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PRIMO PIANO
A COSA SERVE LA FESTA DEL I ° MAGGIO SENZA LAVORO?
Riflessioni di Antonio Galioto , segretario provinciale Ugl, raccolte da Augustaonline....

1 maggio 2011 - "Il mondo del lavoro in questa provincia aspetta le promesse fatte da troppo tempo da quanti appartengono al mondo politico nazionale e regionale". Nei decenni passati la festa del lavoro eraun avvenimento assai sentito, era una giornata di riposo, di incontro con altri lavoratori era la festa di un diritto goduto, garantito dalla nostra costituzione, ai nostri giorni ben pochi possono sentire, assaporare le sane motivazioni che giustificavano la festa in quanto troppi sono quelli che hanno perso il loro posto di lavoro e, forse, il loro futuro la loro dignità di lavoratore, quindi cosa bisogna festeggiare? Per ricordare, per commemorare tale evento l' UGL ritiene che sarebbe più corretta una sana riflessione fatta da quanti hanno responsabilità governative cercando di dare un senso al PRIMO MAGGIO . Una politica che invece ormai, da tempo, ha dimenticato i lavoratori, le loro famiglie e le loro esigenze. Una cosa appare certa dalla crisi, economica e del lavoro, non si potrà uscire senza una sostanziale modifica del sistema liberista, un liberismo economico che ha condizionato lo sviluppo generale degli ultimi decenni. Uno stato di profonda crisi, l'attuale, che avrebbe richiesto un maggiore senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e, che avrebbe consigliato qualsiasi governo del Paese di convocare tutte le parti sociali per chiedere loro la necessaria collaborazione, dialogando, al tempo stesso con le opposizioni, per individuare i percorsi migliori atti a superare la crisi strutturale. Oggi sappiamo invece come l'attuale Governo in carica abbia preferito ignorare o comunque non affrontare il problema nei suoi risvolti. ll sistema economico - produttivo e distributivo, nonché l'accesso ai servizi pubblici che necessitano di nuove regole per ridare a tutti i cittadini, e non soltanto a quelli già protetti, certezze per il futuro.
Quindi più che fare festa con immenso rammarico l'UGL dice che è tempo di mobilitazione, una mobilitazione nuova diversa da quelle che il sindacato ha sin qui messo in campo; basta con i semplici cortei di protesta, servono forti iniziative che possano coinvolgere le forze imprenditoriali e le istituzioni. Su questa base l'UGL afferma come solo con la presa di coscienza da parte di chi governa si potranno trovare adeguate soluzioni . "Il modello - afferma il segretario provinciale dell' UGL Antonio Galioto - è quello del settore delle costruzioni, agricoltura, settore del polo industriale, il precariato di quanti giovani senza un futuro. La nostra organizzazione - continua Galioto - ha reso noto da tempo che bisogna condividere le iniziative di protesta da mettere in campo. Se ne coglieranno i frutti molto presto . Iniziative a cui chiediamo la totale adesione da parte di chi si aspetta un lavoro, un futuro delle loro famiglie, dei loro figli, senza rimanere condizionati da altre possibili appartenenze Sindacali e Politiche. Un messaggio di grande preoccupazione della crisi in atto in cui va sempre più sprofondando l' economia; un messaggio che merita risposte concrete, e mi riferisco- prosegue il segretario Galioto- innanzitutto allo sblocco di quei progetti che possono essere subito realizzati. Il nostro sindacato è stato sempre disponibile nel trovare la possibile soluzione ma da adesso chiederemo di conoscere quali e dove sono i mezzi per la realizzazione, vorremo capire di cosa parla l'interlocutore, sia esso un privato o un politico . Ritengo che non sia più il tempo delle sfilate in città , tanto per capirci mi riferisco a quei cortei che spesso si sono esauriti nel momento stesso in cui si concludeva la manifestazione. Oggi servono forti iniziative, in particolare sul nostro territorio, che vedano coinvolti quanti lavoratori, pensionati, precari, lavoratori in mobilità per gridare, denunciare l'assenza delle istituzioni, della classe p.olitica e loro forte incidenza, anche nel passato, sul totale stato di precarietà dell'intero Territorio e di quanti Cittadini. Nessuno deve oggi dimenticare cosa è stato questo territorio in passato .Le malattie causate dal danno ambientale delle industrie che, beate loro, si sono arricchite e sono andate via ,con la logica conseguenza della morte per il Polo Industriale facendo venir meno migliaia di posti di lavoro. In sostanza - conclude Galioto - serve altro che festeggiare il lavoro che qui non c'è più". 2011 © www.augustaonline.it






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