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Augusta : Gas liquefatto nocivo per l’identità? di Punteruolo rosso

Attorno alla realizzazione di un ipotetico rigassificatore nell’area industriale si agitano le forze potitiche, tra opposte tifoserie e un’atmosfera rarefatta che non porterebbe a nulla di consistente.

 

7 marzo 2010 – La questione del rigassificatore, che sarà trattata lunedi 8 marzo dal consiglio comunale di Augusta, appare sempre più costellata da crisi d’identità della politica nostrana e non solo. Il rigassificatore è considerato un impianto che, di per se non è pericoloso, ma che inserito in un contesto ad altissimo rischio di incidente rilevante, come quello della zona industriale siracusana, potrebbe rappresentare un rischio certo per la popolazione. Comunque la vicenda avrebbe già  svelato un forte pericolo: il gas nuoce gravemente all’identità politica. Questa strana sindrome ha avuto inizio nella campagna elettorale per le amministrative comunali del 2008, quando gli apparentamenti vedono sullo stesso palco il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, favorevole alla realizzazione,  il pediatra Giacinto Franco, invece convinto oppositore alla costruzione e punto di riferimento del comitato cittadino per la difesa della salute. I sindacati diventano, gradualmente, sempre più consapevoli dell’impellenza del rigassificatore per “salvare” la zona industriale dal baratro, come se tutto potesse ruotare solo su questa nuova installazione , mentre poco fanno per il rilancio della chimica, per la bonifica delle aree contaminate e l’individuazione di forme di industrializzazione più sostenibili. Successivamente anche illustri docenti universitari attestano la sicurezza e la necessità di realizzare l’opera, anche se in passato gli stessi avevano espresso forti perplessità. Anche Augusta, come Priolo e Melilli, si risveglia e per contrastare, forse, l’egemonia dell’asse Prestigiacomo-Lombardo (quest’ultimo apparentemente contrario alla realizzazione). L’onorevole dell’UDC Pippo Gianni , rinsavito dall’esperienza proprio nell’assessorato all’Industria nel governo Lombardo, e l’onorevole Enzo Vinciullo organizzano un conferenza stampa, scegliendo Augusta, per dire il loro no al rigassificatore, o forse, chissà, alla ministra Prestigiacomo. Anche l’amministrazione comunale inizia ad avere un certo risveglio. Un mese fa, gli assessori all’Ambiente e alla Sviluppo economico nell’ambito delle attività di Agenda 21, organizzano un’assemblea pubblica: per dare ai cittadini più informazioni sull’impianto (forse convincerli) alla presenza dei rappresentanti di Ionio Gas. Ma l’identità politica appare sempre più compromessa a fine febbraio, quando in consiglio comunale approda la discussione sull’autorizzazione al metanodotto , che viene rinviata.  Tale metanodotto, in futuro dovrà servire il rigassificatore e può, agli attenti osservatori, apparire come il modo per preparare il terreno alle autorizzazioni. In tale convocazione travisata come grande vittoria dell’opposizione, lo spostamento del punto all’ordine del giorno. In realtà la proposta di rinvio passava con i voti di alcuni consiglieri di maggioranza e il tutto aveva il sapore di uno scivolone dell’amministrazione, bramato dalla stessa maggioranza, per mettere in crisi il primo cittadino. Appare evidente la spasmodica ricerca di visibilità da parte di qualche consigliere, mentre qualche altro  pare stia cercando di immettere del “gas” all’interno della stessa maggioranza di cui fa parte per farla “esplodere politicamente” all’improvviso.  Naturalmente il tutto appare, ai più attenti osservatori, una continua resa di conti.  Un’acuirsi della crisi d’identità, considerato che l’impianto è fortemente sponsorizzato dai vertici del PdL nazionale, mentre a livello locale i rappresentati dello stesso “partito che non c’é” stanno portando a un rallentamento dell’iter. Questo porsi di traverso all’impianto è realmente una difesa delle legittime istanze della comunità? Anche il primo cittadino non sembra perfettamente immune dagli effetti collaterali del gas, in quanto, a differenza di quanto fatto per altri temi, non ha espresso un parere schietto e deciso, ma si è trincerato dietro un “Ni”. A dire il vero, in modo equilibrato e diplomatico, da vero politico, ha affermato che “è pronto a dare il consenso sulla realizzazione, solo se tutti gli organi competenti daranno parere positivo per quanto concerne la sicurezza“. Una decisione salomonica, un colpo al cerchio e uno alla botte. La convocazione del consiglio comunale ad-hoc di domani sera sul rigassificatore, difficilmente porterà a dare un via libera politico al rigassificatore, anche perché l’indirizzo dell’organo non ha nessun valore, servirà solo, come la seduta sul porto, per approfondire l’argomento e ritrovare forse l’identità politica perduta da parte di alcuni consiglieri. Berlusconi aveva già capito le tante difficoltà per l’autorizzazione di importanti opere pubbliche. Ricordiamo che nel 2001, a pochi mesi dal suo insediamento, il suo governo cercò una scorciatoia per velocizzare gli iter delle grandi opere con la “legge obiettivo“, che aveva come scopo quello di affidare ogni decisione unicamente allo stato centrale, driblando le valutazioni d’impatto ambientale, gli enti e le comunità locali. Il risultato è stato purtroppo, su molte delle opere, di irrigidire le posizioni con la conseguenza di immobilizzare ancora di più la situazione. Forse, con un maggiore dialogo e comunicazione tra Stato e movimenti di opposizione locale, si sarebbe potuta evitare la crisi d’identità e individuare la migliore collocazione per una installazione che, insieme ad una diversificata azione imprenditoriale, avrebbe potuto portare di un certo rilancio della boccheggiante economia provinciale. Il pericolo attuale è che il gruppo imprenditoriale Ionio Gas-Shell ,che gestisce il progetto, perda la propria identità e usi, a pretesto, la mancata autorizzazione dell’impianto per cedere le altre attività, in particolare quella di raffinazione, già in forte crisi. L’abbandono eventuale della Shell lascerebbe il gruppo genovese a dover realizzare un impianto di rigassificazione non più conveniente, perché mancherebbero troppe tessere che portano alla rigassificazione: in particolare gli impianti madre di gassificazione e le navi che trasportano il gas. A quel punto potrebbero diventare solo un patrimonio le autorizzazioni del progetto, ma questa è un’altra storia. – Punteruolo rosso © www.augustaonline.it  ( Indice degli articoli )



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Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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