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Bando ministeriale : Bonifiche amianto, priorità alle scuole

by / 9 marzo 2018 Ultima ora No Comments

09 marzo 2018 – I comuni italiani che vogliono progettare un’attività di bonifica dall’amianto dagli edifici pubblici hanno tempo fino al 30 aprile per presentare la domanda online. Lo prevede il nuovo bando del ministero dell’Ambiente (decreto 562/2017), in attuazione della norma del Collegato Ambientale che assegna 16 milioni di euro in tre anni fino al 2018 alla progettazione preliminare e definitiva di interventi di bonifica dall’amianto. Il nuovo decreto definisce ulteriori dettagli sulle modalità di accesso, sui criteri di valutazione e formazione della graduatoria, con i relativi allegati tecnici per la documentazione di supporto alla domanda, mentre i criteri per accedere al fondo restano quelli fissati dal decreto del 21 settembre 2016: hanno precedenza gli edifici scolastici o entro un raggio non superiore a cento metri da asili, scuole, parchi gioco, strutture di accoglienza, ospedali e impianti sportivi, gli interventi su edifici pubblici già oggetto di segnalazione di enti di controllo sanitari, di tutela ambientale o di altri enti e amministrazioni, quelli con un progetto cantierabile in dodici mesi dall’erogazione del contributo e gli interventi nei Siti d’interesse nazionale o inseriti nella mappatura dell’amianto prevista dal decreto 101 del 2003. Ogni amministrazione può presentare un’istanza con più interventi per un importo massimo finanziabile di 15 mila euro. Il primo bando riferito all’annualità 2016 si era concluso il 30 marzo dello scorso anno con la presentazione di 235 istanze per diciotto regioni italiane: interventi consistenti sono stati finanziati nel Nord-Ovest (353 mila euro, il 28% degli importi totali) e al Centro (314 mila euro, il 25%).

Ricordiamo che ad Augusta la situazione della presenza amianto sembra essere sottovalutata. Perché  nonostante gli annunci e il Programma elettorale,  l’Amministrazione 5 Stelle non ha ancora messo in atto il “Piano comunale amianto” previsto dalla Legge regionale 29 aprile 2014, n. 10 “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto” che il Comune di Augusta avrebbe il dovere di rispettare e fare rispettare. Completare, entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, – è scritto nella legge – il censimento e la mappatura della presenza di amianto nel territorio regionale, avuto riguardo al grado di pericolosità del rischio sanitario e ambientale esistente, secondo le direttive comunitarie e statali in materia di censimento e ricognizione del rischio derivante dalla presenza di amianto” e poi ancora “ I comuni provvedono entro tre mesi dalla comunicazione delle linee guida ad adottare il proprio “Piano comunale amianto” che, entro 30 giorni dall’adozione, è trasmesso all’Ufficio amianto del Dipartimento regionale della protezione civile. Per agevolare il censimento dell’amianto ogni Comune – prevede la legge – può inviare a famiglie e imprese aventi sede legale nel proprio territorio un apposito modulo da restituire, debitamente compilato, entro 30 giorni, all’ente locale il quale è tenuto a segnalare all’A.R.P.A. territorialmente competente tutti i dati rilevati circa la presenza di amianto nel proprio territorio. Il modulo relativo deve essere conforme a quello standard vigente secondo la normativa di settore e deve essere reso disponibile nel sito web del Comune anche ai fini della comunicazione dei dati che famiglie e imprese potranno inviare on line all’indirizzo di posta elettronica certificata dell’ente locale“. Ricordiamo che la proprietà è privata ma la salute è pubblica. Il comune ,per legge, dovrebbe sanzionare chi non ha segnalato la presenza di amianto sulla proprietà privata, ha il dovere di rimuovere l’amianto e rivalersi sulla proprietà. Invece tutto è fermo e l’amianto continua a essere presente in città.  – 2018 © www.augustaonline.it



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Redazione

Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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