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ELETTROENCEFALOGRAMMA PIATTO, IRREVERSIBILITA' O POSSIBILE RIANIMAZIONE? di Punteruolo Rosso
27 giugno 2010 - Il tempo continua a scorrere, ma l'elettroencefalogramma di Augusta appare piatto ,ad evidenziare lo stato di coma cerebrale di un'intera città. L'ultimo articolo risale all'inizio del mese "Se per salvare l'ospedale è arrivato pure il Gabibbo significa che la battaglia è perduta e ci si affida al pupazzo di Antonio Ricci", era l'8 giugno. Con l'articolo sull'ospedale, speravamo che prendesse corpo quella disapprovazione popolare strisciante e si arrivasse all'organizzazione di una grande protesta civile. Speravamo in una protesta incisiva, che riuscisse ad avere una possente risonanza a tutti i livelli. Abbiamo atteso in silenzio, per vedere se qualcosa accadeva, abbiamo atteso invano, siamo rimasti delusi,così come tutti coloro che si attendevano il miracolo Gabibbo. Dopo venti giorni di attesa inutile torniamo a scrivere, perché, purtroppo, il tempo non si è fermato e lo smantellamento sistematico dell'ospedale è in fase attuativa. Per questa vicenda, così come per quella della depurazione delle acque, del piano regolare generale, dell'edilizia sportiva, della viabilità, del randagismo, sembra che la variabile tempo non sia importante in questa città. Eppure per tante altre cose il tempo sembra sfuggire così veloce che alcune impazienze collettive sono diventate comiche. Quella comicità isterica che è, oramai, specchio della città. Sembra un affronto ,un'intollerabile offesa, alla fretta di ogni singolo cittadino. La stessa fretta che caratterizza gli acquisti in centro e fa apparire, quello augustano, un popolo indisciplinato considernado le tante, troppe, soste selvagge in doppia fila, il popolo delle "quattro frecce", come se bastasse inserire le frecce lampeggianti delle autovetture per giustificare migliaia di infrazioni all'ora, che naturalmente nessuno vede e sanziona. Ma nei problemi seri, che riguardano il futuro della città e delle nuove generazioni, gli augustani sembrano privi di orologi, la fretta non conta, si assopiscono.
Poiché riteniamo che il diritto alla salute è cosa di tutti, avevamo sperato che almeno la politica si muovesse non a parole, ma con azioni serie e responsabili. Non sarà il ricorso al Tar di Catania, presentato contro il primo decreto assessoriale, che potrà scongiurare la morte del nostro ospedale, già in coma profondo. Non basterà che l'amministrazione impugnerà anche il nuovo decreto emesso da pochi giorni dalla regione siciliana. Secondo l'assessore regionale alla Sanità l'attivazione dei reparti di Oncologia e di Rianimazione( alcuni posti in tutto) rappresenta il rispetto dell'articolo 6 della legge regionale 5 relativa al potenziamento delle strutture sanitarie in aree industriali. Davanti ad un simile affronto alla sensibilità collettiva non si doveva rimanere in attesa degli esiti dei ricorsi al tar. Non si può attendere anche per la legge di Peter, ovvero "passa abbastanza tempo a confermare il bisogno e il bisogno sparirà".
Non possiamo pensare a Carrubba come "all'ultimo moicano" di una città deserta e priva di futuro. Occorre tracciare un percorso di iniziative mirate a far sentire la voce del popolo augustano, qualora si riuscisse a risvegliarlo dal sonno profondo in cui è caduto da decenni. La politica ad Augusta appare ferma, fatta solo di piccoli pettegolezzi. Avremmo potuto parlare delle sedute di consiglio di circoscrizione diventate momento di forte contrasto tra parte dell'amministrazione e i rappresentanti dell'opposizione, avremmo potuto parlare dell'elezione a vice-presidente del consiglio comunale di un esponente del PD, elezione portata a termine per ridurre i mugugni di certi gruppi sostenitori di Carrubba. Avremmo potuto parlare di ulteriori possibili cambi di casacca. Di tentativi di riorganizzazione dell'opposizione in seno al consiglio comunale con l'individuazione di Peppe di Mare come proprio candidato alla vicepresidenza. Oppure avremmo potuto descrivere ulteriori risvolti della incredibile vicenda dei due cugini designati assessori alla provincia. Abbiamo preferito il silenzio. Anche perché alcune di questi argomenti si rileveranno nella loro autenticità nel breve e medio periodo. Siamo certi ,per esempio, che le undici teste, che rappresentano oggi l'opposizione in aula, diventeranno molto di meno durante la seduta di approvazione del bilancio. Undici, un numero che ricorda gli uomini della nazionale di calcio scesi in campo in Sud-Africa per essere eliminati perché senza idee,nè voglia . A proposito, il Centro-destra, quello augustano, non giunge ad avere una propria identità e non riesce ad incidere nelle decisioni del governo regionale e nazionale. Ad esempio il governo nazionale rischia di creare ulteriori danni all' economia del territorio, già precaria, visto che si vogliono concentrare tutte le attività di manutenzione programmata presso gli arsenali di Taranto e La Spezia, lasciando ad Augusta le sole attività di pronto intervento. Ma i nostri eroi, consiglieri di quartiere ,comunali e provinciali, deputati regionali e nazionali, senatori e ministri, tutti siracusani, non riescono a salvare nulla, né dell'arsenale al collasso, né del porto che attende ancora una ripartenza che non arriva, mentre c'è chi ancora pensa di risollevare il porto con un improbabile hub per container.
Unica nota positiva,forse, in questo stato comatoso generale, è la competenza evidenziata dall'assessore all'Ambiente Michele Accolla, che ha indotto la conferenza dei servizi romana ad esprimere un parere negativo per il proseguo dell'attività dell'Enel Tifeo, che distratta,pare non abbia presentato nessun progetto migliorativo per garantire il processo nel rispetto delle norme AIA, pensando di poter continuare ad emettere dalle ciminiere come nel passato. L'idea da almeno cinque anni era di trasformare l'obsoleto impianto in mega-inceneritore, affare che pare non sia andato in porto per una serie di motivi. Almeno per le tematiche ambientali l'amministrazione si stasforzando di assumere una propria identità. Basta con le continue deroghe, occorrono strategie industriali vere, che consentono di rilanciare efficacemente la zona industriale. Basta con l'attendismo, speriamo che anche sulle vicenda dell'ospedale si vada al contrattacco, sperando di vincere, almeno, in zona cesarini. Bisogna decidere adesso se non è il caso di applicare un elettroshock che rianimi una città in coma, in caso contrario non rimane che il requiescat in pax. Punteruolo Rosso © www.augustaonline.it
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