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DIVORZIO ALL'ITALIANA di Punteruolo Rosso
22 marzo 2011 -
Mentre Berlusconi ha dovuto forzatamente divorziare dal suo alleato Gheddafi, anche nella politica nostrana parecchi matrimoni sono in crisi. Il premier è dovuto passare dal plateale baciamano al rais ad un sofferto abbandono dal suo presunto istruttore di "bunga-bunga". L'Italia è notoriamente legata alla Libia da un matrimonio di notevoli interessi, ma ha dovuto cedere alle esortazioni dei cugini francesi e inglesi. Gli stessi che, magari, guardano alla Libia come un terreno da colonizzare e dal quale per il momento sono totalmente esclusi. Perché si è subito passati alle maniere forti senza utilizzare i canali diplomatici? Forse perché la dote matrimoniale delle Libia fa gola un pò a tutti?
Tornando alle vicende di casa nostra puntiamo l'attenzione sui divorzi politici degli ultimi giorni. Quello che sta suscitando il maggior scalpore è la separazione tra l'onorevole Giuseppe Gennuso e il consigliere provinciale Maurizio Ranno. I diversi comunicati, scambiati a distanza, hanno dato l'idea di un vero e proprio divorzio all'italiana. Quando arriva, la colpa, in genere, va ripartita ad entrambi. Come nel rapporto di coppia anche in politica è possibile un divorzio consensuale, ma in questo caso la tattica di entrambi pare sia stata orientata a spingere l'altro a smarrire la pazienza. Dall'analisi dei vari comunicati appare che nella coppia in questione l'onorevole Gennuso è troppo autoritario, mentre Ranno ha assunto il ruolo di sacrificato e di vincitore popolare. Infatti quest'ultimo, in queste ore, è stato rimosso dall'incarico di coordinatore cittadino del MPA, reo di aver leso il movimento autonomista. L'autosospensione dal partito promossa dal coordinatore cittadino, supportata da tutti e otto i consiglieri comunali, nasceva per evidenziare "il fallimento della politica regionale sulla vicenda Muscatello". L'autosospensione aveva procurato notevole visibilità al coordinatore cittadino, ma a quanto pare, secondo il movimento era stata stabilita senza informare l'ufficio politico e in particolare il coordinatore provinciale Gennuso che, nel frattempo, aveva ipotizzato di incatenarsi davanti l'ospedale di Lentini che da anni aspetta la sua apertura. Lo stesso deputato, però, almeno ufficialmente, non aveva preso una posizione netta sulle sorti dell'ospedale di Augusta. Magari, come per la guerra il Libia, prima di lanciare le bombe, si potevano utilizzare i canali del dialogo e confronto, per cercare di risolvere il problema dell'ospedale senza farsi prendere dal panico o da iniziative plateali. Il matrimonio con l'MPA è di lunga data, ma perché l'iniziativa dell'autosospensione era stata partorita solo ora? Si parla di ridimensionamento di ospedale da mesi. Nell'articolo del 27 giugno 2010 avevamo affermato che il conto alla rovescia per il ridimensionamento dell'ospedale scorreva inesorabilmente, ma l'elettroencefalogramma di Augusta risultava piatto. Successivamente nell'articolo del 26 agosto 2010 avevamo messo in evidenza che per mesi la politica si era interrogata su cosa fare, ma era mancata una vera unione di intenti. Con il nuovo anno Pippo Gianni e Nicky Paci, dopo il divorzio definitivo dall'UDC e dal governo regionale, avevano iniziato una campagna unilaterale e populista in favore dell'ospedale. In realtà gli stessi fino a quel momento erano appartenenti al gruppo di Cuffaro vero apri pista dello smantellamento sistematico dell'ospedale. Gli stessi, nelle ultimw settimane, hanno creato un nuovo comitato in difesa dell'ospedale, mentre il vecchio comitato spariva tra le pieghe dell'indifferenza cittadina. Da qui l'autosospensione degli uomini dell'MPA augustano. Magari a Pippo Gianni l'iniziativa serviva proprio per smantellare l'MPA cittadino? Non crediamo, però, che Maurizio Ranno fosse così ingenuo da pensare che, a lungo termine, il tutto non avrebbe avuto ripercussioni sul suo ruolo di coordinatore. Forse l'iniziativa faceva parte di una astuta strategia? Tra gli addetti ai lavori si vocifera, infatti, che da tempo il consigliere provinciale avesse dei mal di pancia. I più maliziosi affermano, inoltre, che lo stesso Ranno da tempo sta dialogando con altri soggetti politici come Forza del Sud di Titti Bufardeci e anche con il Pid di Pippo Gianni. Il tutto finalizzato, nel breve termine, a rientrare nei banchi della maggioranza in provincia, mentre nel lungo termine a creare le condizioni per la candidatura a sindaco di Nicky Paci e quella sua personale alla regione.
Vogliamo, comunque, credere alla buona fede del consigliere Ranno. Il suo messaggio lanciato sembra essere stato ricevuto dai vertici del partito che stanno tentando di approntare un ufficio politico provinciale da tenere in città per discutere del "caso Augusta", in particolare per quanto riguarda le sorti dell'ospedale. Di certo, come affermava il poeta Victor Hugo, "il matrimonio è un innesto: o attecchisce o no". Evidentemente quello tra Gennuso e Ranno, alla luce dei fatti, non è mai attecchito. E' ancora possibile ipotizzare che Ranno decida di rimanere all'interno del partito, magari cercando una riconciliazione con i vertici regionali e aspettare la nascita del nuovo soggetto politico che Lombardo sta creando e che dovrebbe avere valenza nell'intero meridione e non solo per la Sicilia. Il nuovo partito potrebbe riavvicinarsi anche al centro destra, quindi si potrebbe ipotizzare un rientro nell'amministrazione provinciale. Se da una parte Ranno vorrebbe rientrare nella maggioranza del governo provinciale, dall'altra parte pare abbia deciso di rinunciare al governo della città. Questi problemi interni agli autonomisti stanno creando anche fibrillazioni all'interno della maggioranza del sindaco Carrubba. L'MPA sembrava ormai dentro. Era stato fissato il giorno del banchetto dei festeggiamenti, ma alla fine il "Don Rodrigo" di turno ha voluto far saltare il matrimonio. Questo fatto ,non marginale, pare abbia messo in moto la solita giostra. Si parla di un ritorno in giunta, nel caso fallisse l'operazione MPA, di Santino Rinzivillo, che divorzierebbe dal PID di Pippo Gianni, strappando allo stesso almeno un consigliere. In politica gli amori durano ormai troppo poco. Come affermava Oscar Wilde "si dovrebbe essere sempre innamorati: ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi". Di politica e di ragionamenti era innamorata Rosetta Valvo, recentemente passata dal PDL al Fli di Fini. Alla luce della mediocrità del consiglio comunale, la dottoressa sembra orientata al divorzio definitivo dai banchi consiliari. Da tempo, infatti, la stessa non partecipa alle convocazioni. Altro matrimonio in crisi è quello tra il Pd è il consigliere Daniela Pasqua. Poi ci sono quelli tra gli assessori Antonio Giunta e Roberto Licciardello con il primo cittadino. I due assessori pare siano accusati di troppa indipendenza e di "tradimenti" con personaggi non graditi all'amministrazione. Punteruolo Rosso - 2011 © www.augustaonline.it
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