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Pachino : Consorzio Tutela IGP ottiene sospensiva dal Tar

Con ordinanza numero 266 depositata in data odierna, il TAR di Catania ha accolto il ricorso  del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, disponendo la Sospensione cautelare del Decreto Ministero  Ambiente del 7.12.2017 che aveva approvato le Zone Speciali di Conservazione.

 

Pachino, 26 aprile 2018  –  Continua la lunga telenovela legata al Piano di Gestione dei “Pantani della Sicilia Sud Orientale“. Il Tribunale Amministrativo regionale  a cui si sono rivolti i produttori agricoli locali , dando atto dell’avvenuto annullamento dei decreti istitutivi con la sentenza n.27 del 2018 con cui   ha annullato il Piano di Gestione dei “Pantani della Sicilia Sud Orientale” e  delle Zone SIC e ZPS ,  ha ritenuto fondato il ricorso del Consorzio sussistente il presupposto del “Periculum in mora” ( “pericolo nel ritardo” cioè “pericolo/danno causato dal ritardo“. È una delle due condizioni che deve necessariamente essere affermata nei ricorsi finalizzati all’ottenimento di un provvedimento cautelare di tipo reale.  ndr), motivo per cui ha disposto la sospensione cautelare degli atti impugnati e fissato l’udienza per la decisione nel merito.  Il consorzio a gennaio 2018 aveva impugnato il D.D.G. n. 3 del 10.1.2017, con il quale il Dirigente Generale A.R.T.A. ha approvato, in via definitiva ,il Piano di Gestione (PdG)  e gli altri atti presupposti, in particolare, il D.D.G. 673 del 30/06/2009 di approvazione in via provvisoria del PdG “Pantani della Sicilia Sud-Orientale”.  Con quel primo ricorso il Consorzio ha premesso che, in data 14.6.2006, aveva  inviato all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente una nota, con la quale lamentava “i gravi effetti negativi sul territorio e sul tessuto economico e sociale dalla istituzione delle zone SIC e ZPS”  sollecitando “la partecipazione al procedimento di istituzione delle Zone SIC e ZPS“. L’A.R.T.A. avrebbe  adottato lo stesso gli atti impugnati “senza disporre la preliminare partecipazione del Consorzio alla procedura de qua“. Oggi questa nuova  decisione del Tar segna un punto a favore del Consorzio.   “La nostra azione di difesa nei confronti dell’agricoltura di qualità, – spiega Salvatore Lentinello, presidente del Consorzio- si è già manifestata con chiarezza con le sentenza sulle Riserve del 2014 e 2015 e con la sentenza del gennaio scorso. Questo altro importante risultato ottenuto dal legale  Giuseppe Gambuzza  conferma la validità del lavoro svolto in questi anni dal Consiglio di Amministrazione e dall’ex presidente Sebastiano Fortunato”. Soddisfatto anche il legale  del Consorzio :In questa battaglia per la tutela dei diritti di un intero comparto, un’altra pagina memorabile è stata scritta con questa Ordinanza del Tar, in quanto il gran risultato ottenuto tutela gli interessi di tutti i produttori della IGP Pachino e di tutta la comunità”.  Ricordiamo anche che a marzo 2017   il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, ha scelto di ricorrere al Tar contro il Decreto del dirigente generale della Regione  perché :”Il Piano di gestione dei Pantani della Sicilia Sud Orientale deve essere figlio del confronto con l’ente comunale e, soprattutto, con le realtà produttive del nostro territorio”  Anche il comune considerava il  Piano :”Inadatto al  territorio e potenzialmente nocivo per gli assetti produttivi dell’agricoltura. Infatti, in tale piano oltre all’estensione delle zone Sic (Siti di importanza comunitaria) e Zps (Zone di protezione speciale) ai Pantani minori non sottoposti a tutela, è prevista anche l’incentivazione alla conversione verso il biologico.  Ma non si capisce – sosteneva il comune –  in che modo e se è una scelta data al produttore o si tratta di una imposizione. E seppure sono previste le serre per le produzioni ortofrutticole (valutate fortemente impattanti sul paesaggio anche perché arrivano a ridosso dei pantani) non si comprende se gli agricoltori potranno continuare la loro attività o meno, e cosa accadrà quando occorrerà rinnovare gli impianti. Così come non si comprende quanto ampia dovrebbe essere l’area di rispetto degli specchi d’acqua e da dove inizierà la zona dove si potrà coltivare (corridoi ecologici)“. Le due decisioni del Tar  fanno ben sperare il Consorzio per una decisione finale che arriverà solo dopo che i giudici amministrativi entreranno nel merito della questione.   “In questo momento così difficile per il comparto –  ha commentato Salvatore Chiaramida, Direttore del Consorzio –  tutti i produttori e gli imprenditori agricoli del territorio possono tirare un sospiro di sollievo almeno sul versante della lotta alla burocrazia che cerca continuamente di mettere assurdi ostacoli  all’attività produttiva e commerciale del nostro comprensorio”. – 2018 © www.augustaonline.it

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Redazione

Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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