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Augusta : Fantasmi ingombranti ai limiti della società

Secondo il collettivo Antigone i diritti umani non sono negoziabili Mai.

28 febbraio 2018 –  Da tempo si è aperto un dibattito sulle presenze  nell’atrio di un condominio di Via Adua, fantasmi che durante il giorno sono invisibili ma che la notte cercano rifugio e conforto grazie a poche masserizie : materassi , un divano, qualche sedia e altre poche cose, in una condizione igienico-sanitaria ai limiti dell’umana dignità.  Infastiditi dalle condizioni di quel posto che diventa , sempre più, un monumento all’indifferenza,  nessuno vuole ammettere  che  quell’atrio  non  è occupato da fantasmi ma esseri umani.   Premonitore è già il nome della via  Adua .  Adwa è una città situata nella montagnosa regione di Tigrè, nell’Etiopia settentrionale,  una delle tante nazioni africane che quotidianamente alimentano i flussi migratori senza fine.  Così come premonitore è stato, tanti anni fa,  l’utilizzo di quel condominio privato per ospitare “momentaneamente” ( alcuni anni  ndr) le classi del liceo cittadino.   Dismesso l’impegno della Provincia sull’edificio, rimane il contenzioso tra i proprietari e l’ente. Un intero edificio abbandonato, al centro di una vicenda che non si sa quando e se avrà una fine. Intanto chi ha bisogno di un rifugio, forse definitivamente deluso, ha approfittato di uno spazio lasciato libero.  Più volte in questi anni numerose le segnalazioni a Comune, forze dell’ordine, su una situazione che pone molti interrogativi di legalità e sulla validità dei servizi sociali cittadini. Perché è vero che la vicenda di Via Adua è sotto gli occhi di tutti, ma anche in altre parti della città altri reietti vivono ai margini della società opulenta e consumistica, anche loro fantasmi tra la  folla.     Recentemente c’è stata l’ iniziativa del consigliere comunale Giuseppe Di Mare che ha presentato un esposto  al Prefetto, al Questore, al Presidente della Regione, alle forze dell’ordine ,a tutti gli organi competenti “perché si ponga fine ad una situazione che è diventata pericolosa, illegale e di profondo degrado urbano“.   Sembra chiaro l’intento politico dell’intervento, una bacchettata da parte della minoranza politica contro il Palazzo :”Da diverso tempo – sostiene Di Mare – sollecito l’intervento  dell’Amministrazione, anche in questo caso rimasta inerme, l’ultima volta il 15 Gennaio.  Visti i risultati ed il passare del tempo ho deciso di inviare una denuncia, evidentemente qualcuno non ha il coraggio o la responsabilità di intervenire.  La proprietà dell’area non rappresenta un problema – continua Di Mare – quando si tratta di pericolo sanitario, di ordine pubblico, il Sindaco ha gli strumenti e il potere di intervenire attraverso gli organi competenti per porre rimedio e ripristinare il rispetto della legalità e di condizioni sanitarie e di ordine pubblico non di pericolo per la cittadinanza. Si tratta di una pagina incresciosa, per gli stessi occupanti che vivono in condizioni di forte degrado e pericolo per la loro salute – conclude il consigliere d’opposizione – tollerare con comportamenti omissivi queste condizioni è da irresponsabili“. E’ vero che la proprietà è privata ma il decoro urbano e la salute sono pubblici e come tali  sono sotto la diretta responsabilità  dell’ente comune e del sindaco pro-tempore.  Nel caso specifico  comunque esiste un’evidente questione di opportunità di difesa della dignità umana, al di là di chi occupa , per necessità, quell’atrio,  specialmente in questi giorni di freddo intenso.  Quella che appare evidente è l’assoluta mancanza di sensibilità nei confronti di essere umani considerati “fantasmi” della società. Questo concetto è stato meglio puntualizzato dal Collettivo Antigone ,  anche da Rete Antirazzista e  Città Felice di Catania. : “I diritti umani non sono negoziabili. Mai“. Un intervento incisivo che fa riflettere :”Si usano le segnalazioni di alcuni cittadini come pretesto  articoli su blog  che non propongono alcuna soluzione.  Articoli che suggeriscono, in modo subdolo, come fossero degli “immigrati” i responsabili di tale scempio. Non una parola sulle persone che occupavano quello spazio, non un cenno al perché si fossero ridotte a vivere in condizioni di estrema indigenza“.  Il Collettivo Antigone  da anni si impegna  “A dar voce ai migranti e alle migranti che giungono dopo terribili viaggi della speranza e cerchiamo di restituire un volto umano a un fenomeno ridotto a sterili numeri e statistiche. Esprimiamo preoccupazione per i reiterati attacchi alle persone che hanno occupato quello spazio, a fronte di una probabile mancanza di alternative, e vogliamo porre l’attenzione su questioni ineludibili rispetto alle modalità con cui si svolgerà suddetto sgombero“. Il Collettivo sostiene che  “una simile campagna contro i più vulnerabili, sia tanto più pericolosa alla luce del clima di razzismo e intolleranza quotidianamente alimentato dal mondo della politica“. Poi termina con alcune domande : “Quali  misure eventualmente saranno applicate per effettuare un eventuale sgombero?   Ci saranno mediatori culturali in grado di spiegare la situazione? Che alternative saranno offerte alle persone che, diversamente dai divani e dai materassi, non possono essere gettate via fra i rifiuti ingombranti?  Come si pensa di tutelarne la vulnerabilità e i diritti umani?

Domande lecite che attendono una risposta, ma soprattutto,  la vicenda è occasione per alcune profonde riflessioni sulla condizione di disagio di esseri umani che da anni vivono in condizioni incivili sotto gli occhi di tutti. Torniamo inevitabilmente  all’inizio dell’articolo. C’è chi fugge e lascia la propria casa e i propri affetti per mille ragioni , fame, povertà,  conflitti armati. La beffa maggiore è fuggire da un villaggio della regione montagnosa dell’Etiopia o da un villaggio della savana africana,per  ritrovarsi in un mondo civilizzato e vivere ai limiti dell’umanità come fantasmi ingombranti da eliminare.   –  Gianni D’Anna  2018 © www.augustaonline.it

 

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Redazione

Quotidiano on line di informazione fondato da Gianni D'Anna nel 1992 , prima testata on line di Augusta .Registrata al tribunale di Siracusa al n.06/2001.

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