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Confindustria Siracusa : il punto sulla raffinazione in Italia e Sicilia

Se ne è discusso in un convegno sul tema  “Scenari futuri e sostenibilità della raffinazione in Italia e in Sicilia” organizzato nella sede di Confindustria Siracusa. 

 

7 maggio 2018 – Ospite principale  il Presidente della Regione Nello Musumeci che ha concluso i lavori : “ Ho ascoltato con interesse le relazioni che hanno esposto il valore importante delle industrie della raffinazione: esse continuano ad offrire opportunità di lavoro e di sviluppo e la politica è chiamata a fare una scelta condivisa per il territorio: occorre superare le incertezze normative scrivendo insieme le regole per assicurare lo sviluppo sostenibile.Abbiamo già sottoscritto per Gela il protocollo per l’attrazione di nuovi investimenti insieme al Mise e messo in piedi la cabina di regia con le autorità di sistema portuale della Sicilia per l’attuazione delle ZES il cui piano strategico è già in lavorazione e verrà presentato alla Presidenza del Consiglio tra tre mesi. Abbiamo avviato le assunzioni all’ARPA e riscriveremo il piano industriale per l’attuazione delle bonifiche. Tutto verrà fatto  – ha concluso Musumeci – in maniera condivisa per lo sviluppo e la crescita dei territori: industria compatibile con l’ambiente, agricoltura e turismo”.  L’interessante conferenza è stata aperta dal  presidente di Confindustria Siracusa Diego Bivona  che  dopo aver ringraziato  gli autorevoli ospiti della loro presenza ha  sostenuto che “occorre superare le contraddizioni che spesso accompagnano lo sviluppo del nostro territorio. Un regime vincolistico che ostacola l’attuazione di importanti investimenti per il miglioramento della sostenibilità ambientale, la percezione di un territorio che non sempre è favorevole a sostenere lo sviluppo di un comparto che continua ad essere strategico per la nostra comunità, la mancanza di segnali chiari a chi vuole investire: questo è l’accorato appello che gli industriali lanciano al territorio e alla politica.”  Recentemente è apparso chiaro che  gli interessi che ruotano attorno al petrolio sono in continuo fermento. Le multinazionali sono sempre alla ricerca di nuovi giacimenti e cercano di piazzare proprie pedine nei punti cruciali del globo : nuove estrazioni,  miglioramenti tecnologici nel  downstream nell’industria petrolifera e del gas che  comprende gli stadi produttivi che vanno dalla lavorazione alla consegna all’utente finale del petrolio o del gas.  ExxonMobil intende estendere  il progetto di collaborazione per il gas liquefatto naturale   ma sarebbe frenata dalle sanzioni del governo Trump alla Russia.  ExxonMobil ha dovuto rinunciare a una serie di progetti con un partner russo. Anche tra i paesi produttori di greggio appare evidente un certo interesse alla raffinazione in proprio, per risparmiare sui costi dei prodotti finiti e tagliare dai bilanci i costi  delle importazioni dall’estero.  Le conferme arrivano dagli accordi internazionali in corso di perfezionamento già anticipate da Augustaonline  : ” la trattativa tra l’algerina Sonatrach e la russa Lukoil per il noleggio dell’impianto CR30 della Raffineria Isab di Priolo. Questo contratto consentirà  alla compagnia di Stato algerina di lavorare il greggio e di produrre i propri combustibili ad un prezzo inferiore rispetto agli attuali prezzi del mercato internazionale.  Una iniziativa analoga a quella della compagnia di stato azera Socar che  il 3 maggio ha ufficializzato  la svolta  con   l’intenzione di  costruire un nuovo impianto petrolchimico in Turchia, con un investimento stimato di oltre 3 miliardi di dollari”.    ( Articolo del 03.05.2018  )




Il Presidente dell’Unione Petrolifera, Claudio Spinaci, nel corso del suo intervento in Confindustria  ha sottolineato: “Il downstream petrolifero costituisce un settore strategico per l’approvvigionamento e la crescita del Paese, anche la nuova SEN e la Commissione Europea ne riconoscono la centralità nella transizione energetica e intendono scongiurare ogni rischio di deindustrializzazione della filiera. A tal fine è necessario un quadro certo, capace di attivare una corretta programmazione degli investimenti e una legislazione chiara e non punitiva. Gli ingenti investimenti già effettuati dal settore hanno consentito ai nostri impianti di produzione ad ai nostri prodotti di essere tra i migliori al mondo sotto il profilo ambientale. In Sicilia la raffinazione garantisce oltre 5000 posti di lavoro stabili ed altamente qualificati anche grazie ai 4 miliardi di euro investiti dal 2000 in poi. Il costante impegno nello sviluppo e nella ricerca consentiranno al settore di dare ulteriori risposte, concrete e sostenibili, alle sfide ambientali senza pregiudicare la competitività del Paese.”

Mentre il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli si è occupato “degli scenari energetici globali“, al fine di capire “quanto spazio rimane ancora alla domanda di petrolio nel mondo e in Italia“. Ha sottolineato che, “contrariamente all’opinione diffusa, il petrolio rimarrà a lungo la principale fonte a copertura della domanda globale di energia che, nei prossimi 20 anni, aumenterà di un altro 30% sulla spinta della crescita della popolazione e dell’esigenza di quasi 3 miliardi di persone che tuttora non accedono a forme moderne di energia. Il petrolio tal quale – ha sottolineato – non si consuma va sempre lavorato, per ottenere prodotti, come quelli delle raffinerie siciliane, che servono soprattutto come carburanti per il settore dei trasporti dove coprono oltre il 90% della domanda di energia totale. Tutto ciò che richiede petrolio nel mondo cresce e due esempi sono calzanti, la domanda di plastica, che si fa con la nafta, che obbliga ad un suo riciclo per evitare la dispersione nell’ambiente, e il turismo, che comporta più impiego di aerei che funzionano con il cherosene. Le rinnovabili – ha ricordato – servono soprattutto per elettricità e questa, seppur in forte crescita nei prossimi anni, non potrà sostituire il petrolio nei trasporti se non per una piccola quota”. 

Secondo i dati dell’Unione petrolifera  “Nel primo trimestre 2018 i consumi complessivi  in Italia sono stati  pari a circa 14 milioni di tonnellate, con un incremento dello 0,6% (+80.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017.  La benzina nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 2,9% (-49.000 tonnellate) e il gasolio dello 0,3% (-16.000 tonnellate). Nei primi tre mesi del 2018 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a circa 7,2 milioni di tonnellate, evidenzia un calo dello 0,9% (-65.000 tonnellate). Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in calo dell’1,5% con quelle diesel a coprire il 55,1% del totale (era il 55,7% nel trimestre del 2017) e quelle a benzina il 33%. Le auto ibride hanno coperto il 3,7% delle nuove immatricolazioni, le elettriche salgono allo 0,2%, quelle alimentate a GPL e a metano rispettivamente al 5,9% e all’2,1%“.

Il direttore delle Risorse Umane e delle Relazioni Esterne di Isab Lukoil Claudio Geraci ha evidenziato come “il settore pur pagando la crisi mondiale contribuisce per diversi miliardi di euro all’economia siciliana e siracusana e continua a mantenere i siti produttivi in marcia con programmi d’investimento tecnologicamente avanzati. E’ un sistema socialmente stabile e sostenibile nel tempo che migliora costantemente le sue performance ambientali”. Geraci ha  sottolineato “come questo non sia sufficiente e come sia necessario costruire un clima di fiducia e di coesione sociale per rendere il territorio attrattivo separando i fatti dalle opinioni per potere guardare ad un futuro sostenibile“.  – Gianni D’Anna  / 2018 © www.augustaonline.it

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Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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