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Augusta : Polizia arresta ladri di rame

Le due persone fermate , già note alle forze dell’ordine per precedenti reati , sono state colte in flagranza di reato mentre erano intenti ad asportare cavi di rame dell’impianto di illuminazione pubblica del cavalcavia Federico II di Augusta.

 

30 aprile 2018 –    Si tratta di   Damiano Del Fiume di   54 anni e Giuseppe Balsamo di 33 anni.    I due sono stati arrestati ieri sera dagli agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Augusta, diretto da Stefania Marletta,  colti nella flagranza del reato di furto.  I fermati avevano già asportato i cavi elettrici  del cavalcavia che da Corso Sicilia collega la Borgata con l’isola di Augusta.  I due, finiti agli arresti domiciliari,  saranno ascoltati, in presenza dei loro legali di fiducia , dal Gip che dovrà decidere sulla validità della misura cautelare applicata in attesa del processo. Ai due due potrebbe essere applicato l’articolo  624-ter del codice penale,  entrato in vigore nel 2016, che rende il furto di rame autonoma fattispecie di reato. La nuova disposizione stabilisce, in particolare, che “chiunque si impossessa di componenti metalliche o di altro materiale sottraendole dalle infrastrutture destinate 3 all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica è punito con la reclusione da un anno a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 5.000“.

 




L’introduzione del nuovo comma dell’articolo 624 del codice penale è stato studiato per cercare di contrastare un fenomeno, quello del furto di rame, che provoca danni ingenti alle imprese del settore di energia, trasporti e delle telecomunicazioni. Oltre che pesanti interruzioni dei servizi. Basti pensare che nel 2015 Enel Spa ha segnalato disservizi nell’erogazione di energia elettrica per circa 69o milioni minuti, mentre Ferrovie dello Stato ha dovuto disporre il rallentamento della circolazione di 6.761 treni, accumulando un totale di 138.525 minuti di ritardo, con danni per decine di milioni di euro. Ma l’introduzione di misure più drastiche nasce anche dal grido di allarme di piccole aziende che, dall’oggi al domani, si sono trovate senza energia e, dunque, senza la possibilità di poter continuare la produzione e di lavorare, a causa dell’azione criminosa di alcuni che rubano cavi di rame per rivenderli nel mercato nero. Un materiale il rame  che è diventato prezioso e che ha, poco a poco, alimentato un mercato illecito di dimensioni enormi. Sembrerebbe che l’introduzione di pene più pesanti e i processi per direttissima abbiano già fatto registrare un calo  sul  numero dei furti di rame in Italia  del 14,8% nel 2017, a fronte di un aumento del 2,7% di denunce e arresti da parte delle Forze dell’ordine.  I dati sono dell’Osservatorio nazionale sui furti di rame, presieduto da  capo della Polizia  e di cui fanno parte  rappresentanti di soggetti pubblici e privati interessati.  L’Osservatorio monitora anche l’andamento dei furti di altri componenti metallici che sono utilizzati dalle società partner, come ad esempio le batterie di rame. Il fenomeno è seguito da un gruppo di lavoro misto dedicato, presso il Servizio analisi criminale della Polizia di Stato. (sotto un’immagine di repertorio) – 2018 © www.augustaonline

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Redazione

Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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