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SULLA PISCINA COMUNALE
05 dicembre 2011 - A cinque giorni dalla pubblicazione dell'articolo sono numerosi i lettori che hanno partecipato al sondaggio d'opinione sull'argomento. Parecchi anche i messaggi e i commenti ricevuti dalla redazione a dimostrazione che si tratta di un argomento molto sentito.
Paolo afferma :"La solita incompetenza dei nostri amministaratori della via Principe Umberto che tutto sanno e niente capiscono di impiantistica sportiva ( esistono delle corsie per ridimensionare la vasca che rende la lunghezza regolabile che costa poco )". Peppe sottolinea la questione finanziaria e di tradizioni sportive augustane: "Ma come si fa a sperperare ancora i soldi dei contribuenti impiegandoli per portare avanti questo aborto che è la piscina comunale. Facciano qualcosa almeno i parenti di chi ha dato il nome alla struttura (famiglia Turchio) che sicuramente allo stato non ne possono essere fieri". Pina invece chiama a raccolta l'opinione pubblica :"Perché gli augustani non si ribellano a questo incosciente sperpero di denaro? Siamo sempre indifferenti e passivi. La piscina può essere nuova e con la sovvenzione Coni". Sebastiano A. ci fa i complimenti per l'articolo è anticipa una iniziativa politica per i prossimi giorni". Per dovere di cronaca desideriamo ricordare che il progetto di ristrutturazione di questo impianto obsoleto e fuori posto è stato votato e approvato dal consiglio comunale. Circolano voci che anche in ambienti vicini all'amministrazione in molti hanno storto il naso, trovando inopportuna questa iniziativa. I fatti però parlano chiaro, qualcuno ha proposto questo progetto , contestulamente con il doveroso allargamento della strada d'accesso all'isola, adiacente alla piscina. In tanti lo hanno approvato, mentre appare evidente che la città non lo digerisce.
30 novembre 2011 - Venia dignus est humanus error. L'errore sembra essere una costante, è parte integrante della natura umana. Questo, però, non può essere un'attenuante per reiterare uno sbaglio, quanto piuttosto un mezzo per imparare dall'esperienza. Evidentemente gli amministratori augustani , nel corso degli ultimi decenni, si sono dimostrati campioni nel perseverare. Ci riferiamo alla piscina comunale, sorta in un'area dove non doveva sorgere per evidenti problemi che con il passare degli anni si sono centuplicati. L'impianto è notoriamente anti economico perché datato, non ha copertura e quindi dal punto di vista energetico è come gettare il denaro dei contribuenti. L'impianto è situato in un punto nevralgico del sistema viario di entrata / uscita dall'isola, anche dal punto di vista della sicurezza e della moderna concezione della Protezione civile risulta da ostacolo. Tutti concetti che sono noti all'opinione pubblica e agli addetti ai lavori. Quando si spendono centinaia di migliaia di euro (650 mila ndr) bisogna anche fare un bilancio tra costi e benefici, tra situazioni pro e contro. Per tale ragione troviamo inopportuno e fuori da ogni logica programmazione del futuro urbanistico perseverare nell'errore iniziale e puntare su un sito che non sarebbe più da prendere in considerazione. Oggi si compie l'ennesimo atto di mancanza di coraggio, per semplice calcolo elettoralistico o per mancanza di lungimiranza amministrativa? Si punta alla vecchia ed obsoleta piscina che, come previsto da un progetto finanziato dal comune, sarà rimpicciolita e mantenuta nella stessa posizione. Una decisione criticata da più parti che conferma un metodo antico di fare politica, campare alla giornata, invece che pensare al futuro. E' risaputo che il Coni mette a dispossizione degli enti pubblici fondi per la costruzione di impianti moderni ed efficienti, invece ad Augusta si sceglie di percorrere la solita scorciatoia che non porta da nessuna parte.
Cosa più grave si fa un passo indietro anche dal punto di vista agonistico , rispetto alle grandi tradizioni augustane della pallanuoto che sin dagli anni 70 ha gareggiato anche nelle serie maggiori nazionali, sia nella categoriae maschile ch e femminile. Questo progetto, che non ha nulla di moderno, ma sa di stantio, sbatte la porta in faccia, per sempre, non solo ai pallanuotisti, ma anche a centinaia di nuotatori che gareggiano a livello regionale e nazionale che saranno costretti ad allenarsi , come sempre, in mare o in piscine di altri centri della provincia. L'attuale lunghezza della vasca è di 33 metri, l'impianto è utilizzabile a livello agonistico solo per la pallanuoto. Per il nuoto, infatti, occorre una vasca da 25 o 50 metri. Se si rimpicciolisce l'attuale vasca, come da progetto, non si potrà più praticare la pallanuoto nelle serie maggiori. La soluzione migliore quindi dovrebbe essere un nuovo impianto, in un'area diversa dall'attuale, possibilemnete con una vasca da 50 metri che potrebbe essere sfruttata sia per il nuoto che per la pallanuoto. Sarebbe troppo per Augusta? Solitamente nello sport , come in qualsiasi altro campo, si tende all'evoluzione. La soluzione proposta invece è involutiva e lascerà una lunga scia di polemiche e proteste. Comunque vada ci vorranno almeno 5 anni per vedere un impianto funzionante. Il tempo è galantuomo , restituisce tutto a tutti, non una piscina adeguata alla città.(l'immagine dell'articolo è di Felice Cucinotta)Gianni D'Anna © www.augustaonline.it
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