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IL SALUTO DELLA CITTA' A DOMENICO SETTIPANI
25 maggio 2011 - Ieri pomeriggio oltre un migliaio di persone hanno voluto rendere omaggio a Domenico Settipani, le esequie nella chiesa di Cristo Re del quartiere Terravecchia-Paradiso dove Mimmo era conosciuto da tutti. L'interno della chiesa era gremito da una folla commossa che ha reso omaggio e cercato di confortare i familiari. Erano presenti le autorità civili, una delegazione dell'amministrazione con il primo cittadino Massimo Carrubba e il vice Calogero gerani, assessori e componenti del consiglio comunale. Erano presenti le più alte cariche della Marina Militare l'ammiraglio di divisione Salvatore Ruzittu , comandante militare marittimo autonomo in Sicilia, il comandante della Capitaneria CV Francesco Frisone con una delegazione di ufficiali. C'erano i colleghi e i titolari della società per cui lavorava il marittimo scomparso. E poi tanta gente, conoscenti, amici, ex compagni di lavoro. Mancava solo Giuseppe, il cognato, che era insieme a lui nel momento della tragedia e che sta lottando per superare le gravi ustioni riportate durante la fatale esplosione che si è portato via Mimmo. "Momento di lutto per tutta la comunità cittadina - ha detto padre Paolo il celebrante dei cappuccini - Ognuno di noi cerca di portare un pò di conforto ai familiari. Anche per un sacerdote è difficile parlare in certi momenti. Ogni morte è un dolore diverso, qualsiasi parola umana sembra superflua davanti alla morte, specialmente quando arriva improvvisa. Il sacerdote però, a differenza degli altri, parla servedosi della parola di Dio - ha continuato padre Paolo - Quindi prendo forza e coraggio dalla fede per dire una parola che possa essere utile per tutti i parenti e la comunità raccolta a rendere omaggio a Domenico". Certo è difficile parlare o scrivere in certi momenti, anche per chi è abituato a farlo tutti i giorni ,in qualsiasi situazione. E' più difficile quando si conosceva la vittima. Allora al di là di ogni parola che può sembrare inutile preferiamo ricordare Mimmo come se fosse ancora tra di noi. Lo vedo mentre scende dal rimorchiatore con la tuta, testa ritta davanti, punto di riferimento per i compagni di lavoro, i colleghi a terra, la famiglia e i parenti. Lo vedo entrare in ufficio, sempre garbato e gentile, prendere il telefono e chiamare la sua adorata Nella. Poche frasi, rassicuranti, "vengo più tardi, abbiamo da lavorare" oppure "come stai, non preoccuparti io sto bene". Testimone involontario dell'amore di Mimmo verso la sua compagna, quarant'anni insieme. Le brevi chiacchierate a bordo del rimorchiatore nelle piccole pause di lavoro, il pensiero sempre ai figli e alla famiglia. Il pensiero di andare in pensione tra pochi mesi, dopo una vita di mare, il trasloco ad un piano più basso dello stesso stabile, con l'età che avanza meglio fare meno scale. Le personali condoglianze di Augustaonline ai familiari.
"Quello che mancherà - a sussurato qualcuno della società - oltre alle grandi doti umane di Mimmo, la sua professionalità e l'attenzione sul lavoro. Speriamo che Pinuccio se la possa cavare e tornare presto dalla sua famiglia, anche lui è un punto di riferimento professionale molto importante per tutti noi". Il rispetto degli altri , anche di quel cognato, più giovane, che era comandante solo sul libretto di navigazione. Due cognati uniti nel lavoro e anche nel tragico e fatale momento. Siamo certi che, come Giuseppe ha subito chiesto di Mimmo ai soccoritori, anche Domenico avrebbe chiesto di Pinuccio...purtroppo non ha potuto chiedere perchè la sua vita si è spenta in quel fatale momento di lunedì 23 maggio, vigilia di festa del santo che porta il suo nome. Il cielo a versato pioggia come lacrime per tutta la comunità per 24 ore, niente più festa, nè musica, nè fuochi pirotecnici. Solo riflessione e ricordo.
Nessuna autopsia sul corpo di Mimmo. Al medico legale incaricato , Corrado Cro, è bastato eseguire una indagine cadaverica per stabilire che il decesso è stato causato da un violento trauma cranico nella zona della nuca a seguito dell'impatto. Ricordiamo che il marittimo è stato sbalzato per diversi metri dalla esplosione che si è verificata ieri mattina intorno alle 7.40 a bordo di una bettolina su cui stava eseguendo una operazione di routine per il travaso di acque oleose provenienti dal lavaggio cisterne di petroliere su un'altra bettolina. Durante l'omelia ,più volte, Padre paolo ha invitato la comunità a pregare per Giuseppe "perché sta combattendo la sua battaglia per la vita". Sembrano stazionarie le condizioni del ferito ricoverato presso l'ospedale Cannizzaro di Catania con ustioni di secondo grado al volto e sulla parte superiore del corpo. Una crisi respiratoria ha consigliato ai medici di intubarlo per aiutarlo, viene mantenuto sedato per consentire al corpo di reagire. Pinuccio è un combattente. Allegro e socievole, sempre pronto alla battuta, grande lavoratore e sempre in grado di gestire la situazione, anche nei momenti difficili. Sull'incidente sono state aperte due inchieste, una da parte della Capitaneria di porto e l'altra della procura di Siracusa coordinata dal procuratore capo Ugo Rossi e dal sostituto Andrea Palmieri che hanno aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e lesioni gravi ,come prevede la circostanza. La parola passa ora agli inquirenti che dovranno accertare la dinamica dell'incidente, in attesa che l'unico testimone presente, possa raccontare quello che è accaduto quella mattina a bordo della bettolina della morte. Gianni D'Anna - 2011 © www.augustaonline.it
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