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PRIMO PIANO

Licenziamento Aparo, nessuna novità.

5 gennaio 2012 - E' tornato ad incatenarsi in Piazza Duomo Antonino Aparo, il dipendente della Pastorino, rappresentante sindacale della Cgil licenziato alla vigilia di Natale. Nonostante i contatti tra i responsabili della ditta e il sindacato, nessuna novità. A quanto pare ci sono resistenze da parte dell'azienda all'annullamento del provvedimento. I piccoli segnali che il titolare aveva dimostrato davanti alla stampa, con la stretta di mano con l'ex dipendente, è stato un falso allarme. La Cgil FP "igiene ambientale" tramite il responsabile provinciale Tommaso Branciamore stamattina ha portato personalmente la propria solidarietà al lavoratore licenziato. "Si è trattato di un provvedimento estremo. Aparo è sempre stato in prima linea - ha ricordato Branciamore - nelle lotte a favore dei colleghi. I nostri legali hanno impugnato il licenziamento. Questi lavoratori da anni non ricevono regolarmente lo stipendio, quindi l'esasperazione è alle stelle. Può anche starci un gesto di nervosismo. Quello che non si riesce a capire il perchè per l'episodio contestato Aparo sia stato l'unico a pagare, una diversità di trattamento contestabile". Il lavoratore licenziato afferma il suo disagio e quello dei dipendenti, tutti indebitati con banche e finanziarie, però sotto l'albero di Natale con l'uomo in catene non c'è nessun altro, oltre ai pochi presenti. "Ho protestato perché non riesco più a dare sostegno alla mia famiglia - ripete il sindacalista licenziato - lo sanno tutti che riceviamo gli stipendi con notevole ritardo e con assegni post datati come ho denunciato. Forse sono troppo scomodo e allora si sono liberati di me". Riepiloghiamo la vicenda. Il 19 dicembre Aparo riceve la lettera di licenziamento "provvedimento disciplinare" con cui la Pastorino comunica: "L'aggressione, verbale e fisica, da lei posta in essere nei confronti di un collega di lavoro è episodio gravissimo e di assoluta rilevanza anche disciplinare, anche se verificatosi al di fuori del suo orario di lavoro. In quanto al luogo dell'accaduto - continua la lettera - come evidenziato era il posto di lavoro in cui il collega stava espletando le sue mansioni....La informiamo di aver adottato nei suoi confronti il provvedimento disciplinare del licenziamento senza preavviso e con TFR, con effetto immediato le sue competenze saranno a sua disposizione il 16 gennaio". Questo il punto di vista dell'azienda. L'aggressione di cui si parla sarebbe avvenuta in una pubblica via, mentre Aparo, nella sua qualità di rappresentante sindacale pare stesse filmando alcuni presunti disservizi, quando è avvenuto uno scontro di "opinioni" con il collega F.B.
Rimane forte il dubbio che oltre al motivo ufficiale ci può essere una sorta di ritorsione per certe denunce che il lavoratore/sindacalista ha presentato nei mesi passati. Il 28 novembre Aparo si presenta nella caserma dei Carabinieri di Piazza Carmine dove riferisce: "Che lavora dal 1988 nella raccolta rifiuti con varie ditte, da 5 anni con la Pastorino con la funzione di capo servizio. Da mesi non percepisce regolarmente gli stipendi come tutti gli altri operai. Dal malcontento generale - denuncia Aparo - ho riscontrato alcune anomalie. Ho notato che alcune persone che figurano come operai non sono mai presenti in cantiere, anche se percepiscono regolare stipendio". L'istanza ai carabinieri elenca una serie di "anomalie" dipendenti che 3 volte la settimana lavorano nella zona industriale, mancata raccolta dei materiali differenziati che poi sono gettati tra i rifiuti indifferenziati. "Tutto documentato - riferisce Aparo - con oltre un'ora di filmati che metterò a disposizione delle forze dell'ordine". L'ultima denuncia risale al 23 dicembre scorso quando Aparo si è presentato in caserma con un assegno post-datato al 28 dicembre con lo stipendio di ottobre. Probabilmente quest'ultima iniziativa del sindacalista ha colmato la misura. Adesso la ditta rimane irremovibile e non intende più recedere dal licenziamento. Una vicenda complicata che è solo la punta di una situazione sommersa, una crisi economica e sociale che sta mettendo a dura prova i nuclei familiari più deboli. Perdere il lavoro in questo momento rappresenta una sfida insostenibile per Aparo e per quanti come lui, in questi giorni, stanno ricevendo preavvisi di licenziamento. Ricordiamo che solo 700 saranno gli esuberi per il 2012 nell'area industriale per Erg-Lukoil che in due anni ha preannunciato 1400 licenziamenti. Ditte metalmeccaniche e nell'area della cantieristica sono in ginocchio da anni in un'area dove l'immobilismo politico è vistoso oltre ogni ragionevole dubbio. Raccontare delle sconfitte della società che divora i singoli non è bello. Quando alla vigilia sembrava essersi aperto uno spiraglio per la vicenda personale di Aparo, c'era sembrato un messaggio di speranza per i migliaia di "Aparo" che in questo momento sono in bilico e rischiano di uscire dal mondo del lavoro per non rientrarvi più, o per quelli che il lavoro lo hanno già perso e sono fantasmi invisibili in un mondo di ciechi. Gianni D'Anna - 2012 © www.augustaonline.it





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