|
UGL-FP : ESPOSTO IN PROCURA CONTRO MAXCOM
7 ottobre 2011- "Emicranie, bruciori agli occhi ed alla bocca.Aria spesso irrespirabile e cattivi odori, senza ombra di dubbio dovuti alle emissioni nell'aria dei prodotti Maxcom. Questo ciò che si è costretti a vivere soprattutto nelle prime ore pomeridiane". Questo quanto denuncia in un esposto inviato alla Procura della repubblica il sindacato UGL Intesa-FP tramite il suo segretario provinciale Giuseppe Piccione, secondo il quale non ci sarebbe nessun dubbio sulla provenienza e sulla natura chimica delle esalazioni. "Si porta all'attenzione - scrive il sindacalista -la situazione oramai invivibile dei dipendenti del ministero della Difesa in servizio presso gli uffici siti all'interno del comprensorio "Pantano Danieli" di via della Stazione, dove trovano ubicazione uffici dell'arsenale militare marittimo, del comando servizi base e tutta la direzione magazzini supporto navale,che è adiacente al deposito combustibile costiero della Maxcom, sito in Via Lavaggi. Non risulta difficile - scrive Ugl - immaginare ciò che giornalmente si è costretti a respirare con i conseguenti danni alla salute, dovuti ad attività lavorative effettuate da azienda privata, che non hanno nessun rapporto con l'amministrazione difesa e sulle quali la stessa pertanto non può nulla". Il deposito costiero torna all'attenzione della cronaca con l'ennesimo esposto, additato come probabile fonte di rilascio di inquinamento. Una convivenza difficile con la città che sin dal 1903 gli è cresciuta intorno. "A nostro avviso - scrive Piccione - l'Ente che sarebbe dovuto fattivamente intervenire in tal senso è il comune di Augusta, vietando le emissioni quanto meno in orari diurni. Ed effettivamente di questo eravamo stati informati, ed anche a mezzo stampa il settore Ecologia del comune aveva rassicurato la cittadinanza che aveva vietato le emissioni alla Maxcom, oltre a comunicare che probabilmente trattavasi di emissioni contenenti acido solfidrico. Ma dato che la situazione risulta invariata ci chiediamo: è mai stata revocata l'autorizzazione alle emissioni? La Maxcom non ha mai tenuto in considerazione tale divieto? Considerato che a più tre di anni dal primo nostro intervento con il settore Ecologia del comune di Augusta, nulla di "tangibile" si riscontra, e non essendo di nostra competenza risolvere tale quesito, chiediamo un intervento, - conclude l'esposto - onde evitare il protrarsi di una situazione ormai insostenibile, per i lavoratori della difesa e delle aziende private dell'indotto che giornalmente orbitano nel "Pantano Danieli".
Questo l'esposto di Ugl che farà il suo corso, come tanti altri. La magistratura dovrà accertare se si tratta di esalazioni di acido solfridico, da quale fonte possa derivare, considerando la complessa distribuzione di impianti industriali e altre possibili fonti in relazione alle condizioni climatiche e direzione dei venti. Bisogna chiarire, però, che a norma di legge il comune non rilascia autorizzazioni, che invece sono di competenza regionale. Dalla Maxcom , contattata dalla redazione, fanno sapere che "l'autorizzazione alle emissioni è stata regolarmente concessa dall'assessorato Territorio e Ambiente della regione Sicilia nel gennaio del 2011 , tale autorizazzione scade tra dieci anni, come da prassi di legge". Il comune e la Provincia , come confermato dal dirigente dell'assessorato Ambiente di quest'ultimo ente ,nel recente passato hanno "imposto all'azienda petrolifera la copertura delle vasche di raccolta delle acque reflue e industriali". Disposizione che è stata accolta e messa in opera. Un intervento tecnico completo di un sistema sofisticato di filtraggio per una serie di sostanze ben definite.
Per compltezza di informazione in natura l'acido solfidrico si forma per decomposizione delle proteine contenenti zolfo da parte dei batteri, si trova pertanto nei gas di palude, nel petrolio greggio e nel gas naturale. La sostanza è stata riscontrata anche in semplici pozzanghere di città dove sono presenti acque piovane e residui oleosi e idrocarburi. L'acido solfidrico è anche il sottoprodotto di alcune attività industriali quali l'industria alimentare, la depurazione delle acque tramite fanghi, la produzione di coke, la concia dei pellami e la raffinazione del petrolio. L'acido solforico è un prodotto presente anche nei fumi di caldaie e inceneritori quando la temperaturadi combustione si abbassa. © www.augustaonline.it
|