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PRIMO PIANO
IL TAR SULLE RIPRESE IN CONSIGLIO DIMENTICA IL GARANTE

11 luglio 2011 - "Ritenuto il ricorso appare fondato avuto riguardo alla violazione dei diritti di partecipazione attiva dei cittadini all’attività dell’amministrazione comunale". Con 21 parole il Tribunale amministrativo di Catania liquida e rimette in gioco una vicenda a lungo dibattutata in città e in consiglio comunale. Secondo i giudici del Tar, dal momento della loro decisione, chiunque cittadino potrà entrare nell'aula del consiglio comunale e filmare i lavori della seduta. La scorsa settimana la decisione sul ricorso dell'associazione Lamis onlus, rappresentata dal legale Mario Michele Giarrusso. L'associazione ha chiesto ed ottenuto l'annullamento "previa sospensione dell'efficacia, della delibera del Consiglio Comunale del 10/01/2011 recante approvazione del regolamento che disciplina le riprese delle sedute del consiglio comunale". La decisione della camera di consiglio dello scorso 7 luglio 2011 con l'intervento dei magistrati: Biagio Campanella, Presidente; Salvatore Schillaci, consigliere; Agnese Anna Barone, primo referendario estensore. Ricordiamo che l’associazione “Lamis onlus” è nata dalla collaborazione tra cittadini mossi dal desiderio di un maggiore impegno civile. Del comitato promotore fanno parte Gabriella Cannone,presidente e Gianmarco Catalano, Francesco Scionti, Massimiliano Moretti, Ivan Alicata e Carmelo Di Mauro. L’associazione nasce "con l’intento di perseguire obiettivi di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed ambientale del territorio di Augusta, attraverso iniziative che coinvolgano la cittadinanza e ne stimolino l’impegno sociale e civico".
Ma sul delicato argomento il Garante delle comunicazioni, di cui nella decisione del Tar non c'è traccia, dice: "Sì alle riprese e alla diffusione televisiva delle riunioni del consiglio comunale, anche al di fuori dell’ambito locale e con le opinioni e i commenti del giornalista, purché i presenti siano stati debitamente informati dell’esistenza delle telecamere e della successiva diffusione delle immagini. Va comunque osservata una particolare cautela per prevenire l’indebita divulgazione di dati sensibili e si deve in ogni caso evitare di diffondere informazioni sulle condizioni di salute". Il Garante delle comunicazioni lo ha ricordato rispondendo al quesito di un Comune sulla possibilità di pubblicizzare le sedute del consiglio attraverso una televisione locale. "La diffusione delle immagini da parte della televisione locale può essere effettuata - ha chiarito l’Autorità- senza il consenso degli interessati (articolo 25 legge 675/96 e codice deontologico sull’attività dei giornalisti), mentre non è conforme alla normativa, limitare il diritto di cronaca al solo ambito locale, a meno che il Comune non lo abbia previsto nel regolamento. Né si può impedire al giornalista di esprimere opinioni o commenti durante le riprese". - 2011 © www.augustaonline.it




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