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PER L'OSPEDALE E' ARRIVATO PURE GABIBBO di Punteruolo Rosso
8 giugno 2010 - Se per salvare l'ospedale è arrivato pure il Gabibbo significa che la battaglia è perduta e ci si affida al pupazzo di Antonio Ricci, della trasmissione Striscia La Notizia, che si è gettata a capofitto anche nei famigerati scarichi fognari, giusto per dare un pò di colore in più al mini servizio. Tra i due argomenti, però, abbiamo deciso di approfondire quello sull'ospedale, anche perché il ridimensionamento del nosocomio è ormai cosa fatta. Le tante promesse sono state disattese e il riordino della sanità in provincia ha di fatto decretato una lenta agonia per la sanità pubblica in città. La vigilanza e lo stato di agitazione sembrano al tempo stesso essersi spente con l'arrivo delle belle giornate. Senza nulla togliere agli intervistati, intervallati dalla nota frase di Totò "e io pago", avremmo gradito la presenza anche del comitato cittadino a difesa dell'ospedale, che avrebbe potuto chiarire in maniera più dettagliata le problematiche della sanità in città. "Tutti i cittadini scenderanno in piazza per dire no alla chiusura dell'ospedale" .... siamo seri, ma chi ci crede più. Purtroppo mentre l'ospedale è in terapia d'urgenza e sembra prossimo a spirare, la città appare nel suo stato comatoso vegetativo. La città non riesce ad essere incisiva e forse ormai è rassegnata. Basterà l'intervento del noto pupazzo a ridare vigore alla protesta? Passato il giorno del servizio video tanto atteso, anche i più agguerriti si sono riaddormentati. A fine aprile il presidente del consiglio comunale, Salvatore Amato, aveva convocato un consiglio comunale monotematico per tracciare una strada della disapprovazione popolare e organizzare una protesta civile e incisiva, che avesse una forte risonanza a livello regionale e nazionale. Un comitato ristretto doveva occuparsi dell'organizzazione della grande mobilitazione, che doveva svolgersi entro il mese di maggio, subito dopo la visita lampo dell'assessore regionale alla sanità Massimo Russo. Da quel blitz e dall'incontro che ne è seguito si è capito che c'è la volontà politica di chiudere i reparti di ginecologia, ostetricia e pediatria appena verrà ultimato il nosocomio di Lentini. Forse i politici credono così di risolvere ,una volta per tutte, la questione nascite malformate, forse credendo che non è colpa dell'irrisorio inquinamento industriale, accertato anche dalla magistratura in questi decenni. A provocare le malformazioni forse era colpa dell'ospedale dove i nascituri venivano al mondo? Nel frattempo il trasloco nella nuova e moderna struttura lentinese di contrada Poggio Roggio è imminente, dopo anni di polemiche per una costruzione durata decenni e voluta da una politica di estrazione prettamente elettorale. Una struttura che come esposto dal Gabibbo, recatosi pure a Lentini, può contenere 400 posti letto, nella quale fino ad oggi sono state girate solo delle fiction sul mondo della medicina e che pare comincia ad avere, prima della sua apertura, i primi segni di degrado. In realtà entro la fine dell'anno le nuove sale operatorie lentinesi verranno attivate e inizieranno le operazioni di trasloco. Di fatto tale operazione decreterà, poi, la morte dei reparti di Augusta, individuati nella manovra di ridimensionamento elaborate. Qualcuno ha voluto consolare il popolo augustano dicendo che non si tratta di una soppressione di Pediatria e Ginecologia ad Augusta, ma di una integrazione con Lentini. Tutto ciò perché ormai di fatto esiste un ospedale unico, anche se la troupe di Striscia la notizia, intervistando il direttore generale della Asp di Siracusa Franco Maniscalco, ha appreso che i due ospedali rimarranno entità autonome. Siamo ormai alla farsa, come si può parlare di un ospedale autonomo quando i reparti sono complementari con quelli di una altro ospedale?
In verità il ragionamento della riorganizzazione segue le regole dei piccoli e grandi numeri, non certo della logica e del diritto alla salute. Ad esempio i dati riferiti alle nascite ad Augusta riguarda il periodo in cui l'ospedale era sottoposto a continui lavori di manutenzione e quindi come in altri reparti si effettuavano meno ricoveri. Ma si possono leggere dei dati senza analizzare bene la situazione generale e il periodo di studio dei trend complessivo? I lavori di ristrutturazione di ammodernamento interna del vecchio plesso , che hanno impedito la regolare attività a pieno regime, hanno riportato la struttura a livello competitivo, se rinvigorita con gli organici adatti.
Certo si parla ormai solo con i numeri dell'efficienza e del risparmio, ma nessuno parla dei numeri della sanità privata. Un peso eccessivo. Calcoli sterili che in molti vorrebbero far quadrare dimezzando i posti del pubblico, favorendo quelli privati.
Punteruolo Rosso, ascoltando la voce della gente comune, si è convinto che l'unica soluzione è lo sciopero generale e la disobbedienza civile. La politica locale ha fallito anche in questo, infatti dopo un paio di giorni di messaggi agguerriti verso il mondo esterno, i nostri politici locali sono stati colpiti da varie deficienze e mal di pancia. Il primo cittadino ormai appare troppo isolato o forse in cerca di collocazioni post-mandato.
Carrubba, nel servizio di Striscia, è stato costretto dai professionisti della polemica spicciola, a difendersi dal fenomeno dello strano ribollire d'acqua con le riprese di cani randagi nelle prossimità degli scarichi fognari. Invece di ribadire che la vergogna sta soprattutto in una struttura ospedaliera completa da 5 anni che non entrerà mai in funzione perché per anni i fondi del completamento sono stati distratti per altre strutture della provincia. Adesso occorre studiare una strategia che riesca a ridare forza alla mobilitazione generale e sulla partecipazioni di tutti i cittadini. Occorre tracciare un percorso di iniziative mirate a far sentire la voce del popolo augustano, che soffre da decenni la mancanza di politici locali nei posti chiave della politica, che dovrebbero incidere sulle decisioni per il territorio. Come da più parti suggerito, in tanti incontri, che effetto avrebbe a livello nazionale bloccare l'ingresso e l'uscita dei prodotti petroliferi dal porto? In pochi giorni tutta l'Italia si accorgerebbe dell'esistenza di Augusta. Altro che Gabibbo. Tante troupes dei media nazionali verrebbero a visitare la nostra città, insieme agli amici di Striscia la notizia, che a fine servizio hanno parlato che ritorneranno sulle vicende sanità e mancata depurazione.
Unica notizia vera di questi giorni è la conferma dello stanziamento, con i fondi ex articolo 20, di oltre dodici milioni di euro per il completamento del nuovo padiglione e altri due milioni e mezzo per il pronto soccorso. Più volte ad Augusta partiti politici hanno pubblicizzato l'arrivo di queste somme di denaro. Speriamo che questa volta sia la volta giusta. Certo non possiamo essere troppo ottimisti, visto che gli stessi partiti politici ed esponenti in questi anni non sono riusciti ad incidere nelle decisioni del governo regionale. Altra nota in controtendenza è l'istituzione dei reparti di Oncologia e di Rianimazione. Certo vorremmo sapere come e quanto verranno istituiti. Secondo l'assessore regionale l'attivazione di questi due reparti rappresentano il rispetto dell'articolo 6 della legge regionale 5 relativa al potenziamento delle strutture sanitarie in aree industriali. Una sorta di compensazione? Come afferma la legge di Meskin "non c'è mai tempo per farlo giusto, ma c'è sempre tempo per farlo ancora". Ci potremmo rivedere con i numeri del risparmio prima della prossima campagna elettorale regionale. Non vorremmo che i costi della sanità aumentassero ancora di più, perché molti concittadini decideranno di far nascere i propri figli o di curare i tumori nella vicina città di Catania o degli ospedali del Nord.
Punteruolo Rosso
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