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PRIMO PIANO
GIANNI : IL GOVERNO SI SOSTITUISCA A LOMBARDO

20 luglio 2011 - Nel question-time di oggi pomeriggio alla Camera il deputato Pippo Gianni ha rivolto una interrogazione al ministro per i Beni e le Attività Culturali. "Premesso che l'attuale situazione economica sta imponendo grossi sacrifici e la recente manovra economica, fatta soprattutto di tagli, ne è stata la dimostrazione più evidente. E' indubbio che, viste le attuali difficoltà, sia necessario esplorare nuove strade per rilanciare e rafforzare la nostra economia. I nostri beni culturali rappresentano, da questo punto di vista, sicuramente un patrimonio unico al mondo e, di conseguenza, la possibilità di creare, intorno a loro, il rilancio dell'economia locale, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno. Opere uniche nel loro genere - ha affermato Gianni - non solo non vengono utilizzate nelle loro potenzialità per rafforzare l'economia locale, ma stanno subendo gravi danni, con il rischio che si ripetano disastri simili a quelli di Pompei. In Sicilia, regione con il più alto numero di siti archeologici e culturali (oltre il nove per cento dell'intero patrimonio nazionale e un terzo dei beni archeologici presenti in Italia), si sta registrando una flessione del 25 per cento delle presenze nei siti di maggiore interesse. Allo stesso tempo non si deve dimenticare che la Sicilia è sede del maggior numero di patrimoni dell'umanità dell'Unesco per regioni in Italia: La Villa del Casale di Piazza Armerina, dal 1997; il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, dal 1997; le isole Eolie, dal 2000; gli otto comuni appartenenti al Val di Noto: Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Ragusa, Modica, Noto, Palazzolo Acreide e Scicli, dal 2002; il centro storico di Siracusa e la Necropoli di Pantalica, dal 2005; Tutto ciò dimostra con tutta evidenza quale ruolo fondamentale potrebbe avere per l'economia dell'isola un uso appropriato ed efficiente delle strutture culturali e archeologiche. La diminuzione delle presenze nei siti archeologici in Sicilia si deve sia alla mancanza di una promozione adeguata che alla scarsa e insufficiente manutenzione dei siti . Ad esempio, ad Augusta, - ha ricordato il segretario del PID - il castello Federiciano avrebbe bisogno di interventi urgenti di manutenzione, ma la mancanza di fondi ne sta determinando il progressivo deterioramento, così come un maggiore utilizzo si potrebbe fare del Teatro greco di Siracusa, se solo fosse attrezzato per ospitare spettacoli culturali in una cornice unica.
Gli esempi citati non sono che una piccola parte delle mancanze e dei ritardi con i quali viene gestito, troppo spesso, il patrimonio culturale ed archeologico nel nostro Paese e sono la dimostrazione evidente dell'urgenza con la quale bisogna invertire la rotta e rafforzare gli investimenti in questo campo, al fine di rilanciare l'economia e il lavoro a livello territoriale . Desidero sapere - ha concluso Gianni - se il Governo intende avviare in tempi rapidi, per favorire il rilancio economico nel Paese e soprattutto nel Mezzogiorno ed in Sicilia, un piano promozionale del patrimonio culturale ed archeologico esistente in Italia, prevedendo allo scopo gli stanziamenti economici necessari per avviare piani effettivi di ristrutturazione e conservazione di tali siti, anche attraverso forme di partenariato pubblico privato". Il ministro Galan ha risposto :"condivido quello che lei dice,purtroppo il mio ministero non ha competenze perché la Sicilia è una regione a statuto speciale. E' vero che la Sicilia ha uno straordinario patrimonio storico e culturale. Però ciò non toglie il fatto che va riconosciuta sensibilità del governo su tale argomento". Una risposta a cui Gianni ha replicato :"sono soddisfatto della risposta del signor ministro. Le ricordo però che già dopo il terremoto del 90 il Governo è intervenuto con dei fondi speciali. Considerando che il governo Lombardo è incapace di intervenire - ha ribadito Gianni - questo governo potrebbe intervenire anche grazie al cospicuo prelievo fiscale, per circa 35 miliardi di euro annui, che lo Stato preleva grazie ai siti industriali Melilli-Augusta-Priolo , Gela e Milazzo. La Sicilia quindi contribuisce fiscalmente in maniera rilevante e si aspetta di ritorno un concreto intervento statale per la salvaguardia dei suoi beni storici e culturali. Signor ministro - ha concluso Gianni - invito questo Governo a sostituirsi all'incapace governo Lombardo".
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