|HOME| Arch. filmati | Arch. articoli| Arch. immagini| Aziende| Cartoline |Cconsigli utili | Meteo| Porto| Monumenti| Traffico| Numeri utili| Redazione|
AUGUSTA ON LINE,www.augustaonline.it,augusta, notizie,informazione,tempo reale
Pubblicità |Cganale viaggi| Annunci| Arte| Ambiente | Crociere | Cucina| Editoria Immobiliari| Italiani| Ricerca| Scuola | Sondaggi | Sport|

Condividi




LETTERE ALLA REDAZIONE
COMMENTI SULLA MANIFESTAZIONE DEL 30 MAGGIO 2011

7 giugno 2011 - Nel rispetto della pluralità e della libertà di opinione, sancita dall'articolo 21 della costituzione, per avere un quadro più completo dell'atmosfera che si è venuta a creare in città nei giorni caldi della manifestazione. Visto che la redazione continua a ricevere messaggi e segnalazioni, si è deciso di pubblicare gli interventi più significativi, ricordando che dovere di un organo di stampa è di dare spazio a tutti ,nessuno escluso. Lo facciamo a distanza di una settimana per semplici ragioni organizzative, sbollite certe incomprensibili inteperanze del momento, nella speranza di offrire un quadro obiettivo e completo di una vicenda che ha tenuto la città con il fiato sospeso. Sperando di continuare a dare il servizio che da oltre 18 anni Augustaonline offre ai suoi lettori. Ribadendo che ad Augustaonline non piace certo giornalismo "copia e incolla" che va tanto di moda, specialmente online, specialmente online......

Alessandro Mascia scrive :"Augusta....Quella del 1960 è stata la lotta dei padri per difendere il Porto di Augusta. Quella ..dei giorni scorsi... è la lotta dei figli per difendere l’ospedale Muscatello. È la lotta contemporanea, delle nuove generazioni. Disagi? Nervosismo? Tensione? Sono sempre stati questi i termini di una protesta. Cosa ci si attende, cordialità e buone maniere? Lotta è odore di sudore urla disperazione paura. Lotta è stanchezza che cola dagli occhi, gambe che alla lunga vacillano, acqua versata su teste accioccate. È bivacco fischi proclami gridati al megafono. Disordine fracasso contrasto rivolta. Lotta è voler predominare – non prevaricare – voler infiggere la bandiera sulla vetta più alta. È sperare di poter gridare: ABBIAMO VINTO! Una rivolta civile – quella che si sta portando avanti legittimamente ad Augusta – ma comunque scomposta. Si è parlato di sequestro di persona perché i manifestanti assiepati nei punti strategici, in ingresso e in uscità dalla città, hanno impedito il transito dei cittadini. In casi eccezionali, in caso di lotta, il concetto di normalità si capovolge. Se in tempo di pace è normale andare a lavoro, in tempo di lotta la cosa normale è non andarci, parcheggiare l’auto, togliersi la camicia e gridare con i manifestanti fino a sera. È un’emergenza che vale quanto una catastrofe, tutti dovrebbero rimboccarsi le maniche e spendersi in solidarietà. Forse il comitato cittadino ha perso la governance della manifestazione, ma anche questo ci sta. Rabbia in luogo di ordine. Defezioni al posto di allineamenti. Insubordinazione. Si dice che ci saremmo fatti del male indirizzando la protesta sui nostri stessi piedi? Non credo. Il perimetro della città è stato sbarrato, ogni cittadino è stato costretto a riflettere sulla propria responsabilità in merito alla buona riuscita della protesta. L’ospedale non è solo di chi ha trascorso ore sotto il sole cocente, di quei barricadieri in canotta o di quelle pasionarie indignate che hanno bloccato gli accessi alla città. La paventata chiusura – o ridimensionamento, che dir si voglia – del Muscatello sarebbe un disagio per tutti, soprattutto per chi non ha la possibilità di recarsi fuori città per avere un’assistenza sanitaria adeguata. Questa lotta portatrice di disagi simboleggia i potenziali malesseri futuri. È un evento che fa pregustare l’amaro di essere scippati di un servizio fondamentale, di un diritto umano. I cittadini hanno le idee chiare sul da farsi in caso di risposte negative sul futuro dell’ospedale “Se le ciminiere sono accese e l’ospedale spento – ha dichiarato una manifestante orgogliosa – non vale la pena tenere accese le ciminiere”.

Stefania S. scrive :"Spett.le Augustaonline,desidero fare una smentita, avete scritto di protesta civile. Io non sono per nulla d'accordo con voi. Per quello che ho constatato sulla mia pelle. Ho dovuto portare mio suocero (persona affetta Stenosi lombo cervicale. portatore di pacmaker, iperteso ecc.), a fare una Tac d'urgenza a Villa Salus. Per rientrare ad Augusta Centro, dove la persona risiede, ho avuto le prime opposizioni. Dopo un pò mi hanno fatto passare ed ho potuto fare l'esame. Il problema più grosso è stato quando ho dovuto riaccompagnare mio suocero che, a causa dell sue patologie, è costretto a prendere farmaci, ad orari ben precisi. Farmaci che non avevamo con noi. Alle 13 circa mi hanno permesso di risalire ad Augusta , ma quando dovevo riscendere in Borgata , dove risiedo e dove mio figlio va a scuola, c'è stata la massima dimostrazione di inciviltà, maleducazione e soppratutto mancanza di rispetto e umanità. Al mio arrivo al blocco mi è stato detto di posteggiare la macchina ed andare a piedi , "perchè già avevo fatto troppe volte, sali e scendi ed invece di passeggiare era meglio che facessi la protesta anch'io, perchè loro la stavano facendo anche per me" .Desidero sapere sè prestare assistenza ad un anziano portatore handacap sia passeggiare perchè a me ciò non risulta!. Ma ciò che mi manda in bestia è stato il seguito della storia . Ebbene dopo tutte le belle parole che mi sono state dette ( che evito di riferire ), mi è stato consigliato di andare all' imbocco del cavalcavia Federico II , vicino la piscina, da dove sicuramente mi avrebberò fatto passare. Le donne erano le più agguerrite, a cui non auguro mai di provare quello che ho provato io . Intanto erano passati .inutilmente, 25 minuti, alle 13,30 mio figlio di 6 anni usciva dalla scuola . Ho cercato di spiegare loro la situazione, mi è stato risposto "tuo figlio tè lo tenevi a casa..... proprio oggi dovevi fare la Tac?... l'esame a un invalido, u picciriddu a scuola e un'altro invalido a casa. U mottu a menza a casa null'hai?" Non hanno sentito ragioni. Devo anche dire che ,purtroppo, oltre ad assistere mio suocero,in casa ho mia madre affetta da una lesione midollare, immobilizzata su una sedia a rotelle. A queste signore e signori "civili" li ringrazio perchè mi hanno fatto posteggiare la macchina in via Epicarmo, all'altezza di via Roma e poi, grazie alla cortesia della Protezione Civile che con una macchina (con il relativo commento di bontà dei manifestanti) mi ha accompagnato a prendere mio figlio a scuola . Sono arrivata alle 13.50 ed ho trovato mio figlio che era con la maestra che, vedendomi sconvolta, si è dovuta prendere cura anche di me, non solo del bambino, fuori dall' istituto, al sole.. Pertanto non parlate di protesta civile, bensì di protesta dove l'inciviltà ha regnato sul buon senso. Grazie per aver accettato il mio sfogo. Una vostra assidua lettrice".

Scrive F.P. (lettera firmata) "Nell’ultimo articolo pubblicato sulla manifestazione ad Augusta per l’ospedale,Augustaonline scrive: “Bisogna sottolineare, oltre alla civiltà dimostrata dai manifestanti, la grande pazienza e professionalità delle forze dell'ordine…..”. Premesso che anche io sono d’accordo alle manifestazioni e anzi penso che avrebbero dovuto fare di più….Ma sul discorso civiltà ho una cosa da dire. Giorno 30 Maggio, due clienti di un hotel, di origine tedesca, marito e moglie (la moglie di origini siciliane), che disconoscono gli scioperi, tentavano di entrare ad Augusta. Venivano fermati dai dimostranti. La moglie che parla l’italiano, ha cercato di far capire ai dimostranti che alloggiavano presso un hotel cittadino e che volevano rientrare. Qualcuno del blocco si è scaldato, ha messo un cassonetto davanti alla loro auto. Il cassonetto è scivolato e va a finire contro l'autovettura creando un piccolo danno. I clienti dopo tutto questo finalmente riescono ad arrivare in hotel, visibilmente spaventati ed ovviamente, il marito ha detto che non tornerà mai più in Sicilia. Complimenti! Tutto il lavoro fatto in questi anni , affinché la loro vacanza risulti bellissima, è solo un vano tentativo di migliorare la situazione economica della città. Ovviamente i due turisti hanno già deciso di non tornare più ad Augusta e in Sicilia, la voce circola veloce tra i clienti e altri seguiranno il loro esempio. Torno a ripetere che la manifestazione è cosa giusta, ma l’inciviltà NO!"

Scrive Giuseppe R. : "Premessa: l'ospedale è un diritto ed un bene per tutti noi, anzi meglio averlo il più vicino possibile a casa perchè anche quei pochi minuti possono essere preziosi per la nostra vita. Sottolineo ancora il fatto, onde evitare equivoci, che sono d'accordissimo non solo che non venga ridimensionato ma che venga potenziato. Detto questo adesso vorrei capirci qualcosa di questa vicenda allora: c'è un assessore alla Regione Sicilia, ex magistrato, che a quanto pare, per far quadrare i conti deve tagliare ,tagliare, tagliare. Ed allora anche il nostro ospedale sarà in qualche modo "tagliato". Sono anni ormai che si va avanti con questo tira e molla, personalmente ho partecipato ad una raccolta firme, ma nel frattempo la forbice dell'assessore è andata inesorabilmente avanti a tagliare, i nostri politici sembra dalle notizie giornalistiche che abbiano tentato di salvare l'ospedale con tutti i reparti ,ma niente. E allora cosa ci rimane da fare a noi poveri cittadini Augustani? Autorecluderci, bloccare tutte le vie d' accesso e di uscita alla città, dunque bloccare tutte le attività della nostra città, questo per sensibilizzare chi? L'assessore ? L'opinione pubblica? I nostri politici? Le grandi imprese della zona ? Chi altro? Paragoniamo la nostra città ad un grande condominio : c'è un problema o un disservizio, per risolverlo vi rechereste dall' amministratore del condominio o blocchereste il cancello di uscita impedendo il passaggio di tutti i condomini? Io forse sbaglio ma sceglierei la prima soluzione , anche perchè nel frattempo il vostro amministratore di condominio se ne sta comodo al fresco nel proprio ufficio, pagato dai condomini, penso che la situazione non si discosti molto dalla nostra. Perdonatemi, mi dispiace per quei cittadini in buona fede che continuano a crederci, quello che è accaduto nei giorni scorsi in città mi sembra solo una passerella per le prossime elezioni". 2011 © www.augustaonline.it



© 2011 All Rights Reserved.E' vietata la riproduzione totale o parziale senza il permesso scritto dell'editore.
Risoluzione consigliata 1024x768-