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ACQUE LAVAGGIO E SENTINA, CRISI INSPIEGABILE
29 agosto 2011 - Ricordiamo che in un primo articolo la redazione ha segnalato una inspiegabile diminuzione di movimentazione di questo tipo di materiale di scarto che in parte viene lavorato e recuperato ,l'altra parte avviata per lo smaltimento presso il depuratore consortile IAS. Facciamo un ulteriore punto della situazione attuale.
Impianti di terra che fanno parte delle port-facilities : La Priolo Servizi che ha i suoi impianti all'interno dello stabilimento Erg/Isab ha confermato alla redazione che "l'impianto di trattamento è in funzione, ha sempre mantenuto la capacità di ricezione sino ai quantitativi autorizzati. Confermiamo - riferisce la nota - che le quantità ricevute e trattate nel periodo gennaio-luglio 2011 sono notevolmente diminuite rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente". Il deposito costiero Maxcom ha confermato che la "capacità di ricezione è immutata per acque di sentina e acque di lavaggio con punto di infiammabilità superioe a 60°, come prevede la norma vigente. Abbiamo registrato un drastico ridimensionamento delle quantità scaricate". La raffineria Esso invece ha confermato che "non effettua tale servizio da alcuni anni", anche se da indiscrezioni abbiamo saputo che la Capitaneria ha più volte sollecitato tutte le aziende alla ricezione e trattamento di tali acque di scarto in considerazione del fatto che tutti gli impianti industriali fanno parte integrante del "Piano di raccolta e gestione dei rifiuti
prodotti dalle navi e dei residui del carico" , quindi anche quelli di Esso e Sasol. Con questo ulteriore articolo Augustaonline pone all'attenzione sulla drastica diminuzione di quantità scaricate e trattate non riuscendo a capire il motivo reale ed invita gli enti preposti a vigilare per evitare possibili "accidentali" sversamenti nelle acque territoriali di sostanze nocive all'ambiente. Se gli impianti di ricezione funzionano regolarmente, se i mezzi navali preposti possono ricevere acque di sentina e acque di lavaggio con punto di infiammabilità superiore a 60°, non è possibile che tale servizio sia diminuito. Ogni porto moderno e all'avanguardia deve avere un sistema di gestione dei rifiuti e delle materie di scarto . Lo prevede la convenzione internazionale Marpol che è stata studiata per controllare e limitare il rilascio accidentale o deliberato in mare di idrocarburi o altre sostanze pericolose. Per residui del carico si intende qualsiasi materiale che costituisce il carico contenuto a bordo della nave, nella stiva o in cisterne e che permane al termine delle operazioni di scarico o di pulizia, compreso le acque di lavaggio (slop) e le acque di zavorra, qualora venute al contatto con il carico o suoi residui del carico, o le acque di sentina prodotte durante il moto delle navi. Risulta molto difficile comprendere come mai nel porto di Augusta, a partire dal maggio 2011, è calata improvvisamente la quantità di acque di lavaggio e sentina, rispetto agli stessi periodi degli anni precedenti. Chi ha interesse nel boicottare il servizio? Una domanda che sorge spontanea alla luce dei riscontri avuti da Augustaonline che ha contattato tutti i soggetti che concorrono al servizio di raccolta di acque di sentina e di lavaggio che fa del porto di Augusta un punto di riferimento d'eccellenza nel Mediterraneo. Perché le operazioni di conferimento non avvengono più con la stessa frequenza? Attualmente il porto ha sufficienti mezzi navali e di terra che possono trattare quantità inllimitate di acque con punto di infiammabilità(flashpoint) superiore a 60° che equivale ad oltre il 50 percento della qualità di acque di scarto movimentate. La Gestione Pontoni, società che fornisce il servizio di raccolta a mezzo bettoline, ha in programma un ulteriore ammodernamento tecnico dei propri mezzi navali che consentirà di caricare, nel prossimo futuro, anche slops con punto di infiammabilità inferiore a 60° (casi eccezionali di contaminazione del carico).
In particolare il piano aziendale di ammodernamento prevede : modifiche per la bettolina Sile già in corso, disegni già approvati dal Rina, materiali tecnici già ordinati con consegna tra ottobre e novembre. Per la bettolina ABC , attualmente sequestrata a causa dell'incidente di maggio, si potrà cominciare subito, l'indomani del dissequestro, avendo già i disegni approvati dal Rina. La bettolina Emilia è già nella fase di approvazione dei disegni, stessa cosa per la bettolina GRG 156 essendo gemella dell'Emilia. La società che da trent'anni effettua il servizio nel porto di Augusta prevede di adeguare, al carico di acque con flashpoint inferiore a 60° , una bettolina ogni tre mesi. La volontà c'é, uno sforzo finanziario non indifferente, che però ha l'incognita della ripresa a pieno regime del servizio. Solo fatturando si potrà avere un salto di qualità tecnico che potrà assicurare per altri 30 anni il servizio, senza attendere l'arrivo di società "marziane" esterne che secondo i rumors e le indiscrezioni si preparavano a sbarcare nella rada di Augusta già l'indomani del tragico incidente mortale che , ricordiamo è costata la vita ad un marittimo e il ferimento di un secondo. Una tragica fatalità su cui siamo certi verrà fatta piena luce. Alcuni giorni fa i consulenti di parte hanno effettuato un ennesimo sopralluogo sulla bettolina teatro dell'incidente. Si spera in una rapida azione dell'inchiesta in corso , ma soprattutto, si spera che ognuno faccia la propria parte, agenzie, armatori e comandanti, per riportare alla normalità il servizio che in questo momento sembra "addormentato", più per indifferenza che per problemi tecnici e organizzativi. Se i mezzi di raccolta ci sono e gli impianti di terra sono pronti per ricevere il prodotto, non si comprende perché ad Augusta , da alcuni mesi, arrivano navi senza sentina e slop da sbarcare.
I numeri
acque di sentina(sludges), sono i residui del moto e dell'attività della nave. Si tratta di scarti oleosi riciclabili che vanno trattati negli impianti di terra. Nel 2007 sono stati conferiti 5.300 tonnellate (441,9/ mese); nel 2008 5.907 (492.3/mese); nel 2009 4.858 (404,8/mese); nel 2010 5.354 (446/mese); nel 2011 dati fino a luglio 1.830 (261/mese).
Acque di lavaggio (slops), si tratta di residui del carico derivanti dal lavaggio delle cisterne contenenti idrocarburi miscelati ad acqua. Nel 2007 32.622 tonnellate (2.718/mese); nel 2008 32.130(2.677/mese); nel 2009 35.357 (2.946/mese);nel 2010 35.520 (2.560/mese); 2011 dati fino a giugno 14.890 (2.482/mese). |
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