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L'indignazione della provincia siracusana contro il ministro Delrio

13 aprile 2017 - E' immensa l'indignazione che si alza dalla provincia di Siracusa dopo l'ennesimo affronto istituzionale andato in scena in diretta tv dalla Camera dei Deputati. Protagonista il ministro ai Trasporti Graziano Delrio che ha confermato la sua decisione, suggerita dalla Regione Siciliana e accolta con grande soddisfazione dal sindaco di Catania che gode particolarmente per questo immenso regalo del compagno di partito. Una sorta di novello trio Lescano dei porti, le sorelle bandiera della portualità siciliana.
"La battaglia di Assoporto Augusta per il ripristino della sede ad Augusta non si ferma, soprattutto dopo la risposta al question time di Delrio". Lo afferma la presidente dell'associazione delle imprese portuali Marina Noè che ieri mattina, insieme a Confcommercio Siracusa, ha incontrato a Roma il sottosegretario ai Trasporti Simona Vicari. Ricordiamo che il prossimo 19 aprile Assoporto e una delegazione della provincia di Siracusa sarà a Palermo all'incontro con il Governatore siciliano Rosario Crocetta.
"Oggi insieme al responsabile della sezione porti di Confcommercio Siracusa, Francesco Diana, - riferisce Marina Noè - abbiamo incontrato a Roma il sottosegretario ai Trasporti Simona Vicari a cui abbiamo rappresentato il nostro punto di vista e tutti gli elementi che hanno caratterizzato questa brutta vicenda. All'onorevole Vicari abbiamo ribadito che non sono assolutamente messi in dubbio l'importanza e il valore, per certi versi anche storico, della riforma del ministro Delrio, sulla quale il nostro giudizio è assolutamente positivo così come per il neo presidente Andrea Annunziata, al quale diamo il nostro benvenuto, in una situazione poco serena e complicata nella gestione. La poca trasparenza con la quale è stata gestita tutta quest' operazione che, ricordiamo, non ha mai avuto un avallo delle istituzioni di Augusta e di tutta la provincia di Siracusa, ci costringe - conclude Assoporto - a continuare nella nostra determinazione, con tutti gli atti conseguenti".
Per il sindaco di Augusta Maria Concetta Di Pietro :"A seguito della risposta all'ennesimo Question Time presentato dall'onorevole Prestigiacomo, otteniamo l'ennesima risposta dal Ministro che risulta essere un insulto alla legge e al buonsenso. Il Ministro, infatti, ha interpretato "a modo suo" la pronuncia del TAR dei giorni scorsi che, lo ricordiamo, rigettava il ricorso contro il Decreto di individuazione della sede a Catania, perché un Decreto tecnicamente non c'è in assenza di pubblicazione. Ogni ulteriore tassello che si aggiunge a questa vicenda non fa che confermare - conclude la prima cittadina di Augusta - che si tratti di scelta esclusivamente politica, slegata da ragioni tecniche e di opportunità di sviluppo economico. Se il Ministro pensa di dissuadere l'Amministrazione, Assoporto e tutti i soggetti a vario titolo interessati alla vicenda, con questi mezzi e queste risposte, si sbaglia di grosso".
Il ministro Delrio sembra un moderno "Ulisse" nell'episodio delle Sirene dell'Odissea. Le sirene però in questo caso sono quelle dell'indignazione di un'intera provincia che scalpita contro una decisione che fa acqua da tutte le parti. "Occorre una mobilitazione generale di tutta la Provincia per difendere non solo la Port Authority di Augusta, ma il diritto calpestato e mortificato". Lo afferma Vincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione 'Bilancio e Programmazione' all'ARS che nei giorni scorsi ha anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa.
"Ieri il Ministro del Partito Democratico, rispondendo a un'interrogazione parlamentare alla Camera, ha tranquillamente e serenamente ammesso di aver deciso, nonostante le direttive contrarie della Comunità Europea, di togliere l'autorità di Sistema Portuale ad Augusta e di donarla, bontà sua, alla città di Catania. - continua Vinciullo - Occorre adesso reagire e mettere in atto ogni opportuna iniziativa per richiamare tutti al rispetto della Legge e della norma, a mio avviso violata e non rispettata. A nessuno è consentito non rispettare le direttive della Comunità Europea, a nessuno è consentito scambiare il proprio volere per norme legislative. Per questo motivo - conclude Vinciullo - sono dell'avviso che occorre una grande mobilitazione di piazza in modo da costringere il Governo a rispettare le direttive della Comunità Europea".
Anche i sindacati che hanno , sin dai primi momenti di questa intricata vicenda, dimostrato di poter guidare un eventuale sciopero , nelle ultime ore hanno rotto ogni indugio : "Dal ministro Delrio ci saremmo aspettati più sensibilità e intelligenza politica, viste l'attenzione e la tensione del territorio sulla vicenda dell'autorità portuale e quindi verso lo sviluppo e rilancio economico del territorio stesso". Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò - segretari generali siracusani di Cgil, Cisl e Uil - insorgono dopo la risposta di Delrio al question time di ieri pomeriggio. "Il ministro Delrio non solo non ha fornito prova di ragionevolezza, ma anzi ha fatto una sorta di prova di muscoli - proseguono i tre sindacalisti - perché si irrigidisce su una posizione che è quella iniziale e palesa di non intendere in alcun modo di aprire un confronto, e tutto questo va in direzione opposta rispetto a quanto ha dimostrato di volere il territorio, le forze sociali e istituzionali".
Adesso si attende con trepidazione l'incontro del 19 aprile con il governatore Crocetta: "Dal presidente della Regione - sostengono i sindacati - ci aspettiamo risposte certe e definitive sulla posizione politica che assume il governo siciliano rispetto a una questione di primaria importanza per il territorio. Solo dopo l'incontro con Crocetta valuteremo le iniziative da assumere, di carattere sindacale e territoriale. Vorremmo far rilevare quanto l'atteggiamento sindacale in questa vicenda sia stato finora particolarmente ragionevole, e vuole continuare a esserlo, ma nello stesso tempo - conclude la nota congiunta - mette in campo l'idea di voler dare risposte anche muscolari, se questo dovrà essere il terreno di confronto".
Il porto di Catania in uno Stato politically correct non sarebbe mai potuto diventare sede di Autorità portuale del sistema mare Sicilia Orientale, perché non ha i numeri e le strutture, è un porto regionale e non potrà mai aspirare a entrare nelle reti di trasporto Ten-T o porto Core come il porto di Augusta, a causa della sua posizione "sacrificata" in mezzo a una città che ha rigettato il suo porto verso il mare, isolandolo, quasi come un corpo estraneo. Lo conferma la sua attuale posizione geografica e la condizione urbanistica.
L'unico sviluppo di banchine e piazzali è solo possibile verso il mare, a meno che non esista un piano strategico segreto che prevede l'abbattimento di interi quartieri, monumenti e chiese, la cinta ferroviaria e magari utilizzare le piazze per i containers. Ma al ministro Delrio tutto questo, evidentemente, non interessa e va avanti nella sua illogica scelta di cambiare una sede naturale per una che non lo è. Catania è invece un ottimo porto turistico che assolve al meglio la sua funzione di attrazione al pari di Messina e Palermo, a servizio dalla vicina Taormina, come punto di attracco delle navi da crociera nell'isola del sole che, stranamente, non riesce a sfruttare a pieno regime l'industria turistica grazie alla sua millenaria storia e le testimonianze del passato di cui è ricca. Gianni D'Anna © 2017 © www.augustaonline.it




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