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Assoporto Augusta : completare il comitato gestione dell'Autorità

21 giugno 2017 - "Il gioco delle parti (politiche) mette la riforma dei porti in Sicilia ancora alla ricerca d'autore. A distanza di oltre un anno dall'approvazione della riforma dei porti italiani, in Sicilia non si riesce ancora a far decollare l'Autorità di Sistema del Mare della Sicilia Orientale". Dopo i sindacati che recentemente hanno puntato il dito contro "la politica , sia a livello regionale sia a livello nazionale, che non ha mosso un dito perché il porto megarese vedesse riconosciute tutte le sue potenzialità. Una politica che anche oggi colpisce per la sua assenza, per il suo silenzio, per la sua indifferenza verso le questioni di quel territorio che li ha eletti", arriva l'appello di Assoporto Augusta che tramite la presidente Marina Noè fa sentire la sua voce a conferma che la vicenda porto è in stallo.
"Dopo la questione dei tentativi illegittimi di spostare arbitrariamente la sede legale da Augusta a Catania - sostiene Assoporto - è il completamento dei Comitati di Gestione attraverso le designazioni dei suoi componenti da parte dei Sindaci di Catania e Augusta, affinché il Presidente dell'Autorità di Sistema, Andrea Annunziata, possa avviare ogni azione prevista dalla riforma, utile a creare effettivamente nuove opportunità di sviluppo e di crescita per la Sicilia". A oltre due mesi dalla nomina del presidente l'Autorità di sistema della Sicilia Orientale appare come ingessata, impossibilitata a operare a pieno regime. "Purtroppo l'orologio politico sembra perdere occasioni importanti - sostiene Marina Noè - per rendere i porti infrastrutture polifunzionali. E' inaccettabile che il Ministero dei Trasporti disimpegni somme già previste per i porti con la motivazione che il trasporto containerizzato è oggi in crisi, senza tenere conto dell'importante ripresa dei traffici provenienti da Oriente e sull'asse Europa-Africa.
Come Assoporto
- riferisce la nota - continueremo il positivo confronto con il presidente Annunziata nella consapevolezza che, insieme, potremo raggiungere importanti obiettivi, per evitare che, in un clima di elezioni sempre più prossime, ogni azione di sviluppo opportuno possa cedere il passo a logiche di parte che allontanerebbero ogni possibilità futura di competere con servizi e strutture mediterranee sempre più focalizzate e pronte a cogliere tutte le occasioni di crescita del settore". La presidente di Assoporto elenca una serie di provvedimenti che l'Autorità di sistema a pieno regime potrebbe mettere in campo da subito :"Veicolare su Augusta le navi che non riescono a trovare collocazione adeguata a Catania, evitando di perdere opportunità di lavoro. Il porto Megarese potrebbe candidarsi a diventare deposito costiero per il GNL che, con l'abbandono dei combustibili di origine fossile , sarà il nuovo combustibile per i trasporti del prossimo futuro.
Sarebbe anche importante riportare dentro il porto, - suggerisce Marina Noè - con tariffe e/o salvaguardie tecniche corrette, le operazioni che con molta poca attenzione per la sicurezza ambientale sono svolte, da alcuni anni, in mare aperto (allibi) e battersi perchè queste operazioni siano eseguite in tutto il Mediterraneo solo nei porti che, avendo la rada interna, possono essere garanzia di non inquinamento del mare. O in alternativa, porre in essere tutte quelle salvaguardie di tutela ambientale che attualmente non sembrano essere previste e che rendono le operazioni fuori porto più economiche di quelle in porto".
Poi un affondo di Assoporto :"Due ultimi avvisi di responsabilità a chi di competenza: il primo rivolto al Presidente della Regione Crocetta, cui ricordiamo l'impegno assunto di revocare la lettera di richiesta di trasferimento della sede dell'Autorità di sistema da Augusta a Catania, a suo tempo trasmessa al Ministro Graziano Delrio e predisposta dall'Assessore ai Trasporti Giovanni Pistorio, che si è recentemente dimesso per le note vicende.
L'altro al Presidente Annunziata, che dovrebbe prendere atto del dispositivo del TAR di Catania che conferma la sede di Augusta dell'Autorità di sistema, conseguentemente alla mancata pubblicazione del decreto di trasferimento della sede da Augusta a Catania, scongiurando così la confusione generata dalle due attuali sedi sociali e riportando ogni decisione nel giusto alveo legale. Non c'è più tempo
- conclude Marina Noè - per comportamenti politici che deprimono ulteriormente il territorio. E' fondamentale ora la piena assunzione di responsabilità dei diversi soggetti istituzionali coinvolti. Assoporto è da sempre pronta a compiere con efficacia e determinazione la propria parte". Intanto giungono note positive per i porti Europei. I competenti ministri dei 28, riuniti in Consiglio a Lussemburgo, hanno dato il loro sostegno alla Dichiarazione della Valletta, con cui la presidenza maltese dell'Ue ha tracciato le linee guida della politica marittima comune nei prossimi anni. La sfida, ora, è la sua attuazione, su cui l'industria, rappresentata a livello europeo da Sea Europe e a livello italiano da Consorzio 906/Centro Servizi per il Mare, è già in pole position. In questo piano comunitario naturalmente entreranno quei porti già pronti con infrastrutture e progetti in stato avanzato di realizzazione, mentre tra Augusta e Catania, attualmente, obiettivamente è ancora buio profondo. © 2017 © www.augustaonline.it




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