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4 febbraio 2010 - La commedia è andata in scena al Teatro Don Bosco dove continua con un notevole successo di pubblico la stagione teatrale 2009/2010. Una delle caratteristiche delle commedie ben costruite è la capacità di parlare di situazioni che pongono lo spettatore di fronte a profonde questioni etiche e a problematiche sociali sempre attuali pur mantenendo una leggerezza comunicativa e quell'ironia capace di rendere il tutto piacevolmente godibile. Proprio questi sembrano essere i connotati de "L'avvocato difensore", un testo poco "battuto" dalle compagnie teatrali e che l'Associazione Culturale "Teatro Stabile Gravina" diretta da Franco Torrisi ha scelto di rappresentare all'interno del cartellone .
Lo spettacolo ha debuttato il 23 gennaio in doppio appuntamento, pomeridiano alle 17 e serale alle 21, per essere poi replicato con grandissima affluenza di pubblico domenica 24 alle ore 18. Si tratta di una commedia in tre atti tratta dall'omonimo film del 1934 sceneggiato da Mario Morais. A curare la regia lo stesso Torrisi che ha anche vestito egregiamente i panni del protagonista Peppe, un onesto padre di famiglia che si trova inaspettatamente a dover fare i conti con una complicata situazione familiare dai complessi e profondi risvolti morali.
Ad assicurare sonore risate e momenti d'ilarità, nel ruolo della moglie Lena, Franca Barresi e in quella di Angelo, amico di famiglia, l'efficace Gianni Sciuto.
Il nodo attorno al quale si dipana la vicenda, ambientata a cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, un periodo di grandi sconvolgimenti etico - sociali ma, al contempo, ancora ancorato a certe convenzioni in via di disfacimento, è la tormentata storia d'amore tra Pina, figlia adottiva della coppia interpretata dalla convincente Mara Fassari, attrice cresciuta ad Augusta, vero nome Mara Di Maura, figlia di Giuseppe che ha lavorato nella produzione siciliana "Agrodolce". Pina ama il figlio naturale di Peppe e Lena, Ciccino interpretato da Adam Savoca, giovane ma promettente avvocato difensore che dovrà vedersela con una doppia "causa", una sul piano lavorativo da cui uscirà pienamente vincitore e l'altra sul piano personale di ben più difficile soluzione.
Altro tema centrale è rappresentato dal problema dell'aborto che proprio in quel periodo storico si poneva all'attenzione generale come acceso argomento di discussione. Accanto ad esso il desiderio di successo che può indurre a perdere di vista i veri, fondamentali, valori della famiglia e dell'onestà, lo scontro generazionale e la complessità del rapporto padre-figlio.
Ad alleggerire i toni ci ha pensato infine la parallela storia d'amore tra Lucietta, sorella di Ciccino, classica "figlia di famiglia", nella ben riuscita interpretazione di Rosy Arena, e un decaduto barone Ronsisvalle ,il divertente Carmelo Seminara. Punto di forza dello spettacolo è stata infatti quell'alternanza di momenti fortemente drammatici ma mai patetici che, se sinceramente interpretati finiscono con il coinvolgere sentitamente il pubblico, e momenti di grande comicità che possono trasformare rapidamente le lacrime in uno scoppio incontenibile di risa. Quest'altalena di toni, già sapientemente costruita all'interno del testo, è stata ben rispettata ed efficacemente messa in scena da tutta la compagnia.
Testimone un pubblico dagli occhi lucidi, continuamente combattuto tra fazzoletti in mano e perenne sorriso sulle labbra.
Vito Mammana ha curato l'audio e le luci. L'organizzazione è stata firmata da Palmira Colaleo. Le musiche, ben noti brani d'operetta originalmente alternati a colonne sonore da film, sono state curate dallo stesso regista.( Per informazioni sulla stagione 2009/2010 visitate il sito www.teatrostabilegravina.freetools.it oppure telefonate al 368-3924958). .
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