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IL FAR-WEST AUGUSTANO di Punteruolo Rosso
10 aprile 2011 - In più occasioni, lo scorso anno, avevamo parlato del vicesindaco Calogero Geraci. Ci era sembrato, tra i rappresentanti dell'amministrazione, uno dei più efficienti. Ci era piaciuta la sua "tolleranza zero" sulla pubblicità e sui parcheggi irregolari, ma anche per un provvidenziale piano del traffico, la gestione del corpo dei vigili urbani e l'istituzione del gruppo locale della protezione civile. Un vero e proprio "sceriffo", capace di prendere le redini della situazione. "Cavalcare trasforma i vorrei in posso" questo affermava Peter Brown.
Ma,a distanza di tempo, Augusta è rimasta un vero "far west" per tutti questi argomenti. Il piano comunale per la pubblicità ha superato il traguardo dei 500 giorni. Ormai tutti sono impegnati al ridimensionamento dell'ospedale, ma pare non si occupino del resto. Non si guarda a tutte quelle piccole cose, che fanno della nostra città un far west, un vero e proprio modus vivendi. Augusta sembra una terra di frontiera, dove tutto è ancora da scoprire, da costruire, dove la legge ancora non è arrivata. Forse il vice-sindaco non è stato aiutato abbastanza a realizzare tutte quelle iniziative che avevano contraddistinto il Geraci nella prima parte di mandato. La sua figura man mano si sta annacquando,perso in un vasto deserto da attraversare, un progressivo smantellamento del gruppo locale dei democratici di sinistra. L'equipaggio ormai appare demoralizzato. Le ambizioni future dello stesso Geraci appaiono nettamente ridimensionate nello scenario che appare sempre più il set di un film : pionieri, scout esploratori, cow boy, banditi, cercatori d'oro, sette, avventurieri e artisti da saloon. Il 28 marzo 2009 si era parlato, in particolare, di tolleranza zero. Era stato, infatti, rimosso alle porte della città un primo grosso impianto pubblicitario, che era spuntato come un fungo nella notte. Il vicesindaco "sceriffo" aveva dichiarato guerra alla pubblicità abusiva e a tutti gli impianti, che in questi ultimi anni erano stati installati senza le dovute autorizzazioni. Un vero far west di cartelloni, accompagnato da pieghevoli e depliant pubblicitari di grossi centri commerciali, che invadono e insozzano le nostre strade quotidianamente. Gli stessi centri commerciali, che negli ultimi anni hanno fatto morire i negozi di quartiere. Ma grazie al vice sindaco "sceriffo" Geraci nel novembre dello stesso anno arrivava all'unanimità il piano comunale per la pubblicità, approvato dal consiglio comunale. Doveva rimanere in vigore per tre anni.E' stato messo nero su bianco che "circa l'80 percento dei cartelloni risultava incompatibile con il decoro urbano e la sicurezza stradale". Per redigere tale piano il comune si era affidato alla consulenza di un esperto venuto da fuori: il consulente Marcello De Martino, non si bada a spese in fatto di consulenze esterne, mentre si perdono centinaia di migliaia di euro per la mancata applicazione. Dopo la pubblicazione in bacheca per eventuali osservazioni, prevista dalla legge, sono trascorsi altri sessanta giorni di tempo nell'attesa vana di un adeguamento. Sono passati oltre 500 giorni, ma non si è vista nessuna "carovana di smantellatori" di cartelloni. Nessuna novità all'orizzonte. L'orizzonte degli augustani in certe zone è coperto per i troppi cartelloni che ostruiscono la visuale. Geraci a cavallo aveva cercato di dare una sterzata ad una situazione che sicuramente negli anni aveva visto anche alcune complicità della politica. Un assalto continuo alla diligenza, con un progressivo dilagare di manifesti in cui, a quanto pare, anche alcuni politici risultavano i titolari dei cartelloni. Gli impianti incompatibili, poi, dovevano essere rimossi a spese del comune, che poi si sarebbe rivalso sui proprietari. All'interno degli uffici comunali, poi, alcuni impiegati si dovevano occupare a tempo pieno di questo problema. Ma molti impianti non hanno neppure una targhetta identificativa, insomma non hanno padroni quando si tratta di pagare spese o tasse di occupazione di suolo "abusivo".
Grande perplessità avevano suscitato gli impianti "non compatibili ma autorizzati" che sono spuntati dalla relazione dell'esperto. Per essi il comune aveva individuato nuovi spazi. Come dice un vecchio proverbio "non è il cavallo che tira il carro, ma l'avena!". Sicuramente per l'uomo della strada, che non frequenta i saloon del west, appare strano che un impianto possa essere incompatibile con le leggi, ma al tempo stesso autorizzato. Comunque in città erano molti gli "indiani saggi", ovvero gli scettici, che avevano mandato segnali di fumo in cui avevano affermato che l'anarchia sarebbe continuata, nonostante il nuovo regolamento. Avevano prospettato: nessun cambiamento. Gli impianti, infatti, continuano a nascere anche su terreni di privati, senza che il proprietario sappia nulla, impianti che continuano ad esistere e procurare un illecito guadagno, nonostante ingiunzioni di rimozione. Il colmo arriva nel momento in cui , poco prima della rimozione forzata, con presentazione di denuncia da parte dei proprietari, continuano a rimanere "attivi". Come nel far west basta una bandierina per diventare titolari di nuove terre. Naturalmente in questi mesi il comune non si è neanche tutelato oscurando le pubblicità permettendo il guadagno illecito, visto che ne era stata ordinata la rimozione immediata, non eseguita per i soliti palleggi tra vari uffici comunali. Come se appartenessero a giurisdizioni di vari sceriffi. La conferma di uno scollegamento tra i vari uffici che , di fatto, ha alimentato in tutti questi anni un far west senza regole, che la città non merita. Naturalmente, poi, al vice sceriffo Geraci è stata affidata un rubrica particolarmente difficile. Quella dei vigili urbani. Un esercito di aiuto-sceriffo, senza stella, per un popolo indisciplinato. Dopo l'aborto delle strisce blu in alcuni tratti della città, arrivano ora le lamentele di molti cittadini, che non riescono a parlare con il dirigente per gran parte della settimana. A quanto pare lo stesso comandante riceve al pubblico solo il sabato mattina. Ma come si può migliorare il servizio, se non si ascoltano neppure gli utenti? Le vetture risultano parcheggiate nei vari tratti delle nostre vie come cavalli, in una sosta temporanea di ristoro per la bestia e il padrone. Altro nodo importante per il "vice sceriffo" Geraci è il gruppo di protezione civile, che è stato reclutato con un bando pubblico, in accordo ad una legge regionale. In realtà da due anni non si consente ad altri cittadini di approdare in questo gruppo, come se fosse gestito come una struttura privata. Inoltre i volontari già iscritti non sono posti nelle condizioni di poter svolgere effettivamente le mansioni per carenza di mezzi e attrezzature. Oltre a ciò non vengono istituiti corsi di formazione ed addestramento. A quanto pare,da indiscrezioni, non si è provveduto a pagare l'assicurazione obbligatoria per tutti i volontari. Qualcuno gli ha fornito solo delle divise per apparire come un grande traguardo nelle poche manifestazioni cittadine. Ma cosa succederebbe se malauguratamente ci fosse un terremoto? Geraci voleva essere in nuovo Buffalo Bill, capace di trasformare l'avventura del West in un grande spettacolo. Dopo "l'ultimo moicano", Massimo Carrubba, sarebbe potuto diventare il nuovo eroe. Dopo un breve corpo a corpo con il capo indiano "Mano Gialla dei manifesti abusivi", avrebbe potuto gridare "ecco il primo scalpo per Custer!". Invece si è perso nel deserto del far west augustano. Speriamo di ritrovarlo. Intanto, come nell'immenso territorio del West selvaggio, solitario e duro, abitato quasi esclusivamente solo da uomini, nella politica cittadina il sesso femminile continua a rappresentare "mosche bianche". Magari, chissà, le donne riuscirebbero ad essere più concrete nei tanti problemi quotidiani.
Punteruolo Rosso 2011 © www.augustaonline.it
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