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La questione migranti e il porto di Augusta

Augustaonline.it

12 gennaio 2018 - "Contrari al Centro di primo Soccorso al porto commerciale e al CAS, Augusta paga già un prezzo alto". A oltre otto mesi dall'inizio della presidenza della Port Authority Annunziata nulla di nuovo sotto il cielo della Rada Megarese. Tutto ciò che ruota attorno all'area commerciale di Punta Cugno rimane inalterato rispetto al passato "commissariato". Così tra un annuncio e l'altro continua il solito tran-tran quotidiano, fatto di polemiche. "Sembra che una regia nazionale con il tacito assenso di basisti locali voglia trasformare Augusta in una nuova Mino - lo afferma il Consigliere Comunale di minoranza del Movimento #perAugusta Giuseppe Di Mare (immagine a lato)- Le forzature che il ministero dell'Interno insieme agli organi territoriali stanno attuando sul nostro territorio ci lasciano veramente amareggiati.
Credo che il Centro di primo soccorso e accoglienza
- continua Di Mare - rappresenti la pietra tombale allo sviluppo del porto commerciale. E' evidente come qualsiasi struttura dedicata all'accoglienza dei migranti sia incompatibile con lo sviluppo del porto. Anche sulla temporaneità della struttura nutro forti dubbi, gli stessi che qualche rappresentante nazionale avrebbe dovuto fugare quando si parlava della sede dell'Autorità portuale: il disegno ormai è chiaro, ridurre al minimo le possibilità di sviluppo del porto di Augusta con i comportamenti consenzienti di basisti locali.
Ma c'è di più
- sostiene Di Mare - sembra ormai sicura infatti la nascita di un centro di accoglienza straordinaria (CAS) in Città, per ospitare ulteriori 150 migranti: noi diciamo no anche a questa nuova struttura. Augusta e il suo porto - continua Di Mare - non possono diventare il centro nazionale dei migranti, altrimenti si dica chiaramente e ognuno, conseguentemente, si assuma le proprie responsabilità senza giocare a nascondino. La gestione dei centri di accoglienza è in mano ai privati nel nostro Paese, il più delle volte - conclude il Consigliere Comunale - animati solo dall'interesse del business dell'accoglienza; temo che qualcuno abbia messo gli occhi sulla nostra terra".
Tutto sembra essere immutabile attorno all'area commerciale portuale, banchine occupate e rese inoperative da navi sequestrate che sostano da anni, via vai di navi della Marina Militare o delle ONG che lasciano migranti raccolti in mare. Nessuna buona notizia su probabili traffici o il minimo accenno di future prospettive commerciali. La nuova presidenza non sembra aver portato nessun nuovo impulso, nonostante le rassicuranti affermazioni iniziali che avevano creato un clima propositivo rispetto al passato.
Un altro inverno freddo dal punto di vista dello sviluppo portuale sta passando. Ad Aprile sarà l'anniversario della nomina Annunziata e si continua a discutere attorno all'unica attività che privilegia l'utilizzo non commerciale dell'area : i migranti. Il Governo non ha mai fatto mistero di prediligere il porto di Augusta tra i punti di sbarco dei migranti raccolti in mare. L'ha fatto senza mezze misure, imponendo, una ragion di Stato contro cui gli Enti locali, a cominciare dal Comune , nulla hanno potuto fare se non accettare a capo chino. Una considerazione è d'obbligo. La questione migranti rimane uno dei più grandi alibi dell'incapacità programmatica e organizzativa di chi potrà dire "non abbiamo potuto operare bene per colpa del traffico migranti". Dimenticando che gli anni pìù neri delle "deportazioni" sono passati , i numeri degli sbarchi sono più che dimezzati, decine di migliaia di disperati in meno, però i traffici non decollano. E su tale dato non rimane che riflettere. Gianni D'Anna© 2018 © www.augustaonline.it





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