|
DA AUGUSTA ALLE STELLE CON GIOVANNI CATANZARO La notizia scientifica ha fatto il giro del mondo, molti non sanno che uno degli scienziati che ha firmato una importante scoperta relativa a una stella di un sistema solare lontano migliaia di anni luce, è un cittadino augustano che vive in città con la sua famiglia, ha l'hobby del basket e allena una squadra femminile. Augustaonline ha chiesto un incontro per conoscere meglio lo studioso che ha rilasciato un'intervista ad Alessandro Mascia.
21 settembre 2011 - Giovanni Catanzaro, augustano di adozione, è uno degli scienziati astrofisici che recentemente ha scoperto le oscillazioni di tipo solare nelle stelle della classe Delta Scuti. La notizia, lanciata dalla NASA e dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, ha seguito la pubblicazione della scoperta sulla prestigiosa rivista scientifica Nature (The excitation of solar-like oscillations in a Sct star by efficient envelope convection) a firma di Giovanni Catanzaro e Antonio Frasca, entrambi appartenenti all'INAF di Catania, per quanto riguarda il contributo italiano, e di altri ricercatori stranieri.
Giovanni Catanzaro, nato a Fiumefreddo di Sicilia, da oltre dieci anni vive con la sua famiglia ad Augusta. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in fisica all'Università di Messina, ha lavorato presso la Johns Hopkins University di Baltimora negli Stati Uniti d'America, occupandosi di studiare le stelle calde grazie ai dati provenienti dal telescopio spaziale FUSE. È uno dei pochi cervelli che l'Italia è riuscita a non farsi sfuggire, anche se la tentazione di lavorare all'estero, pare di capire da certe sfumature durante la breve intervista , è grande. Del resto "la ricerca in Italia non è considerata come dovrebbe essere. Gli investimenti se ne vanno per lo più in stipendi del personale impiegato".
Ma cosa fa un astronomo al lavoro? "Il lavoro di astronomo stellare -spiega in un'intervista esclusiva rilasciata ad Augustaonline - consiste nell'analizzare dati provenienti dagli strumenti e nell'osservare, direttamente, il cielo stellato". La mattina negli uffici dell'osservatorio Astrofisico INAF di Catania a decifrare dati provenienti dal cielo e le notti, non tutte per fortuna, a osservare le stelle del firmamento. Un lavoro impegnativo da cui lo scienziato augustano riesce anche a ritagliarsi uno spazio per lo sport a livello agonistico. Infatti allena una squadra di basket femminile, la Lazùr di Catania. Relatore in diversi convegni di divulgazione scientifica anche ad Augusta, città in cui abita da tredici anni perché sposato con Anna Lucia Daniele, docente di matematica e fisica al Liceo Scientifico Mègara di Augusta. "La divulgazione della scienza astrofisica è importante - spiega lo studioso - per rendere conto degli influssi che Terra subisce dall'interazione con il Sole, tra cui, per esempio, cambiamenti climatici e tempeste magnetiche in grado di disturbare le comunicazioni". Astrofisica è anche alta tecnologia e, come per le innovazioni di tipo militare, "lo sviluppo tecnologico per l'astronomia - sottolinea lo scienziato - è quello che poi, dopo qualche anno, ci si trova tra le mani in termini di sensori per macchine fotografiche, personal computer e apparecchiature medicali".
La scoperta era nell'aria, sui quaderni della fisica teorica, ma non si aveva ancora in mano la cosiddetta prova scientifica. "Grazie ai dati prodotti dal sofisticato telescopio spaziale Kepler della NASA, che guarda sempre la stessa porzione di cielo per registrare le minime variazioni di luce, - riferisce Giovanni - si è potuto scoprire che alcune stelle della costellazione dello Scudo, pur essendo di massa doppia rispetto al Sole, sono caratterizzate anch'esse da uno strato (ma più sottile rispetto a quello del Sole) in cui si manifestano moti convettivi del tutto simili a quelli che avvengono nello stesso Sole". È una scoperta che potrebbe sembrare difficile da capire per l'uomo della strada. Diventa più intrigante se si pensa che il frutto di un lavoro minuzioso che gli scienziati stanno conducendo per trovare pianeti extrasolari di tipo terrestre! In altre parole si stanno cercando forme di vita al di là del nostro sistema solare. E avere, ora, la certezza che certe stelle, quali Delta Scuti, pulsino e oscillino come il Sole, darà nuova linfa a questo tipo di ricerche. Ma cos'è la vita? "Il nostro limite - ha spiegato Catanzaro - è di conoscere, per ora, solo la vita terrestre basata su elementi chimici quali carbonio, ossigeno, azoto, ecc.". In altre parole, la vita in altri pianeti potrebbe anche essere chimicamente diversa rispetto a quella terrestre. "In ogni caso pensare che siamo soli nell'universo è statisticamente improbabile". Diverso il discorso per i cosiddetti UFO: "Spesso si indicano UFO oggetti che, invece, per chi osserva quotidianamente il cielo sono chiaramente identificabili". Basti pensare, per esempio, ai satelliti inviati dai centri di ricerca spaziali.
Abbiamo chiesto all'astronomo se osservare il cielo più in alto di tutti i comuni mortali gli desse qualche motivo in più di credere in qualcosa di spirituale. Ci ha spiegato che gli astronomi, come tutti del resto, si dividono in credenti e non credenti: lui si colloca in una via di mezzo.
La redazione di Augustaonline, nel complimentarsi con il dottor Catanzaro per la scoperta, augura a tutto il gruppo di ricerca INAF di Catania un ottimo lavoro. Alessandro Mascia - 2011 © www.augustaonline.it
|