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SANITA' : IL GRANDE BLUFF DELLA POLITICA
3 dicembre 2011 - Tutto tace da Palermo, in città le voci si rincorrono, niente di ufficiale. In una delle tante assemblee, tutte uguali, sempre con le stesse facce e gli stessi discorsi, le stesse polemiche e gli stessi insulti, un solo intervento ci è sembrato degno di attenzione. La logica dei numeri a volte vale più di cento o mille ragionamenti. Ecco perchè abbiamo contattato il chimico Giuseppe Moschitto che ha effettuato uno studio statistico basato su dati Istat. Augustaonline spiega alla città , con numeri e diagrammi alla mano dello scrupoloso studioso, perché questa riorganizzazione della sanità di logico ha poco. Il cambio di indirizzo dall'ospedale di Augusta a quello di Lentini del centro nascite appare agli occhi dei cittadini/utenti una grande ingiustizia. "Una scelta non condivisa dai cittadini di Augusta - afferma Giuseppe Moschitto - ritenuta ingiusta perché non supportata da elementi di valutazione oggettivi. Anomala perché è incomprensibile che si possa chiudere, anziché riconoscerne il merito, una struttura che per decenni si è distinta per qualità ed efficienza. Il decreto regionale di riordino della sanità , infatti oltre alla presunta illegalità per la mancata applicazione dell'articolo 6 della legge 5, per cui il comune di Augusta ha presentato ricorso al TAR di Catania. Il contestato decreto dell'assessore massimo Russo presenta altre anomalie riconducibili al metodo di valutazione usato per il riordino ospedaliero. Un metodo che non ha tenuto conto di alcuni importanti indicatori epidemiologici, né dei reali indicatori demografici del territorio, indici che hanno un ruolo determinante nel processo decisionale per la distribuzione delle risorse economiche nel territorio. Indignati per tale ingiustizia, - continua Moschitto - i cittadini di Augusta si sono rivolti alle parti politiche chiedendo loro di far luce sulle molte ombre che il decreto assessoriale presenta, ma fino ad ora sono arrivate soltanto risposte ambigue e fuorvianti. Pare che i giochi siano stati fatti e per il punto nascite di Augusta non c'è scampo: deve chiudere. Dall'altare alla polvere". Rimane una battaglia tra fazioni politiche, una guerra di potere che andrebbe attenzionata anche da quella magistratura che nei giorni scorsi, con il Procuratore capo di Siracusa, Ugo Rossi in persona , ha lanciato l'allarme sulla "illegalità difusa nella pubblica amministrazione in provincia". Non sarebbe opportuno fare un'indagine e constatare se esistono delle irregolarità? Non sarebbe opportuno verificare come mai è stato possibile progettare, finanziare e realizzare una struttura ospdaliera come quella di Lentini che notoriamente è sovra dimensionata rispetto alle reali esigenze di quel territorio? Non sarebbe opportuno verificare come mai, invece, il nuovo padiglione dell'ospedale Muscatello ,realizzato da oltre cinque anni, attende i finanziamenti per essere completato e reso disponibile per le attività del presidio megarese? Queste sono le domande che la città pone da anni ma su cui non arrivano risposte. Per meglio comprendere le ragioni Giuseppe Moschitto è andato indietro nel tempo:
"Sono trascorsi poco più di quarant'anni anni - ricorda - da quando il reparto di ginecologia-ostetricia dell'ospedale Muscatello di Augusta era un punto nascite di eccellenza, paragonabile per la qualità delle prestazioni mediche ai migliori centri parto regionali. Un successo dovuto non al caso, ma alla professionalità ed alla dedizione del personale medico e paramedico guidato dal primario professor Salvatore Paci, abile professionista, apprezzato non solo per la sua alta preparazione scientifica ma anche per le sue doti morali ed umane. Il punto nascite del Muscatello era il fiore all'occhiello della sanità provinciale di cui gli augustani andavano orgogliosi.
Dal 1970 al 1979 (10 anni) ad Augusta sono nati 7507 bambini con una media di 750,7/anno, raggiungendo il massimo nel 1975 con 868 nuovi nati. Nel decennio successivo (1980- 1989) si è registrata una lieve flessione con 6984 nuovi nati (698,4/anno). Un calo dovuto al fenomeno generale del calo delle nascite, in linea con l'andamento nazionale. Dal 1990 al 2000 (11 anni) sono state registrate 6945 nascite(631/anno), un calo più marcato che fa scattare il primo allarme, attribuito all'andata in quiescenza del primario. Il calo - continua Moschitto - è continuato anche nel decennio successivo, dovuto a diversi motivi, quali il rinvio, sine die, dell'assetto della pianta organica e la fuga di alcuni medici, attestandosi alla fine del 2006 a circa 500 nascite l'anno. Negli anni 2007-2008 c'è stata una flessione verticale dovuta ad un evento del tutto contingente quale la ristrutturazione dei locali, raggiungendo il minimo storico con circa 300 nuovi nati/anno. Questo evento, è stata la causa del declino del Muscatello. E' chiaro che 300 nascite/anno sono poche per mantenere un punto nascita, motivo per cui l'assessorato alla sanità regionale, nel preparare il nuovo piano di riordino ospedaliero della provincia, senza tenere conto del passato ed ignorando che il riferimento di circa 300 parti/anno era un valore assolutamente privo di rappresentatività statistica, (essendo la domanda del bacino naturale di utenza del Muscatello, secondo i dati ISTAT, di circa 650 parti/anno e non 300), decreta l'eliminazione del punto nascite di Augusta - conclude Moschitto - con una motivazione che sa di cinismo: costa troppo, si deve chiudere". Gianni D'Anna - 2011 © www.augustaonline.it
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