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PRIMO PIANO

Forza d'urto : non siamo mafiosi, protesta civile

20 gennaio 2012 -- Sono in tanti, decisi a continuare la protesta ad oltranza. Sempre lì, all'ingresso della città, dove un groviglio di camion crea un passaggio per far passare le autovetture, rallentano il flusso, ma i privati riescono ad entrare ed uscire. Fanno parte anche loro dell'organizzazione denominata "Forza d'Urto"che da 5 giorni blocca la Sicilia. Ma a loro le etichette non interessano. È la soluzione dei problemi, piuttosto, ad accomunarli attorno a quel focolare scoppiettante che accende le notti all'addiaccio. Augustaonline è scesa all'imbrunire per intervistarli, nel momento in cui stavano organizzando una cena frugale. "Siamo autotrasportatori - spiegano - imprenditori edili, commercianti, pescatori, studenti. La società civile è qui a protestare con noi". Non si vedono politici che non sono graditi come hanno deciso sin dal primo momento i coordinatori regionali dei movimenti. Del resto le notizie e i sondaggi parlano chiaro i cittadini hanno in questo momento una scarsa considerazione della politica da Palermo a Roma, da Reggio Calabria a Vicenza. La politica dei partiti è in crisi profonda incapace di dare risposte certe, mentre i tagli e l'aumento di tasse e prodotti petroliferi sono stati affidati ad un governo di tecnici, anche loro non votati dagli elettori, la democrazia sembra defunta, ecco perché ha avuto buon gioco il movimento dei forconi. Ma quello che fa arrabbiare i manifestanti di tutta la Sicilia, anche ad Augusta, l'ipotesi tirata in ballo da Confindustria Sicilia, secondo cui ci sarebbero infiltrazioni mafiose tra i manifestanti. Ieri i coordinatori cittadini, con una nota ufficiale, hanno preso le distanze da possibili episodi di "decisi inviti" alla chiusura di negozi di cui si parla in giro, in ogni caso la protesta è stata sempre condotta su un piano pacifico senza intemperanze. Siamo venuti a vedere, a dare voce a chi per giorni è stato ignorato dalle testate e media nazionali. Oggi che la protesta ha messo in ginocchio l'isola del sole e sta iniziando, probabilmente, a creare un'onda lungo lo stivale , qualcuno .molto in alto, inizia a preoccuparsi.
"Siamo gente onesta, - affermano - abbiamo moglie e figli e cerchiamo di garantire loro un futuro. Questa protesta è contro il caro-carburanti, diventato insostenibile. La mafia non sappiamo se s'infiltra. Noi, comunque, non siamo mafiosi e non frequentiamo gente del genere. L'eventuale presenza di personaggi discutibili - sottolineano - nulla toglie alla bontà della nostra protesta, giusta a prescindere. Il carburante costa troppo e così non si può più andare avanti. Dove sono finite le associazioni di categoria - urla un artigiano edile- dove sta l'impegno promesso a favore delle piccole imprese negli ultimi anni?". Nel frattempo in città si respira un'aria strana, negozi chiusi, pompe di benzina a secco, continua il fenomeno della corsa all'approvvigionamento degli alimenti. I magazzini si svuotano, non potendo essere riforniti. I cittadini, ormai appiedati da ben quattro giorni di sciopero, vanno e vengono dai market alle botteghe. Il latte non si trova più, nemmeno i pannolini per bambini e gli alimenti speciali per chi è malato. Si respira aria di tensione e preoccupazione da una parte, di speranza e riscossa dall'altra. Del resto non si possono vincere battaglie importanti senza una goccia di sudore sulla fronte. I manifestanti stanno mettendo in gioco il proprio stipendio e il proprio futuro. Una protesta i cui esiti avranno riflessi su tutta la comunità. L'invito dei manifestanti agli operatori portuali di bloccare i servizi nella rada, agli ultimi cittadini ancora dubbiosi è "di mollare gli indugi e i tentennamenti e di unirsi alla protesta. Più siamo e meglio è. Uniti saremo più forti". Alessandro Mascia - 2012 © www.augustaonline.it





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