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RIFIUTI: IL COMUNE HA VERSATO 380 MILA EURO
17 dicembre 2011 - "Nel giorno in cui gli addetti ai lavori hanno scioperato il comune aveva già predisposto un versamento di 380 mila euro alla Pastorino". La conferma dagli uffici comunali preposti. Si ripete ,come ogni fine mese, il solito rituale della protesta dei dipendenti giustificata per certi versi, fuori tempo per altri. Cerchiamo di spiegare ai lettori, il perchè di questo inconveniente. Dal momento in cui il comune invia alla banca, via terminale, l'accredito di una somma, l'istituto di credito si prende solitamente 5 giorni lavorativi per trasferire la somma alla Pastorino che poi dovrebbe liquidare gli stipendi ai propri dipendenti. L'importo di questi ultimi dovrebbe essere di circa 100 mila euro mensili. In pratica invece accade che i dipendenti hanno sempre uno o più stipendi arretrati. La protesta è rientrata nonostante i dipendenti riceveranno i soldi dopo Natale, secondo la prassi burocratica bancaria . Qualcuno dovrebbe spiegare il perché in questa triangolazione comune-banca-azienda cosa impedisce ai dipendenti di ricevere regolarmente lo stipendio. Qualcuno dovrebbe spiegare perché accade che questa città appare sporca e con cumuli di rifiuti e materiale indifferenziato non raccolto per la maggior parte dei giorni, sia durante le proteste che nei periodi ordinari, nonostante i versamenti dell'amministrazione. Qualcuno dovrebbe spiegare come mai ancora oggi si va avanti a proroghe e come mai non si rivede l'appalto che oramai è datato e obsoleto. Certo ha fatto scalpore lo scorso mese l'ordinanza del commissario delegato per l'emergenza rifiuti , Raffaele Lombardo, che di fatto commisaria i comuni sui bandi di gara e impone una proroga ulteriore.
Gli addetti alla raccolta rifiuti ricordiamo attendono di percepire due mensilità, ottobre e novembre, inoltre la tredicesima. Comunque la situazione economica , anche al di là del palazzo comunale, è tragica su tutto il territorio. I cumuli di rifiuti, strade e piazze sporche, specialmente in periferia, sono la prova visibile di un'azione di protesta, ma nessuno guarda al di là della rada e in porto, dove centinaia di persone, dipendenti di cantieri navali, metalmeccanici e servizi portuali, da questa estate sono in cassa integrazione, senza stipendio, a casa licenziati. In porto le bettoline cariche di acque sentina che non possono andare a scaricare presso il pontile Erg per ragioni che non sempre si riescono a comprendere e che stanno creando serie difficoltà agli operatori del servizio che potrebbero essere costrette a sospendere il ritiro dei rifiuti liquidi dalle navi in porto. Ma queste vicende non fanno notizia, nessuno le vede. Così come nessuno sta attento ai piazzali dei cantieri navali vuoti , senza operai. Nessuno si chiede come faranno tutte quelle aziende a cui le banche negli ultimi mesi hanno chiuso i crediti in piena crisi di liquidità , costrette a licenziare o a immettere in cassa integrazione decine e decine di addetti. Così accade che ci sono lavoratori di serie A e di serie B, per i primi titoloni sulle testate locali con immagini di cumuli di monnezza e foto di gruppo in piazza con tanto di bandiere, per i secondi nessun trafiletto nemmeno in ultima pagina. Eppure per quelle centinaia di famiglie dei marittimi e operai dei cantieri navali , a cui se ne potrebbero aggiungere altre decine prima della fine dell'anno, non ci sarà un Natale sereno, ma nessuno ne parla , perché quella disoccupazione non puzza come i rifiuti per strada, è invisibile, ignorata da tutti. © www.augustaonline.it
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