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Noto : Volalibro ospita Cecchi Paone, Marina Cuollo e Ghantal Guidard

by / 16 marzo 2018 Libri, Noto No Comments

Noto, 16 marzo 2018 – Scienza e sport. E poi, ancora, sesso e disabilità, amore e malattia. Sono tanti e diversi gli argomenti, anzi gli spunti di riflessione per gli studenti che hanno partecipato alle ultime due giornate di Volalibro. Il Festival della cultura per i ragazzi, ieri, ha infatti ospitato il giornalista e conduttore radio e tv Alessandro Cecchi Paone accolto da un Salone delle Feste di Palazzo Nicolaci gremito di giovani. Il giornalista  ha detto che “la scienza è un metodo per mantenere il cervello attivo e capace di creare un continuo incremento della capacità di calcolo di questo meraviglioso computer che è il nostro organo identitario“.
La manifestazione  ha ospitato anche Marina Cuollo che ha presentato il suo libro “A disabilandia si tromba” .  L’autrice ha  sostenuto  “Stop ai pregiudizi sulla disabilità e al modo troppo serioso o, peggio, lagnoso, di affrontare l’argomento.  Sono una microdonna, alta un metro e una mentina, che ha bisogno di mostrarsi sempre un po’ incazzata con il mondo per dire la sua. Ma in fondo sono come una crème brûlée: quando rompi la crosta, sotto c’è il morbido. Ho trentasei anni, e quando sono nata nessuno ci avrebbe scommesso mille lire che ci sarei arrivata. Sono venuta al mondo con una sindrome genetica molto rara: la Melnick Needles, che non è una marca di siringhe ma un’osteo displasia scheletrica che conta un centinaio di casi in tutto il mondo. Uso la sedia a rotelle e di notte dormo abbracciata a un ventilatore polmonare, ma rompo ancora le scatole in giro. Capirai, dunque, che quando mi presento a qualcuno il taglio di capelli non è la prima cosa che si nota.” Dalla sedia a rotelle Marina vede e ascolta cose sulla disabilità impossibili da immaginare per idiozia e insensibilità. Racconta situazioni, comportamenti, battute del normodotato medio quando si relaziona con il disabile per strada, al lavoro, negli uffici pubblici, al ristorante. Convinta che “ridere di qualcosa di brutto aiuti a liberarsi da stereotipi e ipocrisie, Marina strappa tutte le etichette che spesso incolliamo su ciò che ci spaventa o che non conosciamo, e spazza via con la sua penna tabù e preconcetti“.( Ordina il libro )

Entrambi gli appuntamenti,  con Alessandro Cecchi Paone e Marina Cuollo, sono stati moderati dall’ideatore e direttore artistico del “Giacinto Festival“, Luigi Tabita.  Oggi è stata la volta di una  “Meravigliosa storia d’amore” per usare le parole di Mapi Danna che, con Chantal Guigard, moglie del calciatore Stefano Borgonovo, morto di Sla, ha scritto il libro “Una vita in gioco” presentato da entrambe a un’attentissima platea di studenti.  Chantal Guigard ha ricordato alla platea :”l’importanza di fare sport che, negli anni della formazione soprattutto, può rappresentare una scuola di vita“.  Questo libro racconta la storia di Chantal Borgonovo e di Stefano, suo marito, calciatore del Milan, della Fiorentina e di molte altre squadre di serie A. Stefano Borgonovo, attaccante tutta la vita, soprattutto dopo l’arrivo della SLA, è poi deceduto nel 2013.  Nel libro ci sono  la passione, la rabbia, l’odio, la rassegnazione, ma ci sono anche la rivincita e la resurrezione. C’è la fede, quella terrena e quella celeste. Ci sono la dedizione, la fedeltà e la gelosia. C’è il tema bioetico del “fine vita”, l’abuso “comodo” di certi farmaci, ci sono il coraggio e la speranza. Non c’è la soluzione ma c’è la ricerca, che attribuisce senso al dolore. C’è il mondo dorato e appassionato del calcio e per il calcio l’amore assolto e acritico di Stefano. C’è il valore della famiglia che può salvare o ferire, a volte contemporaneamente. C’è la condizione ingiusta e spietata dei malati di SLA che diventano schiavi, prigionieri. Stefano ci è riuscito perché Chantal gliel’ha permesso. Gli ha permesso di continuare a essere persona, intera, a essere marito e padre dei loro quattro figli. Lo ha guardato come si guarda un uomo, sempre, non come si guarda un malato, mai. Questo è un libro che tratta soprattutto di rispetto e desiderio. Desiderio e rispetto per la vita, trattenuta, difesa e accolta, qualsiasi vita sia. È un libro che ha un obiettivo: suscitare emozioni, riflessioni e dare scandalo. Sì, perché certe sofferenze sono scandalose, eppure sacre. Ci fa sentire piccoli e anche capaci di grandi cose. È una storia potente e parlante, di più, è una storia che urla e canta. È una storia piena di luce, di suggestioni, immagini, spavento e poesia, di verità esplosa.( “Ordina il libro” )

Tra gli ospiti di domani, alle ore 11, nella Sala Gagliardi di Palazzo trigona,  Luisa Ardita, sorella di Eligia, l’infermiera siracusana uccisa insieme con Giulia, la bimba che portava in grembo. “Mia sorella e mia nipote volevano vivere. Il sogno di due vite spezzato dalla crudeltà”, il delicato tema in programma . – 2018 © www.augustaonline.it



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