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PRIMO PIANO
LA SANITA' SECONDO L'ASSESSORE MADONIA di Alessandro Mascia

29 giugno 2011 - L’ospedale è il nostro vincente Fort Alamo. I cittadini, partigiani eroici. La vittoria, un ideale. Resistere e vincere. Il resto solo chiacchiere. Questa la sintesi dell’opinione pubblica augustana. Quella partigiana, per intenderci, quella che si è infilata il berretto al contrario e, a distanza di tempo, mostra la stessa verve di quando è iniziata la vicenda dell’ospedale Muscatello. A sposare la legittima battaglia c’è anche Salvatore Madonia, attuale Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Augusta, che si è svestito dei panni di amministratore cittadino per parlarci di riforma sanitaria della Regione Sicilia. CUna chiacchierata informale da professionista del settore. Ex direttore sanitario dell’ASP di Siracusa, ora dirigente di struttura complessa all’ASP di Enna, Madonia ha voluto dare un nuovo obiettivo alla lotta senza se e senza ma: riempire l’ospedale di professionisti di qualità e puntare sul ruolo di polo di attrazione specialistica. “Nel 2007 il governo regionale – spiega Madonia – ha dovuto sottoscrivere un patto di rientro sanitario per evitare il tracollo delle finanze, l’equivalente di una vera bancarotta. Il Ministero della Salute, ora, finanzia in base alla politica di rientro della Regione, definita, il 14 aprile 2009, dalla Legge Regionale n. 5”. A seguito del Decreto Bindi, inoltre, “gli ospedali hanno dovuto fare i conti con i più contenuti finanziamenti a prestazione, determinando, per la Sicilia, un grosso problema per il malcostume dei ricoveri inappropriati”. A titolo di esempio, se per un intervento di appendicite la Regione finanzia 5.000 euro e l’equipe medica riesce a concludere la prestazione, tra intervento e post-operatorio, in un solo giorno, l’ASP ci ha guadagnato, giacché un posto letto ha i suoi costi giornalieri. Se, invece lo stesso assistito, operato di appendicite, viene oltremodo trattenuto, l’ASP può anche perderci. Ed essendo un’azienda, si capisce che il concetto di perdita è fallimentare. Un'altra piaga endemica della Sicilia è caratterizzata dai cosiddetti viaggi della speranza. “Il problema è che le ASP dove ci si è recati per essere curati – continua Madonia – presentano il conto alla Regione Sicilia gravando sul bilancio”.
Per venire al nostro territorio, “la Legge n.5 ha previsto che Siracusa fosse divisa in due distretti, nord e sud, e gli stabilimenti ospedalieri di Augusta e Lentini facessero parte di un unico distretto. È stato un passaggio normativo reso obbligatorio dall’importanza dell’oggetto, ovvero il patto di rientro, e che ha avuto l’appoggio di tutti i parlamentari”. Si tratta di una legge che “non prevede la chiusura degli ospedali, ma la razionalizzazione delle spese. Evita le duplicazioni, cioè di avere, per esempio, due servizi di ortopedia nel medesimo distretto. Prevede il risparmio legato a un nuovo sistema di acquisti centralizzato”. Grazie a questa legge – continua Madonia – “ora ci sono i soldi per bandire i concorsi pubblici nella sanità siciliana. Prevedo che, se si continuerà su questo solco, ci sarà anche un abbassamento dei ticket sanitari”. Per quanto attiene il reparto di ginecologia c’è la “questione del numero delle nascite – spiega –che non dev’essere inferiore a 1.000 nati per l’O.M.S., a 500 per la Regione Sicilia. Questo perché solo in punti nascita assiduamente “frequentati” si può garantire un certo standard di sicurezza con personale e strutture idonee”. Il problema del distretto ospedaliero nord è: dove allocare il punto nascita? Ad Augusta o a Lentini? “A giudicare dal numero di nascite, maggiore al Muscatello, sarebbe più logico che il punto rimanesse ad Augusta”. In passato le gestanti venivano anche da fuori perché “l’ospedale di Augusta era un polo di attrazione per la presenza di stimatissimi ginecologi”. Madonia sostiene che il Sindaco Carrubba “si sta spendendo egregiamente per la causa dell’ospedale, quell’ospedale che mai nessuno ha detto doversi chiudere. Ha bisogno, tuttavia, dell’appoggio della parte sana della popolazione che ora dovrà battersi con un’ottica nuova: pretendere l’espletamento immediato dei concorsi pubblici e riempire l’ospedale di ottime professionalità per farlo ritornare, come una volta, polo di attrazione”. Alessandro Mascia- 2011 © www.augustaonline.it



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