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Sversamento cherosene : Cambiaugusta e Legambiente chiedono interventi

13 aprile 2017 - "Non sappiamo se il comune di Augusta sta seguendo l'evolversi della situazione ma, se ancora non l'ha fatto, sarebbe opportuno che l'amministrazione prendesse direttamente visione di come stanno le cose. Disponendo , insieme all'ARPA, la caratterizzazione dell'area interessata per verificare fino a che punto è giunta la contaminazione e, sulla base dei risultati, ordinare la bonifica dei suoli alla parte interessata". Lo sversamento è stato classificato come "tentativo di furto" commesso ai danni di una delle tante condotte che trasportano prodotti da e per i pontili. Pare che ignoti abbiano eseguito dei lavori di sbancamento , cercando di "rifornirsi" direttamente alla fonte.
Sul caso di cronaca sono in corso le indagini, alcuni punti sono molto dubbiosi, l'area interessata pare sia recintata, adiacente all'area militare del comprensorio di Punta Cugno. Oggi a chiedere i controlli da parte del comune sullo sversamento di cherosene nei pressi dello stabilimento è Legambiente Sicilia tramite Enzo Parisi :"Non è ancora dato sapere quali sono le effettive dimensioni del danno ambientale derivante dallo sversamento di cherosene conseguente, pare, ad un furto ai danni della Sasol con danneggiamento della tubazione interrata in cui passa l'idrocarburo".
Parisi sostiene che "25.000 litri, se davvero questo è il volume disperso al suolo, rappresentano un quantitativo notevole, equivalente a quello trasportato da una grande autocisterna, la metà di quanto sversato nel torrente Polcevera di Genova l'anno scorso che tanta eco e per tanti giorni ha avuto sulla stampa nazionale. L'avvenimento è l'ennesimo segnale dello stato di rischio in cui permane il territorio e non lasciano tranquilli le parole rassicuranti dell'azienda che tutto sarebbe stato risolto".
L'area industriale era già stata teatro negli anni passati di sversamenti di prodotti , come quello del 2012 che ha interessato il corso del torrente Cantera. "Nel 2012 - ricorda Legambiente Sicilia - con lo sversamento dall'oleodotto Isab - Sasol di circa 400.000 litri di cherosene (uno dei più rilevanti inquinamenti degli ultimi anni nel nostro Paese), la prevista caratterizzazione non fu mai eseguita, così come la bonifica. Oggi il danno si ripete , riteniamo - afferma Parisi - che è indispensabile agire prontamente per evitare che anche questo grave inquinamento e le sue conseguenze cadano nel dimenticatoio".
Tutti episodi che sono riportati in studi e statistiche sull'area industriale siracusana. "Ricordiamo a tutti - continua Parisi - che il rapporto finale del 9 maggio 2008, redatto dalla Commissione per la valutazione dello Studio di Sicurezza Integrato di Area (SSIA) Priolo, Augusta e Melilli individua, proprio nel sistema di trasporto delle sostanze pericolose in tubazione, uno dei fattori di rischio più rilevanti e formula numerose raccomandazioni ai gestori industriali ed alle Amministrazioni. A tutela del preziosissimo patrimonio storico, archeologico e naturale - conclude Parisi - Legambiente chiede la rimozione di tutti quegli oleodotti - in esercizio o dismessi - che attraversano le aree archeologiche di Megara Iblea e di Thapsos con la bonifica dei suoli interessati".
Sullo sversamento è intervenuto nei giorni scorsi anche il consigliere comunale di CambiAugusta Giuseppe Di Mare :"Ancora una volta solo il caso - afferma - ha fatto si che il danno ambientale non fosse più grande, in una zona ad "alto rischio ambientale" come possano succedere questi fatti rimane un mistero. Speriamo che l'intervento degli organi preposti - sostiene Di Mare - possa evitare la contaminazione della falda acquifera e del terreno e che si riesca a decontaminare il sito. L'ennesimo disastro ambientale dimostra , ancora una volta, che bisogna seriamente impegnarsi per la reale bonifica in tutta l'area industriale da troppo tempo annunciata e sempre di fatto abbandonata, abbinata anche alla necessità di una vigilanza costante di tutta l'area".
Sulla quasi indifferenza punta il dito il consigliere comunale :"Con amarezza bisogna prendere atto che un disastro ambientale nella zona industriale del nostro territorio passa quasi come un fatto normale, senza suscitare alcuna reazione , disappunto e reazione dei cittadini, tutto passa in silenzio anche da parte di chi dovrebbe garantire la salute pubblica. Nei prossimi giorni -conclude - presenterò interrogazione consiliare per approfondire la questione". © 2017 © www.augustaonline.it




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