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PRIMO PIANO
MARITTIMI DILA S :L'AMARO EPILOGO

6 agosto 2011 - Gli ultimi quattro marittimi, tre turchi e un georgiano, che erano rimasti a bordo della nave sequestrata sono rientrati in patria. Sono partiti da Catania nel pomeriggio di ieri. Sono partiti sconfitti da una burocrazia e da leggi internazionali che , nonostante il valore di 1 milione di dollari circa del carico imbarcato, ha permesso che i marittimi tornassero a casa senza i salari degli ultimi otto mesi che avevano guadagnato con il lavoro a bordo. Ricordiamo che la nave è stata sequestrata ad Augusta nel febbraio del 2011. Da allora l'equipaggio ha potuto godere della solidarietà di altri equipaggi che hanno fatto sosta in porto, grazie all'intervento del comitato Welfare di Augusta e della Stella Maris. Autorità turche, armatore, noleggiatore e tutte le parti economicamente interessate al carico, nonostante ripetuti sollecitati, non hanno fornito alcuna risposta adeguata per facilitare il ricongiungimento dei marittimi con le rispettive famiglie, ma soprattutto ottenere i salari. Costante invece la presenza accanto ai marittimi dell'associazione Stella Maris - Apostolato del Mare di padre Giuseppe Mazzotta e del presidente del Welfare della Gente di Mare Rosario Litrico che sono rimasti sempre accanto all'equipaggio. Sostenuti, a più riprese e con il contributo di buona parte degli operatori portuali , attraverso l'acquisto di viveri, capi di vestiario, schede telefoniche e chiavette pre-pagate per il collegamento ad internet. "A partire dalle 10.30 di ieri - come riferisce la Capitaneria di porto - la nave Dila S e le sue 1.500 tonnellate di nitrato d'ammonio sono passate sotto la vigilanza del Tribunale di Siracusa. La guardiania è stata affidata alla società I.T.S.A., concessionaria terminalista portuale, che, fino a nuovo ordine, controllerà ed assicurerà il mantenimento della condizioni minime di sicurezza all'ormeggio presso la banchina 9 del porto commerciale. La nave - spiega la Capitaneria - è stata neutralizzata dal punto di vista ambientale attraverso il prelievo delle acque nere di bordo (seawage) e sta per essere completato lo svuotamento delle acque di sentina (bilge e sludge). Già effettuato il rifornimento di ulteriori 1000 litri di gasolio per garantire il funzionamento dei servizi ausiliari di bordo in caso di necessità. Con provvedimento d'urgenza del Tribunale di Siracusa - sezione di Augusta, emanato in accoglimento della proposta avanzata dalla capitaneria di porto di Augusta, comandante e marittimi hanno lasciato la nave a causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza. A causa dell'esaurimento degli oltre 6000 litri di gasolio (necessario al funzionamento dei servizi ausiliari: cucina, acqua calda, servizi igienici e luce) che, per ben due volte negli ultimi tre mesi di permanenza in porto, sono stati messi a disposizione dalle locali società di bunkeraggio nonostante lo stato di insolvenza della nave". Una storia che ad Augusta si ripete periodicamente , la rada nei pressi di pantano Danieli, fondali bassi, è popolata da una decina di navi sequestrate che da decenni continuano a inquinare inevitabilmente perchè mai bonificate del tutto, su una di esse esiste a bordo un carico di circa 3000 tonnellate di bauxite. Una presenza ingombrante che però sembra non interessare a nessuno. "E' stato un provvedimento dettato da necessità ed urgenza - ha commentato il comandante Frisone della capitaneria di porto di Augusta - non potevamo più sostenere la presenza di uomini a bordo di una nave che, priva del combustibile necessario, non avrebbe più garantito alcuna condizione di sopravvivenza ai quattro marittimi. Conclusione amara ma ineluttabile di una vicenda che è destinata a continuare. Già dai primi giorni di settembre nell'aula della sezione di Augusta del Tribunale di Siracusa dovrebbe essere discussa la vicenda." 2011 © www.augustaonline.it




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