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Legambiente lancia mobilitazione contro emissioni industriali

Legambiente pone all’attenzione dell’opinione pubblica l’argomento delle emissioni e della qualità dell’aria.

24 aprile 2017 – “Denunce e segnalazioni ne abbiamo fatte tante nel corso di questi anni. Sempre più circostanziate e puntuali, accompagnandole con l’elaborazione di dati che abbiamo messo a disposizione delle autorità amministrative e giudiziarie. Come è avvenuto con i dossier “Mal’aria Industriale” presentato nel 2012 e “Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?“, sulle bonifiche delle aree che ricadono all’interno del Sito d’Interesse Nazionale di Priolo, del 2014“.
Legambiente pone all’attenzione dell’opinione pubblica l’argomento delle emissioni e della qualità dell’aria. “L’impegno di tanti, inizialmente associazioni, comitati, singoli cittadini e da qualche tempo anche Sindaci, deputati nazionali e regionali, – riferisce una nota – ha prodotto un corpus di norme e di prescrizioni non indifferente“. Decreti e norme che secondo Legambiente “stabiliscono i valori limite per le concentrazioni nell’aria ambiente dei diversi inquinanti, individua gli obiettivi di qualità dell’aria ambiente volti a evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente“.
Gli ambientalisti ricordano gli accordi più significativi : il “Protocollo d’Intesa per il monitoraggio e la prevenzione dei fenomeni di inquinamento atmosferico nell’area a elevato rischio ambientale della provincia di Siracusa“, sottoscritto presso la Prefettura di Siracusa il 09/05/05, il DDUS dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana N. 7 del 14/06/2006 con il quale è stato approvato il Piano d’azione con le misure (riduzione marcia impianti, cambio combustibili, fermo totale, ecc.) da attuare nel breve periodo.
Questo sistema di norme – sostiene Legambiente in una nota – non ha ancora dato i risultati sperati. Gli episodi di emissioni inquinanti a forte impatto odorigeno anziché diminuire si verificano con sempre maggiore frequenza. Elevatissime emissioni di idrogeno solforato e idrocarburi, come quelle segnalate in questi giorni che stanno provocando malessere nelle popolazioni, si fanno sempre più ricorrenti e segnalano il deficit nelle misure per contenere e ridurre quegli inquinanti non normati che però hanno effetti negativi sulla qualità dell’aria e la salute delle persone. È una nostra antica rivendicazione, quella di adeguare la normativa vigente introducendo limiti e/o valori obiettivo per alcuni inquinanti come idrocarburi non metanici, idrogeno solforato, che ad ottobre 2016 ha trovato conforto nella presa di posizione di ARPA Sicilia che ha investito della questione il Ministero Ambiente ed altri enti“.
Legambiente critica la mancanza di interventi istituzionali :”Nessun intervento concreto ne è però seguito. – sostiene – La segnalazione dell’ARPA, rivolta in primo luogo al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Siciliana è rimasta lettera morta“. Una denuncia circostanziata che pone un serio dubbio sulla reale efficienza di controlli e salvaguardia della salute pubblica da parte delle istituzioni pubbliche : governo, Regione e Comuni che , ricordiamo, rimangono il primo caposaldo sul territorio per la salute pubblica dei cittadini. “Per questo è il momento di alzare il tiro – afferma Legambiente – e chiedere una mobilitazione generale e popolare per chiedere interventi immediati e non più rimandabili. Su alcuni obiettivi, che ci piace definire misure salvavita, già proposti negli anni passati e ancora più recentemente e che sommariamente qui ricapitoliamo, – conclude la nota – chiediamo un impegno forte, concreto e misurabile di tutte le istituzioni, da quelle locali fino a quelle nazionali. Ne va della loro credibilità ma, soprattutto, della nostra salute“.
Questo l’elenco dei punti degli obiettivi auspicabili da Legambiente :
– la revisione dei provvedimenti AIA finora concessi per verificare, per ciò che attiene le emissioni in atmosfera, che siano state prescritte e poi realmente adottate le migliori tecnologie disponibili (BAT);
– la realizzazione presso le industrie di sistemi tali da recuperare in tutto o in massima parte gli off-gas per evitarne l’invio alle torce;
– l’adeguamento tecnologico dell’impianto di depurazione IAS di Priolo per azzerare le sue emissioni;
– il controllo e la revisione degli impianti di desolforazione con il divieto di utilizzo della H2S nei forni;
– uscita graduale dal pet-coke (carbone da petrolio) nei forni delle cementerie, puntando sull’innovazione;
– un check-up straordinario di tutti i serbatoi e le condutture al fine di verificare ed eliminare le emissioni fuggitive;
– il controllo costante sulle navi mercantili e sui terminali petroliferi per verificarne la rispondenza alle norme di sicurezza e di legge per quanto attiene le emissioni, il recupero vapori e l’efficienza delle linee di ritorno gas;
– il censimento delle attività di bonifica con azoto presso i depositi, gli impianti, le linee e le navi gasiere e petroliere per valutare l’entità delle emissioni;
– garantire costantemente l’accesso e la diffusione delle informazioni alla popolazione relative alla qualità dell’aria ambiente previste dal Decreto legislativo 13/08/2010, n. 155, pubblicando i report giornalieri sui siti istituzionali dei comuni dell’area e dell’Arpa. © 2017 © www.augustaonline.it



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Redazione

Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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