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CULTURA
SALVATORE LORIA VINCE IL PREMIO MIRTO 2011

1 settembre 2011- Loria si è aggiudicato il premio "Nicola Mirto" 2011 meritandosi una speciale menzione da parte della giuria. La manifestazione culturale si è svolta a giugno presso il Centro Congressi Marconi ad Alcamo. Il prestigioso premio, giunto alla X edizione, è organizzato dal Centro d'Arte Coreografica "Aglaia" che, come ogni anno, ha radunato circa 300 poeti provenienti da tutte le regioni d'italia. Il consulente tributario di Messina, laureato in Economia e Commercio presso l'università di Messina e in Giurispudenza presso l'università di Roma, sposato e padre di due figli, ha sempre avuto la passione per la poesia, sin da quando era studente liceale. Con il tempo l'arte poetica si è raffinata e completata grazie alla maturità e alle esperienze quotidiane. "E son quarant'anni pedre" è il titolo del componimento che ha destato l'attenzione dell'autorevole giuria. "Le disordinate vie del dolore e dell'elaborazione del lutto - si legge nella motivazione di Edvige Galbo - vengono inquadrate la Loria entro una cornice di versi. Gli episodi che ogni figlio lega alla memoria dei genitori sono innumerevoli. Il poeta ne sceglie uno soltanto : il dono di un paio di scarpe. L'episodio narrato da Salvatore Loria - conclude la recensione - ha mosso i nostri animi verso una dolente commozione che riteniamo, identica alla sua . Questo è il magico e singolare dono dei grandi poeti". 2011 © www.augustaonline.it

E SON QUARANT'ANNI PADRE

E son quarant'anni, padre
che ti vidi murare
in un'urna non rifinita
che dava il senso della provvisorietà
come se morire è provvisorio
rispetto alla morte.
Bestemmiarono perché pesavi
i farabutti becchini
come se con le mani
avessero potuto soppesare
ciò che eri dentro:
per loro eri un peso e basta!
Ricordo ancora quando
bambino venni a trovarti
e per essere simile
ai miei coetanei ti dissi
"comprami un paio di scarpe".
Tu, chiudesti la falegnameria
E mi portasti in negozio:
mi stavano strette, erano brutte
ma io dissi "le voglio"
perché in quel "le voglio"
c'era la consapevolezza
che erano un tuo regalo.
Mi comprasti le scarpe, ripeto!
E camminai per giungere
A quello che sono, papà
Grazie alle tue scarpe
Che ancora sento nei piedi.



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