancora hanno vinto il contratto, ma non sono imprese locali: i locali sembrano essere fuori! L’indotto della Difesa è al collasso per la mancanza di commesse della Marina Militare presso l’Arsenale di Augusta, decine gli addetti in cassa integrazione o licenziati nel 2009, situazione che continua nel 2010. Qualcuno preannuncia che la crisi potrà essere evitata con la sola realizzazione del rigassificatore, ma forse, come in altre occasioni, i sistemi umani nascono dagli interessi di forze dominanti,quasi sempre del Nord, da compromessi storici, dalla esigenza di risolvere problemi sociali attuali (senza possibilità o volontà di occuparsi dei problemi futuri). Il rilancio della chimica, accompagnata da un piano industriale serio di bonifica del territorio e crescita di piccole nuove realtà, che portino ad una diversificazione della realtà industriale, può aiutare lo sviluppo economico del territorio. Polmone della nuova economia provinciale ,quindi, non può che essere il porto di Augusta. La sola realizzazione del rigassificatore difficilmente avrà una buona ricaduta economica a lungo termine, è molto più facile che riesca ad essere una goccia nel mare , per breve termine , ma poco sostenibile. In questo scenario, un sana programmazione dello sviluppo portuale non può non essere presa in forte considerazione da tutti gli enti interessati, e in primo luogo dal consiglio comunale che ha già programmato una seduta monotematica. Occorre semplicemente svegliarsi ed essere cittadini al servizio della comunità. Occorre studiare, impegnarsi un po’ di più, e al tempo stesso essere più umili. Non occorre essere scienziati, perché i sistemi economici e di governo non nascono come risultati di calcoli matematici, ma soprattutto dall’amore per la terra in cui si vive. Speriamo, però, che dal dibattito sul porto non si finisca per portare al prosciugamento delle acque e ad un grande, unico, piano costruttivo di larghe intese. – Punteruolo Rosso 2010 © www.augustaonline.it  ( Indice degli articoli )



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Redazione

Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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