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Operazione Tormento, Carabinieri arrestano tredici persone

Le indagini sono state avviate nel settembre 2015 a seguito di una serie di spaccate avvenute nei centri abitati di tutta l’area orientale della Sicilia, nelle provincie di  Siracusa, Ragusa, Catania, Enna e Messina.

 

 

27 marzo 2018 – Un gruppo, formato da  cittadini Rumeni e Catanesi,  considerato pericoloso e violento per la dinamica dei colpi che hanno effettuato con il metodo della “spaccata” .  In tredici sono finiti nella rete  del Nucleo Investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Siracusa coordinato dal Capitano Enzo Alfano.  Nella mattinata , su delega della Procura della Repubblica di Siracusa, i militari dell’Arma  hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa  dal G.I.P. del Tribunale di Siracusa su richiesta del Procuratore Aggiunto,  Fabio Scavone e del Sostituto Procuratore,  Salvatore Grillo. Il componenti del gruppo, sono stati  ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato e rapina“.

Quattro i cittadini Rumeni Iulian Moise , 38 anni; Florin Stoian, 27 anni; Costel Balan ,26 anni;  Ilie Alexandru Corodeanu, 25 anni. Nove i catanesi  Graziano Crisafulli, 27 anni;  Salvatore Maugeri,22 anni;  Filippo Beninato, 28 anni;  Salvatore Fazio, 28 anni;  Nunzio Davide Scrivano, 32 anni; Alessio Pavone,  26 anni;  Fabrizio Drago, 36 anni;  Andrea Alonzo, 26 anni;  Omar Nassibi, 21 anni.  L’azione investigativa abbraccia gli anni 2016 e 2017 grazie a pedinamenti, appostamenti, la visione di registrazioni di circuito di video sorveglianza pubblica e privata. Secondo le indagini sarebbero oltre quaranta i  furti commessi col metodo della “spaccata” nei confronti di altrettanti esercizi commerciali : tabaccherie, negozi di abbigliamento, profumerie e concessionari di auto.  Le indagini sono state avviate nel settembre 2015 a seguito di una serie di spaccate avvenute nei centri abitati di tutta l’area orientale della Sicilia. Una serie  di furti che hanno impegnato le pattuglie sul territorio. Le indagini , sin dai primi colpi,  hanno permesso di individuare due distinti  gruppi , il primo composto da nove italiani , il secondo da quattro cittadini rumeni, tutti pregiudicati e residenti  a Catania.  

In conferenza stampa stamattina  Carabinieri e Procura hanno spiegato che “i due gruppi di malviventi, si muovevano con modalità similari, sottraendo le auto a privati cittadini o  autosaloni  attraverso l’utilizzo di centraline elettroniche che consentivano di mettere in moto i veicoli anche senza chiavi“. Le autovetture rubate poi erano utilizzate come arieti per sfondare gli infissi degli esercizi commerciali presi di mira. Le  autovetture, in svariate occasioni, venivano abbandonate a conclusione dei colpi. E’ stato sottolineato il metodo utilizzato  “I malviventi agivano, travisati in volto, con tale determinazione ed efferatezza da rivelarsi particolarmente pericolosi per chiunque avesse tentato da farli desistere. Infatti, in almeno due occasioni, sorpresi durante l’azione ,non hanno esitato a usare violenza e  minacciare per portare a termine il furto, costringendo i poveri derubati ad assistere inermi alla conclusione della rapina a loro danno“.  In un ulteriore episodio, rintracciati da una pattuglia, per sfuggire all’inseguimento, hanno imboccato l’autostrada Siracusa-Catania nel senso opposto di marcia per poi abbandonare il veicolo con la refurtiva ancora a bordo, dopo essersi ribaltati in prossimità di un cavalcavia a causa della forte velocità, per poi scappare  a piedi.  Nel corso dell’attività di indagine  dal Nucleo Investigativo di Siracusa  ,durata oltre un anno, i militari hanno sequestrato dieci autovetture rubate  e utilizzate come arieti,  altrettante centraline elettroniche, utilizzate per il furto dei veicoli impiegati per la fuga e circa 300 kg. di tabacchi sottratti nel corso di uno degli episodi. – 2018 © www.augustaonline.it





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Redazione

Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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