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SIRACUSA : SULLO SFRATTO ALLA LILT INTERVIENE BANDIERA
Siracusa, 22 luglio 2011 - "La chiusura del Centro di prevenzione oncologica della Lilt è una prospettiva grave per la sanità siracusana e getta nello sconforto tanti malati". Lo afferma il presidente del consiglio comunale, Edy Bandiera, commentando la decisione dell'Asp di riappropriarsi dei locali dell'ospedale Rizza concessi alla Lega nell'ambito di un piano di riorganizzazione della struttura.
"In una provincia in cui - prosegue il presidente Bandiera - i malati oncologici, nonostante la professionalità e l'impegno dei medici e del personale sanitario, devono fare i conti con molte carenza, la chiusura di un presidio può solo aggravare i disagi. La Lilt in questi anni è diventata un punto di riferimento per molti, raccogliendo consensi diffusi tra gli assistiti e in tanti ambienti. L'idea di una sospensione sine die dei servizi offerti può avere gravi conseguenze su persone che invece hanno bisogno di un continuo sostegno, anche di tipo psicologico, e confligge con una lunga e felice tradizione di collaborazione tra strutture sanitarie pubbliche e ed enti privati del settore. Ciò mentre le famiglie stanno vedendo aumentare la spesa sanitaria - conclude il presidente Bandiera - Auspico un immediato chiarimento tra i vertici della Lilt e il manager Franco Maniscalco al fine di evitare la chiusura del centro". Era stato il presidente dell'associazione di volontariato Claudio Castobello a lanciare l'allarme "sfratto" per volere dei vertici dell'Asp di Siracusa. "Per premio di quanto dimostrato sul campo -commenta Castobello - all'associazione viene intimato di lasciare i locali del Rizza, attualmente occupati con giusto affidamento in comodato d'uso a firma dello stesso direttore generale ASP Franco Maniscalco. Non credo che tanto la LILT quanto la popolazione della provincia di Siracusa - afferma il presidente Castobello - meritavano una tale sconsiderata decisione di mettere alla porta l'unico Centro di Prevenzione Oncologico altamente qualificato in tutta la Sicilia. Sono rimasto sgomento nel leggere le asettiche righe cinicamente e deliberatamente scritte dallo stesso Maniscalco - aggiunge Castobello - in cui si chiede la riconsegna dei locali nel termine di 30 giorni dal ricevimento della presente".
Ma oltre al gesto improvviso per il presidente Castobello appare inopportuno "il tenore di autorità giudiziaria e non di un direttore responsabile della sanità. Perché non viene mensionata nessuna nota di rammarico, neanche per mera ipocrisia, nel pronunciare categoricamente lo "sfratto" ad una struttura che, tra l'altro, ancora è legata da un protocollo con la stessa ASP SR che, nell'articolato, risponde tanto alle oggettive necessità di collaborazione esterna atta a decongestionare gli ambulatori di prevenzione oncologica della struttura pubblica, tanto ad adottare le direttive imposte dall'assessorato regionale della sanità che invita le associazioni non lucrative a contribuire a scaricare in termini economici le amministrazioni sanitarie pubbliche. Al di là dei tempi che sicuramente non potremo rispettare per "onorare" i 30 giorni intimati dall'ASP - conclude Castobello - sarebbe stato più efficace, da parte del direttore Maniscalco, indire una riunione plenaria tra le parti, non tanto per discutere le sorti della struttura LILT di Siracusa, ma principalmente per valutare gli scompensi che si verranno a creare tra la popolazione per la mancata attività di prevenzione, assistenza, orientamento oncologico e follw-up derivanti da assenza di locali. A questo punto, il caso non diventa solo di competenza del presidente Castobello, ma di tutta la rappresentanza politica e parlamentare che dovrà uscire allo scoperto e assumersi le proprie responsabilità, al di là di ogni appartenenza e steccato politico. Il rispetto per la salute, non può avere né colore né appartenenza". < 2011 © www.augustaonline.it
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