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UN OSPEDALE RIGASSIFICATO
21 febbraio 2011 - Cosa c'entra la realizzazione del rigassificatore con la difesa dell'ospedale Muscatello? Se lo sono chiesti in tanti nei giorni scorsi in seguito ad un polemico intervento del consigliere comunale Mariella Micieli nei confronti del suo ex partito. Nello stesso momento, a pochi chilometri di distanza, il comitato contro il rigassificatore di Melilli scrive una lettera aperta al presidente della regione Raffaele Lombardo. Cosa potrebbe accomunare questi due interventi? E' semplice, il governo regionale e le sue ramificazioni nella politica locale.
Mariella Micieli, ex PD, punta il dito contro i suoi ex referenti alla regione criticando i deputati Marziano e De Benedictis su quello che considera un "voltafaccia" politico :"vogliamo il rigassificatore" . "Questa presa di posizione - commenta Micieli - nei confronti del governo regionale,a difesa del rigassificatore, a mio avviso, incauta e faziosa, non fa altro che avvalorare quello che da tempo avevo subodorato. Sicuramente i nostri rappresentanti danno priorità ad una manciata di posti di lavoro (quanti per Augusta?). Un territorio che ha già pagato e continua a pagare con la deturpazione dell'ambiente, il fortissimo impatto ambientale e le innumerevoli vite umane che ogni giorno si spengono a causa di mesotelioma e tumori vari. E' facile parlare di compensazione - spiega il consigliere comunale indipendente -in un momento di crisi occupazionale che investe non solo il nostro territorio ma tutto il nostro paese, alimentando promesse, speranze e illusioni in quei cittadini che aspettano con ansia un posto di lavoro. Si deve avere il coraggio e la coscienza di dire quale prezzo dobbiamo ancora pagare , noi, i nostri giovani e soprattutto i nostri bambini, quante vite umane devono ancora pagare lo scotto di una industrializzazione indiscriminata e incontrollata.Ognuno se ne assuma le responsabilità. Anche l'ospedale di Augusta, così come il rigassificatore significa posti di lavoro".
Quindi siamo alle solite, per alcuni politici il rigassificatore è importante per i posti di lavoro che offrirà, un discorso antico di 60 anni, lo stesso concetto che ha portato la classe dirigente degli anni 50 a svendere , con la scusa del progresso, tutto il territorio costiero alle multinazionali del petrolio, le stesse che in tutti questi anni hanno incassato direttamente nelle loro sedi del Nord Italia. Così la storia si ripete con il rigassificatore che , a tutti i costi, una certa classe politica vuole autorizzare nel bel mezzo di un'area già fortemente compromessa dal punto di vista ambientale, solo per consentire che il gas prodotto venga trasportato al Nord-Italia tramite condotte che attraverseranno tutto il territorio siciliano. Svendono oggi, ulteriormente, quello che non avevano ancora svenduto in passato, per pochi posti di lavoro. Allora i cittadini si chiedono, come forma di compensazione per questo ulteriore scempio non sarebbe opportuno e logico potenziare l'ospedale Muscatello? Dall'altura di Melilli è partita una ennesima lettera per la regione scritta dal comitato "no rigassificatore". "Signor presidente dalla stampa apprendiamo che il presidente del consiglio comunale di Melilli ha dichiarato che “Melilli vuole il rigassificatore della Ionio Gas”. Nello stesso articolo, lo stesso svuota del suo valore il referendum consultivo celebrato a Melilli il 26 aprile 2009.
Desideriamo richiamare la sua attenzione, affinché ne tenga debita considerazione, i seguenti dati di fatto:
Il presidente del consiglio , - scrive il Comitato -qualunque sia il suo nome, non si identifica con i cittadini di Melilli né le sue opinioni personali si identificano con la loro volontà; il referendum consultivo del 2009, malgrado azioni inqualificabili dei cosiddetti “politici” locali, ha sortito una massiccia prevalenza dei NO all’impianto, con 96,2% di NO contro il 3% circa di SI. Le ricordiamo che in quella occasione - afferma il Comitato - i seggi siano stati presidiati dall’apertura alla chiusura, da consiglieri e assessori comunali firmatarii di un documento di indirizzo politico, diffuso pochi giorni prima della votazione dall’amministrazione Comunale (sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza) nel quale ci si diceva favorevoli all’impianto e, di fatto, si invitava la cittadinanza a non votare NO. La cittadinanza si è recata alle urne ed ha votato NO. Visti i risultati il consiglio comunale ha dichiarato il referendum non valido in quanto non era stato raggiunto il quorum del 50%+1 dei votanti. A tale errata proclamazione il Comitato di Melilli ha fatto ricorso al TAR. Analogo referendum si era svolto nella limitrofa città di Priolo Gargallo il 15 e 16 luglio 2007 vedendo la vittoria del NO con oltre il 98% di voti contrarii alla realizzazione dell’impianto. Ci si chiede quale sia il senso di quanto statuito dalla Convenzione di Aahrus e dalla Legge 108/2001 di recepimento della stessa, se, di fatto, non si tiene alcun conto del parere della popolazione solo perché contrario a quello di pochi personaggi politici al contrario interessati alla realizzazione del progetto". Segue un lungo elenco di motivi ed elementi fra loro concorrenti che "inducono a non escludere l’illegittimità di molti passi dell’iter autorizzativo". "Per tutto quanto esposto e motivato, - conclude il comitato - contrariamente a quanto eventualmente riferitoLe da sedicenti portavoci della volontà dei cittadini di Melilli, la invitiamo ad astenersi dal concedere l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto". Augusta e Melilli condividono da oltre mezzo secolo tutte le negatività di un "progresso" imposto dalla classe politica di allora che ha avuto il coraggio, ingiustificabile, di cancellare un abitato come Marina di Melilli per far posto agli impianti industriali. Tra deputati nazionali sconfessati in diretta TV dai loro ministri, politici locali che si auto sospendono, cliniche private che non vengono toccate dai tagli, processi finiti nel nulla, comitati cittadini scomparsi per indifferenza generale, manifestazioni e scioperi generali annunciati e mai messi in atto, questo il quadro di un territorio che galleggia quotidianamente e va incontro ad un incerto futuro. Nessuno ha mai pagato per i danni ambientali e forse nessuno pagherà mai. Oggi l'attuale classe dirigente si dà un gran da fare per svendere , ancora una volta, uno spicchio di terra per consentire il più grosso affare del secolo , mentre ha già decretato l'unilaterale decisione di trasformare un ospedale in una specie di ambulatorio territoriale. Togliere un ospedale e sostituirlo con un rigassificatore è un gran bel progetto, peccato che non piace alle popolazioni residenti. Comunque la pensiate : viva L'Italia Unita. Gianni D'Anna- 2011 © www.augustaonline.it
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