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PRIMO PIANO
CROLLO RACCOLTA SENTINA, A RISCHIO DECINE DI POSTI

23 agosto 2011 - "Siamo consapevoli che un servizio fondamentale per un moderno porto attualmente è bloccato nella rada di Augusta. Da maggio per ragioni logistiche e tecniche non è possibile scaricare le acque di lavaggio (slops), questo è un handicap che bisogna superare al più presto. Auspichiamo che le società interessate possano adeguare i propri mezzi per riprendere a pieno regime il servizio di raccolta ". Questo il commento della Capitaneria di Augusta contattata da Augustaonline in merito al crollo dei quantitativi di slops e acque di sentina che stanno mettendo a dura prova, con il pericolo di chiusura delle aziende che da decenni prestano il servizio di raccolta a mezzo bettolina. Il porto di Augusta è sempre stato leader nel Mediterraneo centrale per la raccolta e lo smaltimento di slops e sludges grazie ad un eccellente servizio di raccolta a mezzo bettolina, posti di lavoro a rischio se continua la crisi che va avanti dal maggio scorso. Però bisognerebbe capire perché il crollo dei quantitativi non è relativo solo agli slops, ma, inspiegabilmente, riguarda anche le acque di sentina. Sembrerebbe che improvvisamente ad Augusta approdano solo navi pulite di sentina, un'evenienza questa che sembra andare contro le statistiche degli ultimi decenni(vedi tabella in fondo all'articolo). Augustaonline fa il punto e chiede maggiori controlli agli enti preposti. Questi dati indicativi danno un quadro dei quantitativi movimentati e smaltiti nella rada di Augusta negli ultimi 5 anni. Adesso spieghiamo tecnicamente come avviene l'operazione . La nave arriva e comunica all'agenzia che ha da sbarcare un certo quantitativo di slop o sentina, o entrambe e si avvisa la ditta incaricata. Il prodotto di scarto deve avere delle caratteristiche tra cui il punto di infiammabilità che non deve essere minore di 60°. Il servizio è attivo da circa trent'anni ma, dopo la tragica morte di Domenico Settipani e il ferimento di un secondo marittimo (episodio su cui è in corso un'indagine della procura di Siracusa) il servizio di raccolta è stato bloccato per la mancanza di mezzi autorizzati anche per la raccolta di slops con punto di infiammabilità minore di 60°. Una precauzione che dovrebbe prevenire maggiormente il rischio di incidenti. I mezzi navali tecnicamente sono approntati con misure di sicurezza diverse e con un sistema di stoccaggio adatto anche alla presenza di gas. Le aziende che assicurano il servizio stanno cercando di modificare i propri mezzi per poter continuare ad operare ed evitare la chiusura di una attività che occupa decine di addetti. Si tratta comunque di variazioni strutturali molto costose che mettono a dura prova le aziende in un momento di profonda crisi economica. Ma se per gli slop la cautela è d'obbligo e quindi uno stop necessario, non si riesce a comprendere il calo improvviso e l'azzeramento del ritiro di acque di sentina che essendo prodotti oleosi, dovrebbero avere un minore pericolo in fase di raccolta e conferimento all'impianto di trattamento perché il punto di infiammabilità è superiore alla soglia dei 60°. Solo in casi eccezionali, infatti, il punto di infiammabilità delle acque di sentina potrebbe superare la soglia di meno 60°, le analisi preventive dovrebbero prevenire possibili inconvenienti come già prevede la normativa vigente. Ricordiamo che una nave durante il suo moto produce acque di sentina, i quantitativi vanno segnati su un registro "Oil record book" che è visionato in Capitaneria. L'ufficiale di guardia controlla la destinazione della nave e dovrebbe fare il calcolo dello spazio libero nelle casse di sentina. Di solito le convenzioni internazionali (Marpol) per la prevenzione dell'inquinamento ,prevedono che superato il 50% di spazio occupato la nave deve necessariamente scaricare le casse prima della partenza. Salta agli occhi che improvvisamente dallo scorso maggio, ad Augusta approderebbero tutte navi che non hanno sentina, una circostanza abbastanza strana, visto che siamo in presenza di una statistica di movimentazione che conferma un quantitativo mensile costante. L'ipotesi probabile potrebbe essere che qualcosa non quadra, da qualche parte c'è un inghippo per evitare di ricorrere al servizio obbligatorio e risparmiare sui costi di approdo. O i quantitativi registrati non sono reali, circostanza che sarebbe un grave atto illegale oppure le navi che partono da Augusta, aggirano l'ostacolo, dichiarando sempre di approdare in un porto vicino dove esiste il medesimo servizio di raccolta e ottengono una deroga. Ma esiste un controllo che accerti il reale approdo al porto dichiarato? Oppure accade che in navigazione avviene il solito "cambio ordini" e la nave cambia destinazione e porto di arrivo?. In questi casi la sentina dove finisce? Stessa domanda per le acque di lavaggio. Oltre alla salvaguardia di decine di posti lavoro degli addetti che in questo momento sono in pericolo, è in ballo anche la prevenzione dell'inquinamento del mare. Non sarebbe il caso di intensificare i controlli magari verificando se i quantitativi dichiarati sono reali? Basterebbe effettuare dei controlli a campione. Un moderno porto non può fare a meno di un servizio fondamentale, le aziende stanno facendo sforzi enormi per adeguare i propri mezzi alle nuove esigenze, anche lo Stato deve fare la sua parte aumentando i controlli ed evitare che al danno si aggiunga la beffa della perdita di decine di posti di lavoro.

I numeri

acque di sentina(sludges), sono i residui del moto e dell'attività della nave. Si tratta di scarti oleosi riciclabili che vanno trattati negli impianti di terra. Nel 2007 sono stati conferiti 5.300 tonnellate (441,9/ mese); nel 2008 5.907 (492.3/mese); nel 2009 4.858 (404,8/mese); nel 2010 5.354 (446/mese); nel 2011 dati fino a luglio 1.830 (261/mese).

Acque di lavaggio (slops), si tratta di residui del carico derivanti dal lavaggio delle cisterne contenenti idrocarburi miscelati ad acqua. Nel 2007 32.622 tonnellate (2.718/mese); nel 2008 32.130(2.677/mese); nel 2009 35.357 (2.946/mese);nel 2010 35.520 (2.560/mese); 2011 dati fino a giugno 14.890 (2.482/mese).
Gianni D'Anna - 2011 © www.augustaonline.it




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