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Via della seta? Assoporto Augusta: una scelta incomprensibile.

19 maggio 2017 - "Sono stato in Cina recentemente con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le compagnie cinesi lavorano già con Gioia Tauro e con tutti gli altri porti". Lo ha affermato il ministro Graziano Delrio a Catanzaro rispondendo ad una domanda sull'ipotizzata esclusione dei porti del Sud Italia e anche di quello di Gioia Tauro dal progetto lanciato dal leader cinese . "É chiaro che la 'via della seta' - ha aggiunto Delrio - aveva come terminale Venezia e su questo la scelta non è di nessuno dal momento che per i cinesi la 'via della seta' significa Venezia come per i greci la via della Magna Grecia significava la Calabria e lo Ionio. Sono eredità storiche, ma il sistema portuale italiano è un tutto unico. La riforma portuale ha voluto dire esattamente questo: riunire tutte le autorità portuali sotto un'unica regia centrale e, quindi, le opportunità di uno si riverberano sugli altri. E in questo - ha concluso Delrio - non c'è nessuna discriminazione".
Sulla questione interviene la presidente di Assoporto Augusta Marina Noè :"Non si capisce l'esclusione del porto di Augusta dalla "Via della seta" a vantaggio di altri porti italiani come Trieste e Venezia che si trovano a migliaia di chilometri di distanza da Augusta che, com'è noto, è il primo porto dopo il canale di Suez ed è baricentrico tra Suez e Gibiliterra". La Presidente di Assoporto entra nel merito delle polemiche nate dopo le dichiarazioni del premier Gentiloni, che già da Pechino ha parlato di potenziamento dei porti di Trieste, Genova e Venezia su cui trasferire la grande navigazione. Interventi confermati nei giorni scorsi dal ministro Delrio dalla Calabria.
"Se la riforma della portualità realizzata dal Governo italiano ha motivo di esistere, - aggiunge Marina Noè- è proprio per valorizzare le peculiarietà e potenzialità dei singoli porti. Non si spiega pertanto come mai il Governo italiano, che ha dichiarato in più occasioni di voler avviare un progetto reale per il rilancio del Sud, quando ha una reale possibilità di mettere in pratica i suoi propositi sembra non farlo e sceglie, al posto di Augusta, un porto del Nord senza un'oggettiva giustificazione. Crediamo, inoltre, che l'inserimento del porto di Augusta nella "Via della Seta," oltre che spettare di diritto, rappresenterebbe anche un segnale forte del Governo e un'occasione di ristoro per il porto megarese, che dal 2013 è il primo punto di sbarco in Italia per le migliaia di migranti che arrivano dopo essere stati soccorsi nel Mediterraneo, con le inevitabili conseguenze per l'operatività del porto che deve fare i conti con la presenza di una tendopoli permanente per la prima accoglienza, allestita già nel 2013 sulle banchine. Siamo certi che - conclude Noè- il Presidente dell'Autorità di Sistema del Mare di Sicilia Orientale, Andrea Annunziata farà sentire forte la sua voce per l'interesse che Augusta ha nei confronti di questa ipotesi di movimentazione delle merci dalla Cina ai porti italiani". © 2017 © www.augustaonline.it




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