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Augusta - La questione ambientale : il famigerato Amianto

17 maggio 2017 - Nessuna buona nuova. Tutto rimane immutato. Ci si perde nei meandri della memoria e i mille rivoli della burocrazia senza volto. Fiumi di parole. La materia interessa la salute pubblica e quindi di grande interesse della comunità. La presenza costante in alcuni punti del territorio del famigerato amianto abbandonato da ignoti inquinatori, ma anche la presenza segnalata da decenni di alcune tonnellate di lastre a copertura di due immobili in pieno centro storico : edifici privati all'angolo tra le vie Colombo/Principe Umberto e vie Garibaldi/Megara.
Ieri l'argomento è stato trattato in consiglio comunale grazie a un'interrogazione presentata dal consigliere di minoranza Giuseppe Schermi portavoce DSC Augusta1 che fa riferimento al movimento DIEM25 di Yanis Varoufakis. Ricordiamo che si tratta di un'interrogazione protocollata il 29 marzo e arrivata in aula solo ieri. Schermi ha premesso che "Nell'agosto 2015 il sindaco ha nominato per quattro mesi l'esperto Giuseppe Raimondo per la consulenza sul "Piano comunale sull' amianto" ha poi ricordato che "l'amministrazione ha avvisato dell'auto notifica della presenza di amianto ai sensi della Legge regionale, che il consiglio comunale ha approvato all'unanimità nel febbraio 2016 la mozione di redazione del Piano comunale amianto, impegnando l'assessore e il sindaco in difesa della salute dei cittadini".
Il consigliere Schermi chiede :"Quante segnalazioni sono pervenute sulla presenza di amianto nel 2016 e quanto è stato impegnato per il servizio di prelievo, trasporto e smaltimento di amianto abusivamente abbandonato sul territorio comunale. Quale sia il rischio amianto sul territorio e ampiezza sulla base delle auto notifiche pervenute. Quali atti sono stati eseguiti in base alla mozione e quale risposta è pervenuta da parte dell'ufficio regionale sul Piano Comunale. - infine ha chiesto Schermi - se e quando l'amministrazione ha richiesto i fondi per la progettazione e bonifica della copertura del capannone comunale (ex PlastJonica)".
L'assessore Ambiente, Danilo Pulvirenti ha sostenuto che :"Il Piano va revisionato e migliorato secondo la regione che ci ha indicato un file Excel da utilizzare. Le auto notifiche sono pervenute. Però non si deve confondere il Piano amianto con le attività di rimozione dell'amianto che sono in corso su tutto il territorio comunale. Da quando è stato aggiudicato l'appalto - ha spiegato Pulvirenti - la ditta ha iniziato dalle discariche abusive. Purtroppo ci sono ancora molti abbandoni". Il dubbio di numerosi cittadini riguarda infatti la carenza di controlli contro gli inquinatori abusivi che sono liberi di agire indisturbati nonostante l'istituzione degli ispettori ambientali.
"Da quando sarà approvato il Piano comunale - ha detto l'assessore - bisognerà vedere quanti fondi metterà a disposizione la regione. Perchè non deve passare l'idea che tutti i fondi per la bonifica saranno regionali". Sull'ultimo punto riguardante la bonifica del capannone comunale Pulvirenti ha chiarito che "Il bando prevedeva solo il finanziamento della progettazione che dovrà essere redatto da un consulente esterno, perché all'interno della Pianta organica non c'é un tecnico abilitato. Il bando prevede un punteggio più alto per manufatti in amianto vicini a luoghi pubblici come scuole e ospedali. Dopo una serie di valutazioni - ha concluso l'assessore abbiamo deciso di non presentare nessun progetto". Quindi il comune manterrà il suo tetto d'amianto dell'autoparco comunale. Paga una ditta con i soldi dei contribuenti per la bonifica dell'amianto abbandonato da ignoti senza non mettere in atto nessuna strategia per individuare e colpire gli inquinatori che trovano più economico abbandonare l'amianto per strada anziché auto denunciarsi in attesa di un Piano che non si sa se e quando entrerà a regime.
Secondo l'ufficio Ecologia le schede pervenute nel 2016 sono state solamente otto e la cifra spesa per la bonifica nel 2016 è stata poco più di 3.400 euro, mentre nel 2014 oltre 30 mila euro . "Mi sembra sia stato un flop - ha commentato il consigliere Schermi - Ci dobbiamo chiedere a come incentivare il cittadino all'autodenuncia. I pochi fondi spesi dimostrano che o si è bonificato tutto l'amianto oppure non si riesce a eliminarlo come si deve. Ricordo che l'amianto è nocivo per la salute pubblica. Il Piano dell'amianto - ha sottolineato Schermi - deve essere la priorità per il sindaco in quanto massima autorità responsabile della salute pubblica. Mi sarei aspettato una mappatura.
C'é stata un'ordinanza di rimozione dell'amianto in via Colombo al civico n.8, che impone al proprietario la rimozione a proprie spese di tre sebatoi e una canna fumaria. Mi aspetto a breve, essendo scaduti i termini, la rimozione coatta". Si tratta di una propietà privata , così come si tratta di proprietà privata la copertura dell'edificio fatiscente ad angolo di Via Principe Umberto. Quel tetto rappresenta un'eloquente cartolina d'ingresso al centro storico. Non si riesce a comprendere perchè il comune interviene in una proprietà privata e non in un'altra che rappresenta un pericolosissimo accumulo di lastre d'amianto degradate da decenni.
Schermi ha concluso :"Siccome la salute dei cittadini è prioritaria e la presenza di discariche abusive è notevole : area ex container/Saline Regina, parco del Mulinello, Agnone Bagni. Mi sarei aspettato oggi che il comune, con un bilancio stabilizzato, s'impegnasse a mettere dei soldi per incentivare il cittadino a conferire l'amianto così come è stato incentivato a conferire materiali riciclabili. Per questo - ha concluso - mi sarei aspettato una risposta più attiva nei confronti della salute del cittadino". Tra una messa commemorativa e un appello di Legambiente , sembra assodata la presenza costante di tonnellate di amianto nel centro storico e tra discariche sparse nella periferia. Oggi più che mai la questione ambientale è uno dei principali problemi irrisolti sul territorio. Gianni D'Anna © 2017 © www.augustaonline.it




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