|
L'ITALIA UNITA? di Punteruolo Rosso
19 marzo 2011 - L'amministrazione comunale si è egregiamente impegnata a festeggiare i 150 anni di vita dell'Unità d'Italia, rispondendo a pieno all'invito del prefetto Carmela Florena. I festeggiamenti hanno richiamato tantissimi augustani uniti sotto la bandiera tricolore, che hanno sfidato anche il maltempo della vigilia dei festeggiamenti. Nelle due giornate si sono alternati musica, mostre, itinerari religiosi, conferenze, ma soprattutto l'esecuzione dell'inno nazionale davanti al palazzo municipale riaperto nel suo splendore. In particolare i tanti cittadini hanno potuto visitare le quattro splendide sale del palazzo municipale oggetto di restauro, che hanno ospitato le mostre di pittura, grafica, modellismo, ma soprattutto di cimeli storici.
I prospetti del palazzo di città e di alcune chiese del centro storico sono stati impreziositi da un gioco di luci tricolori, che hanno ulteriormente valorizzato il grande patrimonio storico monumentale della nostra città. La città ha risposto bene, meglio di tante città della provincia, grazie al lavoro dell'assessore alla cultura Giovanna Fraterrigo, vero motore dell'evento, che in molti ritengono la vera prediletta del sindaco Massimo Carrubba per la successione alla guida della città.
Tutto il centro storico si è scosso come non succedeva da anni. A testimonianza che la gente ha desiderio di veri contenitori culturali e ricreativi. Gli augustani hanno sete di svago, divertimento e cultura. Basti ricordare ad un altro evento riuscitissimo la festa dell'aria presso il parco dell'Hangar. La mostra dei cimeli storici ci porta a constatare, con rammarico, l'indisponibilità fisica di una sede per il "Museo della Piazzaforte" che c'è ed esiste solo grazie alla testardagine del suo attuale direttore e di un manipolo di volontari. Ricordiamo che il museo fu istituito per volere del compianto Tullio Marcon, inaugurato prima del terremoto del 90 presso il bastione San Giacomo del Castello Svevo. Fu definitivamente chiuso nel 1996 per indisponibilità della sede immolata a lavori di restauro infiniti. Adesso che potrebbe essere disponibile l'edificio (ex amministrazione del carcere) potrebbe essere utilizzato, assistiamo a interminabili verifiche amministrative da parte della Soprintendenza e del Demanio di Catania che si rigirano la palla. Se la città deve aspettare il restauro dell'intero Castello federiciano, forse dovremo aspettare i 300 anni dell'Unità d'Italia. Nello splendido salone del palazzo comunale, tuttavia è stato possibile riscoprire che il museo , nonostante l'indisponibilità forzata della sede, ha rilanciato da qualche anno le sue attività ed è stato oggetto di tante donazioni da parte di privati. In mostra a Palazzo di città c'era solo una decima parte del suo patrimonio storico. La città ha dimostrato che ha delle risorse monumentali da valorizzare, basti pensare, tra i tanti ai Forti Garsia e Vittoria. Quest'ultimo restaura e chiuso al pubblico è la dimostrazione della cattiva gestione dei beni monumentali collettivi. L'evento che ha riaperto il palazzo di città ha permesso di rivedere le antiche stanze della politica augustana, gli affreschi e il risplendente lampadario del salone municipale. Mi sono tornati alla mente il gruppetto di Fruciano seduto a ragionare e quello anti -Fruciano seduto in un pubblico locale. Il popolo guardava la classe dirigente di questa città, dava il suo giudizio nelle competizioni elettorali e poi lasciava fare con fiducia agli eletti. Grandi nomi degli anni sessanta come Fruciano, Pustizzi, Saraceno, Ajello, Corallo, Scotto, Tumscitz, Catalano, Marotta, Bordonaro, Motta, Salerno, Inzolia, Vinci, La Ferla e tanti altri che ragionavano di dignità augustana, di porto, di ospedale, di campo sportivo, di decoro urbano, di riqualificazione della villa comunale, di scuole, di museo, di cimitero, ma soprattutto di sviluppo. Un po' di nostalgia riaffiora. Oggi pochissimi sono gli eletti che tra 40 anni saranno ricordati per i ragionamenti. Oggi rispetto a ieri il primo cittadino ha poteri eccessivi e gli assessori appaiono dei numeri, vincolati dal restrizione economica, dai dirigenti autoreferenziati e dai city manager. Oggi più che mai si sente il bisogno di una classe dirigente cittadina virtuosa, per superare lo stato di sofferenza che vive la città. Speriamo che per il virtuosismo non dovremo aspettare decenni. Mentre a Montecitorio il presidente della repubblica nel suo discorso di commemorazione ribadiva il divario preoccupante tra il nord e il sud del paese, la Lega aveva deciso di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Infatti erano presenti solo i ministri e mancavano tutti i deputati. A testimonianza che le poltrone romane sono importanti, ma al tempo stesso i sobbalzi antinazionali non possono e non debbono essere abbandonati. Nei giorni scorsi Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere della Sera, aveva ammonito Calderoli e Bossi : "non si governa un Paese contro la sua storia". La Lega governa a Roma, ma vuole le bandiere regionali accanto a quella nazionale e soprattutto sta pressando per attuare un federalismo distruttivo e antitetico a quella unità repubblicana che è ancora nei primi articoli della nostra costituzione. Il disegno federalista che si sta modellando potrebbe spezzare quei legami che reggono l'Unità del Paese.
Certo occorrerebbe ricordare agli uomini di Bossi che lo squilibrio tra Nord e Sud è stato favorito da un processo di industrializzazione che si è localizzato nelle regioni settentrionali, a scapito del Mezzogiorno. Augusta è un emblema di quel "colonialismo industriale" . Anche Celestino Ferraro non ha risparmiato critiche al modo in cui il nostro Paese è stato unificato : "ormai l'Italia c'è, tutto sommato anche gli italiani, e allora pensiamo noi, oggi, a tenerla unita, in modo serio". Speriamo che da oggi possa partire uno spunto in più perché dopo i 150 anni di unità politica, istituzionale e geografica si cominci a lavora all'unità vera. Quella che riguarda le persone, la loro vita, l'economia, la società e si cominci a lavorare per superare il divario indegno che divide in due il nostro Paese.
Speriamo che i più giovani riusciranno più di noi a porre il Mezzogiorno al centro della nostra politica nazionale, per dare senso compiuto al processo di reale unificazione. E mentre i paesi africani vivono un primo risorgimento, il nostro paese può essere colpito da un secondo risorgimento. Da questo nuovo risorgimento si deve ricostruire l'Italia e una nuova Augusta. Ciascuno di noi deve essere chiamato a fare la propria parte.
Punteruolo Rosso - 2011 © www.augustaonline.it
|