|
Ha introdotto i lavori Sebastiano Lentini vicepresidente e assessore alle attività produttive della provincia di Siracusa, ha coordinato Domenico Morello dirigente del settore Tutela ambientale.
Sono intervenuti i sindaci di Augusta e Scicli, Massimo Carrubba e Bartolomeo Falla, Salvatore Baio presidente del Consorzio universitario Archimede. Oltre alle due co-autrici del capitolo "hangar", Nizveta Gargiulo ha presentato l'ex fornace di Scicli, l'altra "cattedrale" siciliana scelta per far parte dell'interessante pubblicazione. L'hangar di Augusta è stato il punto centrale della giornata, con gli interventi di Antonello Forestiere, direttore del museo della Piazzaforte fondato da Tullio Marcon che è stato più volte ricordato , mentre Ilario Saccomanno ,presidente dell'associazione "Hangar team Augusta" ha illustrato le finalità dell'associazione e gli iter degli appalti in corso per la parziale ristrutturazione e progettazione del monumento. Nella seconda parte Marta Moretti, vice-direttrice del centro studi Città d'acqua di Venezia, ha parlato della valorizzazione dei waterfront come sistemi culturali costieri e dell'importanza di collegamento tra centri urbani e l'acqua, un legame che spesso è interrotto per mancanza di progettualità e iniziativa. Poi Francesco Calzolaio,presidente associazione "Venti di cultura" e curatore del libro, ha concluso affermando quanto sia "importante la collaborazione dal basso, tra comunità locali, tecnici e istituzioni per la creazione di nuove opportunità di sviluppo sostenibile riconducibile a una rete europea di ecomusei". Nel pomeriggio i partecipanti al convegno hanno potuto ammirare l'hangar di Augusta grazie a una escursione in barca e all'interno del parco custodito dai volontari dell'associazione Hangar Team.
La pubblicazione di Calzolaio è promossa dal ministero dello Sviluppo economico, dal Consorzio del parco geominerario storico ed ambientale della sardegna, dalle amministrazioni provinciali di Macerata, Latina, Siracusa, Venezia e dalla Fondazione Michelagnoli. Il libro è co-finanziato dalla provincia di Venezia e dal programma comunitario Cultura 2000. L'obiettivo del convegno è di mostrare il patrimonio di archeologia industriale abbandonato lungo le coste italiane, una riflessione sulle strategie di recupero e valorizzazione degli enti pubblici e dalle istituzioni e associazioni culturali responsabili del patrimonio monumentale, storico ed artistico. Il convegno è stata occasione per riflettere sulle mancanze istituzionali che hanno portato al degrado dell'hangar dirigibili di Augusta e sul ruolo attivo che ha avuto l'informazione e la divulgazione degli organi di stampa, in maniera particolare dalla testata Augustaonline.it che da circa dieci anni ha lanciato una campagna su internet per la rivalutazione del monumento augustano, sollecitazioni che hanno dato il loro frutto, anche grazie all'impulso positivo della associazione "Hangar Team Augusta", nata per la salvaguardia dell'hangar, che tanto sta facendo grazie all'opera gratuita dei suoi iscritti. Il convegno apre le porte ad argomenti importanti come la valorizzazione dell'immenso patrimonio di archeologia industriale lungo la costa , eventualità che vedrebbe in pole-position Siracusa e Augusta con l'enorme patrimonio disponibile, una nuova opportunità di sviluppo sostenibile da contrapporre al mono-sviluppo industriale che ha caratterizzato l'ultimo mezzo secolo della provincia che ha creato sviluppo, ma sacrificando l'enorme patrimonio paesaggistico e storico. Una inversione di tendenza auspicabile grazie alle sinergie tra studiosi, informazione e amministratori. Spenti i riflettori del convegno, adesso bisogna vigilare sui lavori di "messa in sicurezza" dell'hangar che dovrebbero partire a giorni, con particolare attenzione per la vicenda del gigantesco portale meccanico a soffietto che rischia di essere dismesso come prevede il progetto. Verrebbe cancellata così la caratteristica principale del monumento, la natura e la vetustà del grande portale indurrebbe ad essere cauti sulla eventualità di rimuoverlo dalla sua originale posizione, a lanciare l'allarme sono stati i tecnici giapponesi che da anni studiano la struttura, architetti e ingegneri augustani e lo stesso architetto Francesco Calzolaio che nel pomeriggio di martedi si è ritrovato a bocca aperta davanti all'immenso spettacolo :"non si può toccare una simile opera di ingegno tecnico, si corre il rischio di perderlo". Ecco perchè chiediamo agli enti competenti di riflettere sulle opportunità di non intervenire sul portale se non si è sicuri di avere i fondi per riposizionarlo e sulle certezze di una sua ricollocazione. Gianni D'Anna |