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Perché non accada più a nessun giornalista

“Giornalisti di Sicilia minacciati. Mai Soli”.  Questo il tema del Corso di aggiornamento professionale per i giornalisti che si è tenuto ad Augusta sabato 10 marzo 2018. 

11 marzo 2018 –  Quello dell’istituto Costa di ieri mattina è stato un evento sicuramente necessario e utile a tutti per riflettere, dentro e fuori la categoria dei giornalisti. Erano presenti per l’Unione Nazionale Cronisti Italiani il presidente nazionale  Alessandro Galimberti, il vicepresidente Leone Zingales, il segretario regionale Andrea Tuttoilmondo.  Per Assostampa il segretario regionale Alberto Cicero. Per L’ordine dei Giornalisti di Sicilia il segretario Santo Gallo  che ha letto  un messaggio del presidente dei giornalisti siciliani, Giulio Francese. Non è semplice scrivere quando si tratta di raccontare vicende personali. Ringrazio gli autorevoli relatori presenti, in particolare il moderatore Leone Zingales, per avermi concesso quei dieci minuti  che mi sono serviti per raccontare fatti giudiziari  di un arco temporale che va dal dicembre 2007 sino ai nostri giorni.  Non è semplice raccontare dieci anni in dieci minuti.  Dal riconoscimento finale e dall’attenzione riscontrata credo di essere riuscito a rompere un muro di indifferenza che forse mi ha circondato per troppo tempo.  Una cronologia che , dopo dieci anni di silenzio, ho voluto rendere nota a quanti non la conoscevano e , soprattutto, a chi l’ha forse sottovalutata o dimenticata.    Una constatazione obiettiva e ragionata,  a lungo  meditata, anche grazie al mio legale Nino Cacia che spesso tiene a bada la mia penna veloce.  Una cosa positiva di questa vicenda è che adesso un articolo che scrivevo in dieci minuti, lo scrivo in venti e lo rileggo diverse volte prima di pubblicarlo.  Perché , nell’epoca del “copia e incolla” che caratterizza spesso il mondo dell’informazione, rimango un inguaribile artigiano della notizia.  Amo scrivere gli articoli dall’inizio alla fine, chiamare le fonti istituzionali per verifiche e conferme. Ho riletto la cronologia  per mostrare alla qualificata platea una sorta di moviola  della sequenza di date e procedimenti penali contro chi ,già dieci anni fa,  aveva percepito  il “Sistema Siracusa”.  Un gruppo di “Cassandre” di cui facevano parte poliziotti, amministratori locali, giornalisti (sic), magistrati,  avvocati e chiunque  si era accorto che qualcosa dalle parti di Viale Santa Panagia girava male.  Sono orgoglioso di fare parte, mio malgrado, di quella banda degli onesti presi di mira da una potente lobby mai paga del potere. Tutte queste Cassandre locali, non a caso sono state  raggiunte da denunce, inchieste e ogni altro mezzo a fermarle.   Oggi a distanza di dieci anni i “veli pietosi” sono  finalmente  volati via.  Hanno lasciato allo scoperto un sistema , ben radicato, che  si era insinuato come uno Stato nello Stato. Per troppo tempo questo gruppetto di coraggiosi che ha tentato di fermare quel sistema, è stato oltraggiato,  intimorito, anche con condanne penali, sotto la luce del sole e nell’indifferenza generale. Perché a volte il silenzio dei giusti è scambiato per paura e arrendevolezza. Nessuno di noi si è mai rassegnato a soccombere.  Questo gruppo di persone invece ,ognuno nella propria singolarità, in questi anni ha passato il tempo nelle aule di tribunale a difendersi da accuse che spesso sono state inventate o risultavano talmente temerarie da suscitare perplessità anche in chi non è stato colpito direttamente.   Quando capisci  che il tuo nemico non è la delinquenza ma sono servitori dello Stato, non ti resta che attendere che la Giustizia si tolga la benda, sfoderi la spada e metta in funzione la bilancia.       Confermo quanto affermato durante il mio intervento, dopo dieci anni di silenzio su una vicenda giudiziaria personale che ha avuto un inizio rocambolesco e un proseguo altrettanto fantasmagorico.  Un caso da studiare all’università.   Non mi resta che attendere con serenità che, alla luce degli ultimi avvenimenti,  la vicenda possa essere riletta con maggiore attenzione, non tralasciando nulla.  Nonostante tutto nutro grande rispetto per la Giustizia,  nella speranza che la Cassazione possa rappresentare un punto di svolta autorevole.   Ringrazio  quanti in questi lunghi anni mi hanno dimostrato affetto e stima,  sostenuto platonicamente e incoraggiato quando era forte il desiderio di mollare la professione.  Augustaonline.it ha compiuto quest’anno , credo non a caso, 26 anni di attività. Ringrazio tutti quei servitori dello stato, che svolgono con professionalità il loro dovere ,  con cui quotidianamente ho contatti  e mi confronto per la professione difficile che svolgo.    Ringrazio l’avvocato Nino Cacia del Foro di Messina che da dieci anni ha la pazienza di seguire una vicenda giudiziaria considerata da molti “temeraria”.   Ringrazio  soprattutto la mia famiglia che ha dovuto subire l’angoscia di vedermi in aule di tribunali , non per scrivere le cronache di processi altrui, bensì per difendermi in un processo che forse non doveva neanche iniziare.  In questi dieci anni ho contribuito all’importante laurea di Alessandra, sostenuto la passione per la cucina di Valerio e sostenuto la maestra Liana che dopo oltre dieci anni rimane una maestra del Sud prigioniera al Nord per colpa di un algoritmo errato.   Per concludere sulla solidarietà della categoria in questi ultimi dieci anni un sincero “no comment”. – 2018 Gianni D’Anna © www.augustaonline.it 

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Gianni D'Anna

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