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Francesca Mandalari interpreta le signore del jazz-blues
10 gennaio 2011 - Fa un certo effetto vedere teste bianche dal palcoscenico alla platea.
Ma è la storia della musica a parlare. E ad ascoltare. Un viaggio per pochi, ma buoni, più di mezzo secolo di love song intrecciate tra
sonorità jazz, blues and soul e pop contemporaneo, dagli anni trenta ai giorni nostri. E’ lo spettacolo offerto dallo Spitaleri Quartet di
scena ieri sera alla Sala Randone nell’ambito di Luci a Siracusa, manifestazione promossa dalla Regione Siciliana in programma sino a
marzo prossimo nei vari contenitori culturali di Siracusa. Al centro del palco, circondata da grandi maestri siciliani (tutti docenti del
Brass di Palermo, Diego Spitaleri al pianoforte, Riccardo Lo Bue al contrabasso, Orazio Maugeri al sax, Filippo Pasta alla batteria), la
cantante Francesca Mandalari che proprio al Brass Group di Palermo ha iniziato i suoi studi per poi intraprendere una fitta collaborazione
artistica con il quartetto che l’accompagna per i teatri ed i club d’Italia. Molti brani in scaletta, azzeccata la scelta, sono stati rielaborati
e riarrangiati da Diego Spitaleri e dalla stessa Mandalari. Di particolare effetto la versione di “My funny Valentine” di Milies
Davis o, nel finale, “Madness for Love” di Gualazzi ma in versione integralmente italiana . Atmosfera da club, luci soffuse ed i
meravigliosi brani che la tradizione dei musical e del cinema hollywoodiano ci ha regalato.
Dalla struggente “Summertime” di
Gershwin tratta da Porgy and Bess (anni 30) resa immortale da Billie Holiday, Frank Sinatra e Sara Vaughan che in tanti ricorderanno a
Siracusa negli anni Novanta in un concerto all’Ara di Ierone. Passaggio rapido agli anni Sessanta, stavolta al ritmo di una
inconfondibile saudade, si cambia genere con la bossanova di Gilbert Jobin , inventore della musica popolare brasiliana (“Tranquille notti,
tranquille stelle”),
ed ancora i Settanta di Burt Bacharach autore dell’intramontabile “I’ll never fall in love again”. Sembra di stare
sul set di “Swing Time” quando Fred Astaire canta e balla alla sua Ginger “The way you look tonight” di Fields (1936), lo zoom di Tony
Bennett sul dolce viso al chiaro di luna della Hepburn. Azzarda Francesca Mandalari, facendo leva sulla sua capacità
d’estensione vocale, nell’interpretazione di Alicia Keys nella morbida romantic song “If I aint’t got you” (bella l’esecuzione al piano del
maestro Spitaleri). E’ la volta del crooner, Giuseppe Mandalari, fratello di Francesca, che canta oltre ad introdurre i brani. “The
shadow of your smile” di Mandel, “I’ve got you under my skin” di Porter (resa celebre da “The Voice” Sinatra), ed in duo con la sorella
“Un parfum de fin du monde” brano che nel 1988 fece guadagnare ai fratelli Mandalari il primo posto a un festival. Applausi nel finale
per il quartetto Spitaleri che ha compiuto un bel miracolo sonoro, ieri sera a Sala Randone, grazie anche all’ottimo assist del tecnico
suoni Emiliano Fraggetta. 2012 © www.augustaonline.it
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