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Consiglio comunale : Non sempre il fine giustifica i mezzi

02 aprile 2017 - Una storica frase "Il fine giustifica i mezzi", attribuita erronaemente a Machiavelli che invece ha scritto : "nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de’ Principi ... si guarda al fine ... I mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati" (Principe del Machiavelli, capitolo XVIII )Il fine non giustifica i mezzi specialmente quando per raggiungere un fine, a tutti i costi, si utilizza qualunque mezzo, probabilmente ai limiti della correttezza amministrativa, contrario a ogni regola giuridica e civile. Quello che sui social oggi è pubblicizzato, in maniera virale, come un grande successo dell'amministrazione Di Pietro , con cartelli giganti con le percentuali di risparmio per i vari utenti "graziati" (privati, professioni e locali pubblici), non può e non deve fare passare in secondo piano ciò che di grave è accaduto durante la seduta comunale del 31 marzo.
Al di là dei legittimi positivi risultati raggiunti, qualcosa di realmente concreto dopo oltre 600 giorni dall'insediamento, i cittadini, che hanno avuto la pazienza di attendere fino alle 3 di mattina, non possono dimenticare le scene e i vari momenti di dilettantismo diffuso e palese protervia durante il corso della seduta. Da modesto cronista, che viene da lontano, ho lasciato scorrere un pò di tempo dai fatti. Oggi, prima di scrivere, chiamo i due diretti interessati al telefono. Uccio Blanco ha sostenuto :"Il mio intento era di calmarlo. Chiedo scusa a Giuseppe e a tutto il consiglio, ai cittadini per il momento di intemperanza che è scaturito. L'etichetta da bullo con il quale qualcuno mi vuole etichettare non mi appartiene. Non ho nessuna intenzione - ha concluso Blanco - di rispondere a tutti gli attacchi, le illazioni e le provocazioni pubblicate in queste ore sui social".
Il consigliere Giuseppe Schermi , invece ha affermato :"Mi domando perché abbia dovuto aspettare tanto a scusarsi se il consiglio è durato altre tre ore. Avrebbe potuto scusarsi sull'onda dell'immediatezza e non dopo due giorni". Queste le ragioni dei due protagonisti di un singolo episodio, durante una serata che ha mostrato il peggio del peggio dell'attività dell'aula consiliare. Fatti che, probabilmente, finiranno sul tavolo degli enti preposti : forze dell'ordine, Corte dei conti, Prefettura. Il quadro di una situazione che sembrerebbe oramai consolidata, in un clima velenoso tra opposte tifoserie, con gli ultrà che urlano cercando di confondere le idee alla massa. Uno schema ben consolidato da Nord a Sud.
Un film a colori e la rappresentazione della mortificazione della civiltà , andata in rete, in diretta video, che lascia l'amaro in bocca. La rappresentazione schematica di un pollaio riproposta in chiave umana che scorre davanti agli occhi dello spettatore. Urla e silenzi imbarazzati hanno lasciano il segno. L'aula di un consesso civico dovrebbe ospitare i rappresentanti legittimi degli elettori , questi non sono nient'altro che l'immagine speculare della società, della città, degli stessi elettori. Alla moviola difficilmente sfuggono le mistificazioni sulle masse, espressioni, parole e gesti inconsulti. Si tratta di istantanee indelebili di una scena riprodotta all'infinito nel tempo.
Il successo dell'approvazione delle tariffe Tari però non può giustificare le scene viste e riviste, gli atteggiamenti, i mancati interventi, i suggerimenti alla presidenza, le spalle voltate ai colleghi "nemici", le parole di scherno e le battutine, dall'una e dall'altra parte. Sospensioni e pause, atti portati in consiglio all'ultimo momento, consultazioni estemporanee di esperti stipendiati dagli utenti , balletti di cifre, fogli volanti con appunti scritti a mano come in modeste trattorie di confine. Si era già percepito nella seduta precedente del 30 marzo,poi sospesa per mancanza di numero legale, perché la stessa granitica maggioranza aveva forse compreso che qualcosa non andava, forse era la prova generale di quello che poi sarebbe dovuto succedere l'indomani.
Il 31 è andata in scena la rappresentazione ufficiale di quello che ,purtroppo, siamo costretti a subire quotidianamente su pagine (a)social personali e istituzionali, dove la rissa è continua e furibonda, senza esclusione di colpi, dove l'altro, fuori dal cerchio magico, è considerato il nemico. Chiunque la pensi in maniera "non conforme" ai voleri del Palazzo è il nemico. Uno schema già visto nel passato. Uno schema foriero di regimi spesso totalitari. Le scene rappresentate in diretta video ,durante la seduta e nelle pause, non si sono viste , a memoria, neanche nel famigerato consiglio comunale sciolto per presunte infiltrazioni di mafia.
Si può passare sugli errori di mortificati dirigenti, su interventi denigratori e personalizzati, su una lunga pausa servita per produrre le fotocopie necessarie ai consiglieri per l'esame e approvazione delle tariffe. Arriviamo al momento più caldo , proprio nell'attesa che arrivassero le fotocopie dal Palazzo. Una pausa, come tante altre. Se non fosse per un intervento di richiamo della presidenza a un consigliere che stava dialogando con alcuni giornalisti che chiedevano delucidazioni sui lavori. Richiamo probabilmente suggerito. "Consigliere Schermi, la proposta di delibera non è ancora un atto pubblico". Credo che tutto quello che accade in aula, durante un consiglio comunale, è pubblico. Il consesso civico è il più alto momento democratico della vita di una comunità, non ci dovrebbe essere nulla di segreto, i lavori avvengono sotto gli occhi di tutti,anche grazie ai 5 Stelle, tutto avviene in diretta streaming.
Questo richiamo è forse stata la miccia per un finale incandescente. Il consigliere Schermi, di cui è riconosciuta una buona dose di aplomb anglosassone, si lascia andare a uno sfogo di protesta con la presidenza per il richiamo ritenuto inopportuno in quel momento e in quella situazione. Si scalda un pò e inveisce anche contro i banchi della maggioranza che lo avevano puntato durante il corso di tutta la seduta. Da questi banchi parte il consigliere Uccio Blanco, anche lui conosciuto come uomo tranquillo, che arriva a inveire a distanza ravvicinata con il collega di opposizione, ex compagno di partito. La situazione rimane comunque sotto controllo e lo spiacevole episodio è prontamente bloccato, ristabilito l'ordine. La presidenza , forse distratta, non ritiene prendere nessun provvedimento se non un laconico "Consigliere Schermi vada a prendere un pò di aria fresca".
Il seguito è tutta una conseguenza di un momento già surriscaldato. La presidenza impedisce al consigliere di Attivamente Pasqua di intervenire nel dibattito e l'opposizione abbandona l'aula salutati con : "Tanto se ne sarebbero usciti lo stesso" della presidenza a microfono aperto. Un tentativo di rimettere sui binari della civiltà la seduta lo aveva fatto, poco prima, la consigliera 5 Stelle Sarah Marturana (vice-presidente del consiglio) che ha lanciato una forte un'autocritica rivolta a tutta l'aula : "La gente ci guarda in diretta e non stiamo offrendo un bello spettacolo".
Intanto parte il solito tam-tam mediatico a mezzo social, complici decine di professionisti della tastiera che quotidianamente soffiano sulle braci per fare scoppiare l'incendio. Professionisti delle polemiche e delle mistificazioni che rendono incandescente un clima già rovente. Come in una partita di calcio tra squadre antagoniste , negli scontri ravvicinati nessuno toglie la gamba, anzi si tende a entrare a gamba tesa per fare più male. Purtroppo la situazione è aggravata anche da arbitri e guardialinee che spesso sono distratti o girati sempre dalla parte sbagliata, le denunce sul clima da stadio del civico consesso non sembrano meritare, finora, nessun intervento di Prefettura o assessorato Enti locali. Mentre le denunce lasciano il tempo che trovano e rendono il clima sempre più rovente.Gianni D'Anna © 2017 © www.augustaonline.it





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