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GIUSEPPE TRADITO DAL MARE CHE AMAVA
4 luglio 2011 - Quella che doveva essere una domenica di sole e mare si è trasformata in tragedia, Giuseppe Torrisi è rimasto in fondo a quel mare che amava tanto, in un abbraccio soffocante che non gli ha permesso di risalire dall'ultima immersione. Sono di quelle notizie che non sono gradite neanche a chi fa informazione quotidianamente, anche per la giovane età della vittima. Sin dalle prime ore della domenica Augustaonline ha seguito, sul luogo, con discrezione, le ricerche, nella speranza di un miracolo. Poi alle 13.10 la voce di Iano Di Mauro, subacqueo che ha partecipato attivamente alle ricerche, comunicava la triste notizia: "Lo abbiamo trovato....". Giuseppe aveva compiuto 23 anni lo scorso 28 giugno, tra i suoi interessi, oltre alla pesca in apnea, il tiro a piattello e la corsa, i cartoni dei Sipson e dei Griffin, le trasmissioni Le Iene e Chiambretti Night. Era iscritto alla facoltà di Scienze Politiche e doveva discutere la tesi di laurea in Scienza dell'Amministrazione alla fine di questo mese, invece è stato tradito da quel mare che amava tanto, in un fondale impegnativo e difficile. E' stato colpito da un'embolia polmonare che ne ha stroncato all'istante la giovane vita. Anche se i soccorritori fossero arrivati immediatamente, probabilmente, non avrebbero potuto fare nulla per salvarlo. Giaceva su un fondale di circa 12 metri, indossava maschera e boccaglio. Era un tipo capace e atletico che andava in apnea, senza bombole, viveva il mare alla pari. La conferma della sua esperienza grazie alle informazioni di un bagnante che, insieme con alcuni amici camperisti, aveva notato il giovane subacqueo immergersi "con fare esperto e sicuro" nelle acque della costa tra Brucoli ed Augusta.
Di fondamentale importanza sono state le preziose informazioni fornite da Iano Di Maura presidente dei volontari della Guardia costiera ausiliaria e di altri appassionati della pesca subacquea in apnea. Con discrezione sono giunti sul posto, si sono resi disponibili e hanno guidato, con precisione e ricchezza di particolari, con profonda conoscenza dei luoghi, dei fondali e delle abitudini di pesca, le ricerche subacquee dei Vigili del Fuoco, così da portarli al ritrovamento del corpo dello sfortunato giovane. "Le ricerche subacquee in mare - riferiscono dalla Guardia costiera - sono, infatti, tra le più difficili e complesse in quanto sottoposte a variabili mutevoli ed incostanti: correnti, temperatura, morfologia e orografia dei fondali, visibilità, temperatura, densità, salinità ". Il corpo del giovane è arrivato in darsena alle 15.30 dopo che il magistrato di turno ha impartito le direttive del caso. Ad attenderlo i genitori ed il fratello, il padrino coetaneo e la moglie di quest'ultimo, entrambe visibilmente scossi, un piccolo gruppo di amici, vicini di casa della Gisira, dove Giuseppe e famiglia passavano le ferie estive. L'ispezione cadaverica condotta dal medico legale ed il riconoscimento del cadavere da parte dei genitori, accorsi sul posto sin dal primo pomeriggio di ieri, hanno consentito al magistrato di turno della Procura della Repubblica di Siracusa di liberare la salma che è stata riconsegnata ai familiari e trasportata a Motta Sant'Anastasia, residenza della famiglia Torrisi. - Gianni D'Anna
3 luglio 2011 - E' stato ritrovato intorno alle ore 13 dai sommozzatori del vigili del fuoco , il corpo era riverso sul fondale con la maschera e il tubo sul viso. Non si avevano più notizie da ieri ,quando intorno alle 19 , alcuni bagnanti hanno perso di vista il sub.
Giuseppe Torrisi di 23 anni, pare fosse un esperto sub. A poche decine di metri dalla costa la boa di segnalazione e un retino appeso con un polpo e un pesce, il fucile ad elastico. Da ieri sera, intorno alle 22.30, erano scattate le operazioni di ricerca. Poco più in là, il dolore dei familiari che sono arrivati ieri in tarda serata e hanno bivaccato sulla scogliera. Non avevano perso le speranze di ritrovare il giovane sub, oggi il tragico epilogo della vicenda. Il corpo senza vita è stato ritrovato circa 60 metri dalla costa al traverso di Capo Campolato, su un fondale di circa 12 metri. Ale ricerche, coordinate dalla Guardia costiera, hanno partecipato le motovedette CP 879 e CP 525 ed il battello GC A79 , la motovedetta PS 402 della Polizia di Stato, il Nucleo SDAI della Marina Militare della base di Augusta che ha anche operato nelle ore notturne, una squadra di sommozzatori dei VV.F. di Catania ,giunta nelle prime ore della mattinata, un elicottero del 2° Nucleo Aereo Guardia Costiera di Catania che ha sorvolato la zona sempre nelle prime ore del mattino e le pattuglie radiomobili della Capitaneria di Porto di Augusta che hanno perlustrato via terra il tratto di costa nella speranza di ritrovare il sub.
Questa mattina le ricerche sono state effettuate dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Catania, dai volontari della Guardia costiera ausiliaria e altri privati che si sono resi disponibili.
La zona di mare aperto si caratterizza per i fondali rocciosi che vanno ad aumentare gradatamente verso il largo, una zona ricca di anfratti e cavità subacquee. Altra caratteristica della zona di mare le correnti. Il giovane era un appassionato di pesca subacquea in apnea, uno sportivo dal fisico atletico che spesso, in estate, si dedicava per diletto a questa pratica sportiva. 2011 © www.augustaonline.it
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