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PRIMO PIANO
MUSCATELLO MAI IN AFFITTO AI PRIVATI

30 marzo 2011 - Non piace neanche ai sindacati l'ipotesi di "salvare" l'ospedale trasformandolo in "Musca-Salus" il termine coniato da Augustaonline con cui indicare un progetto che vorrebbe affidare il nuovo padiglione alla struttura privata. La redazione sta proponendo in questi giorni un sondaggio d'opinione : "Ipotesi fusione ospedale Muscatello - Villa Salus.......". Non si è ancora spento l'eco della manifestazione di sabato che riprendono a pieno ritmo le diverse tesi su come mantenere la struttura ospedaliera in piena efficienza. Dopo l'alt di Maurizio Ranno che ha provocatoriamente annunciato la sua auto sospensione dal partito con sette degli otto consiglieri comunali, tutti presenti alla manifestazione, i più attenti osservatori avevano pensato che sarebbe stato interessante che questo esempio fosse seguito dagli altri 23 consiglieri comunali. Una auto sospensione in massa dai partiti di appartenenza sarebbe stato un segnale inequivocabile. Ma bisogna fare pure i conti con le diverse sensibilità dei singoli che non hanno ritenuto necessario protestare in questo modo, neanche se in discussione c'è ,ovviamente, il diritto alla salute di tutto il territorio. Le critiche contro il piano di riordino arrivano anche dalla della Cisl - Funzione pubblica. "Gli errori scellerati - commenta con una nota il sindacato - di una classe politica siracusana assente, non possono ricadere sul territorio già martoriato da inquinamento, malformazioni e patologie tumorali. Il Muscatello deve rimanere una struttura pubblica in tutta la sua interezza. Siamo pronti a scendere nuovamente in piazza accanto al comitato cittadino per evitare il trasferimento in atto di alcuni reparti. La Cisl - conclude la nota - condividendo il documento del comitato cittadino, chiede all'assessore Russo la revoca immediata del decreto in vigore e l'applicazione dell'articolo 6 della legge numero 5 del 2009".(potenziamento delle strutture ospedaliere nelle aree a forte crisi ambientale ndr). Mentre la Cgil fa notare "la contraddizione tra la presenza di una struttura privata che ha sulla carta 190 posti letto, con un indice di utilizzo al di sotto del 50%, mantenuti dal decreto assessoriale e uno pubblico che hanno portato a 70 posti per acuti che rischia la chiusura perchè al di sotto della soglia dei 120 posti." La Cgil provinciale e la Camera del lavoro di Augusta ribadiscono :"la netta contrarietà dell'attuazione di questo piano sanitario regionale". Chiedono all'assessore :"il mantenimento di tutti gli attuali reparti e auspicano il potenziamento del reparto di Oncologia medica, urgente e necessario in una zona ad alto insediamento industriale". La CGIL esprime "forti perplessità e dubbi sulla ventilata ipotesi di commistione tra pubblico e privato". Se ne continua a parlare in città di questo progetto di assimilazione. Intanto il PID va in missione da Maniscalco "su mandato di di Pippo Gianni" .Una delegazione augustana ha incontrato ieri il Direttore generale dell’ASP. Era presente anche Enzo Inzolia del movimento “L’Altra Augusta” e il dottor Giuseppe Vaccaro portavoce del "primo" comitato cittadino. "Maniscalco - fa sapere il commissario cittadino Salvo Aviello - ha illustrato, nelle linee essenziali, l’ipotesi di una joint venture da realizzarsi tra sanità pubblica (Ospedale Muscatello) e privata (Villa Salus) all’interno della struttura del Muscatello. Si tratterebbe, secondo il direttore generale, di trasferire reparti per acuti ad alta specializzazione di Villa Salus all’interno della struttura del Granatello aumentandone in modo significativo l’offerta sanitaria, sia per quantità di posti letto che per diversificazione delle specialità e degli indirizzi, conseguendo il tal modo il doppio risultato di garantire il mantenimento del Muscatello come ospedale per acuti e, al contempo, rilevanti risparmi conseguenti alla ottimizzazione delle risorse e dalle sinergie gestionali. A seguito di una forte sottolineatura - continua Aviello - circa l’imprescindibile esigenza di mantenere i reparti di Ostetricia/Ginecologia (con il punto nascite) e Pediatria, ha mostrato interesse a riconsiderare anche questo aspetto nel quadro della più ampia problematica dell’ospedale megarese". Enzo Inzolia ha rimarcato al dirigente "l’importanza di una immediata sospensione dell’applicazione del decreto assessoriale 1377-2010 per quanto riguarda l’ospedale Muscatello evidenziando come, in mancanza di concreti riscontri alla manifestazione di sabato scorso, la cittadinanza è già pronta e determinata per ancor più rigorose forme di mobilitazione e lotta". Tutti parlano della manifestazione che è stata esemplare e senza bandiere, ma ,allo stesso tempo, tutti la pongono sul piatto anche durante iniziative isolate che non sono gradite a tutti. Il capo gruppo del PDL alla provincia, Paolo Amato, stigmatizza "certe fughe in avanti dopo la manifestazione di venerdi scorso. Bisogna, invece, essere conseguenziali, non è corretto cercare di raccogliere consensi elettorali e continuare a dividere quello che il comitato cittadino cerca di unire. Così come appare assurdo - sottolinea Amato - quello che sta accadendo. Non si tratta di un problema tecnico e di freddi numeri come qualcuno vorrebbe fare capire. Piuttosto si tratta di un vistoso problema politico. L'assessore Russo che è stato giudice sa che non si può non tenere conto delle leggi. Allora perchè continua ad ignorare l'articolo 6 della legge regionale 5. Da più parti da mesi si cerca di attirare la sua attenzione su questo punto fondamentale che vorrebbe il potenziamento del Muscatello e non certo il ridimensionamento. Bisogna fargli capire che la città è stufa e che alzerà il tiro della protesta. Per tale ragione - conclude Amato - chiedo al sindaco di farsi portavoce nel comitato per mantenere alta l'attenzione. Se si decidesse, un giono non lontano, di bloccare tutte le attività economiche ne deriverebbe un enorme danno, non credo che l'assesore, o chi per lui, abbia voglia di mantenere questo atteggiamento di muro contro muro". Salta agli occhi che non è un problema tecnico, ma essenzialmente politico. L'obiettivo è mantenere reparti e 120 posti letto...tutte le altre "soluzioni" che escono dal cappello magico della politica rimangono parole al vento......Comunque la pensiate Viva l'Italia. Gianni D'Anna © www.augustaonline.it




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