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Dissesto ex provincia Siracusa. Gli interrogativi di Amato

I Commissari regionali, inviati da Crocetta a Siracusa, secondo l’esponete Augustano di Forza Italia  avrebbero  condizionato  le scelte politiche del territorio e  fatto dimenticare le opere pubbliche che i governi provinciali di Centrodestra avevano realizzato nel recente passato.

 

30 aprile 2018 – “Una nave senza prodiere, in balia del mare in tempesta” . Questa la frase allegorica scelta da Paolo Amato per commentare gli ultimi anni della  Provincia di Siracusa, diventata “ex” per volere del Governatore Rosario Crocetta.  “Le notizie di questi giorni sull’inevitabile dissesto dell’ex Provincia  sono la conseguenza evidente di un’operazione politica andata male e finita peggio“. L’esponente Augustano di Forza Italia, ex consigliere provinciale,  ricorda che il Governo Crocetta ha nominato negli ultimi anni “Sei Commissari Straordinari che, senza considerare l’ultimo, si sono succeduti dal 2013 sino a tutto il 2017,  i meno longevi per 4-6 mesi, i più duraturi per 12-16 mesi, ma tutti con incarichi di 3-5 mesi ripetutamente prorogati“.  La premessa oggettiva  apre il campo a un’analisi politico-amministrativa di un autorevole addetto ai lavori, perché fare parte del consiglio provinciale consente a Paolo Amato di porre delle domande lecite e mirate.  Amato fa una dura analisi politica e polemizza  con i Governi regionali e  nazionali  di Centrosinistra che si sono succeduti negli ultimi anni e  che avrebbero provocato :  “La grande tempesta dell’abolizione delle Provincie siciliane. Tutto è iniziato in uno studio televisivo della Rai , nel programma “l’Arena”  nel marzo 2013 dove Crocetta ha preannunciato la sua “grande rivoluzione”  di abolire  le Province siciliane”.  Un disegno  politico per avere una grande risonanza che però , a distanza di  cinque anni, sta mostrando tutte le evidenti falle amministrative e organizzative. La più evidente riguarda  le strade provinciali senza manutenzione ordinaria e straordinaria.  Il primo obiettivo del Governatore  era di occupare politicamente tutte e nove le provincie con altrettanti commissari che secondo Amato  “Hanno  condizionato  le scelte politiche del territorio e  dimenticato le opere pubbliche che i governi provinciali avevano realizzato nel recente passato : due  Istituti scolastici (Gargallo e Einaudi) in contrada Pizzuta a Siracusa,  il cavalca-ferrovia di Rosolini,  le strade provinciali  Balatazza Trigona, la  58 Terrauzza Fanusa, la 76 Diddino Monte Climiti Saiazza. Opere  programmate negli anni 1998–2007 dalle Giunte Marziano e da giunte del Centrodestra che hanno governato dal 2008 al 2013,  oltre ai numerosi interventi di manutenzione straordinaria sulle scuole provinciali  :riscaldamento della Cittadella degli studi di Augusta, palestra e riscaldamento del polivalente di Lentini, aule e piazzale del polivalente di Francofonte, facciate del polivalente di Lentini, copertura del polivalente di Palazzolo“.    L’esponente di Forza Italia ricorda  :  “La stabilizzazione , con contratti a tempo indeterminato, di 331 dipendenti ,  il rispetto degli obiettivi economici del patto di stabilità interno dal  2008 al  2013″.  Paolo Amato sostiene che sul ventilato dissesto “Rimangono alcuni interrogativi senza risposta. Come è stato possibile accumulare, secondo le notizie riportate dalla stampa, debiti per 280 milioni di euro a fronte di entrate attestate nel 2012  di 48 milioni di euro?  Com’è stato possibile rinvenire la copertura finanziaria,  attestarne la regolarità, per spese così ingenti a fronte di entrate notoriamente sempre inferiori?  Dov’erano i Commissari Straordinari?  E i responsabili finanziari?  E i revisori dei conti?” Amato insinua un dubbio :”Forse il dato di 280 milioni di debiti è un dato erroneo?   Forse per rafforzare l’ipotesi del dissesto?”  . Appare una certa analogia tra questa volontà del dissesto dell’ex provincia  con la vicenda del dissesto del Comune di Augusta, primo provvedimento della Giunta Di Pietro  che in campagna elettorale ha soffiato sui debiti milionari   attestandoli sulla cifra di 102 milioni. Una cifra che già era apparsa enorme agli addetti ai lavori , forse frutto di calcoli errati, utilizzata come spauracchio per convincere gli indecisi elettori  a contribuire a un successo politico  del 5 Stelle annunciato e portato a termine anche grazie agli errori di valutazione, nella fase del ballottaggio,  di un Centrodestra che andava in ordine sparso che , di fatto, ha consegnato le chiavi del Palazzo al sindaco Di Pietro.  Oggi , pur non essendo stato mai pubblicato un documento ufficiale i Commissari inviati ad Augusta per valutare e saldare i debiti, in circa tre anni di lavoro,  hanno stabilito un debito reale di 29 milioni che non avrebbe giustificato un dissesto lacrime e sangue per  la città.    L’analogia tra il dissesto di Augusta  e quello dell’ex Provincia  appare come un presagio.  “Un dato è certo  – afferma  Amato – La dichiarazione di dissesto è una scelta tecnica, conseguente alla registrazione contabile della concomitanza di alcuni specifici fattori economici previsti dalla legge, così che delle due l’una. O  la situazione economica dell’ex Provincia è effettivamente così drammatica, come rappresentato in questi giorni, e allora le condizioni del dissesto avrebbero dovuto emergere già da qualche anno così che l’omessa sua dichiarazione, giustificata con inimmaginabili scritture contabili, ha sicuramente danneggiato le casse dell’Ente che ha continuato a spendere senza controllo. Oppure – conclude Amato –  le condizioni del dissesto non emergevano dalle scritture contabili degli recenti anni passati regolarmente tenuti, e allora la situazione economica dell’ex Provincia non può essere effettivamente così drammatica, così che un intervento straordinario della Regione potrebbe da un lato evitare l’adozione del provvedimento in questi giorni annunciato” – 2018 © www.augustaonline.it

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Redazione

Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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