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Consiglio : Spaccatura insanabile. Presidenza all'angolo



13 giugno 2017 - Dopo numerose sedute disertate dalla minoranza, questa sera si è riunito il consiglio. Non si è arrivati neanche ad aprire il primo punto. Dai primi momenti si è percepita la solita tensione tra minoranza e presidenza. Prima dell'apertura dell'ordine del giorno il consigliere Marco Niciforo è intervenuto per "fatto personale" ricordando la vicenda di una riunione di capi-gruppo andata deserta. Niciforo ha sottolineato che "due dei quattro capi-gruppo avevano comunicato che non sarebbero stati presenti per impegni. Molto spesso le segnalazioni di assenze giustificate non sono prese in considerazione e le riunioni vanno deserte. Lei ha riunito la riunione pur sapendo che non sarebbe venuto nessuno. Con i commenti del collega Caruso che affermava che le assenze erano per negligenza " . Probabilmente esiste un'inopportuna commistione tra atti ufficiali amministrativi e un eccessivo uso istituzionalizzato dei social network. Un ennesimo record negativo per un'amministrazione che dovrebbe attenersi ad atti ufficiali solamente nelle sedi opportune che sono :ufficio di presidenza, riunione capi-gruppo e aula consiliare. Evidentemente così non è. Tale modus operandi di figure istituzionali alimenta polemiche e l'attuale clima di veleni che neanche l'autorevole intervento della Prefettura è riuscito a normalizzare. Una sconfitta per le istituzioni coinvolte , soprattutto per gli elettori e la città.
Il consigliere di minoranza è stato stoppato dalla presidenza perché "non sussiste il fatto personale" . Stoppato anche il capo-gruppo 5 Stelle con un diretto "mi avete scocciato con queste diatribe tra di voi. Per poi portare cose esterne in consiglio comunale". Il punto all'ordine del giorno rimane congelato. Inizia un intervento dalla presidente Lucia Fichera che ha fatto un riepilogo "sulla storia tra l'opposizione e il presidente". Ricordiamo che Lucia Fichera è stata nominata presidente il 14 dicembre 2015 a seguito delle "storiche" dimissioni del presidente Giovanni Patti per "motivi personali".
Il 31 maggio la presidente ha inviato al Prefetto un "dossier" sull'intricata vicenda, come lei stessa ha riferito in aula. Giovedì 1 giugno è stata convocata in Prefettura, nello stesso giorno della convocazione dei 12 consiglieri di minoranza. L'intervento dura 39 minuti, duranti i quali , spesso il tavolo di presidenza appare svuotato, sindaco e giunta continuano a entrare e uscire. Apparentemente provata la presidente rifiuta la parola ai consiglieri di minoranza che chiedevano di replicare al suo intervento. Tanto l'imbarazzo, del segretario, anche nei banchi della maggioranza, tutto in diretta streaming. Filmati che andrebbero analizzati dai funzionari della prefettura per ricostruire tutta una vicenda che parte da molto lontano, fin dall'insediamento di questo consiglio comunale.
Certo per chi è stato chiamato a risolvere questo gravissimo e storico strappo istituzionale è stato più semplice ascoltare le parti e uscir sene con un laconico "cercate di appianare i contrasti", un voletevi bene di biblica memoria che non può essere la soluzione, anche perché tutto va in diretta streaming e sui (a)social su pagine personali, istituzionali e gruppi fiancheggiatori delle fazioni in lotta. Quest'ultimo psicodramma andato in diretta streaming per due anni non può essere liquidato con poche parole. Quello che è accaduto è grave e meriterebbe una più incisiva azione istituzionale dei rappresentanti dello Stato sul territorio.
Al termine dell'appassionata autodifesa presidenziale , un tentativo di aprire l'ordine del giorno di una seduta atipica iniziata male e proseguita peggio. Dai banchi dell'opposizione è arrivata la richiesta di una "sospensione per una riunione dei capi gruppo sul fatto grave di questa sera.". La proposta Di Mare è messa ai voti in un clima oramai incandescente. La sospensione è stata votata all'unanimità. Al rientro la presidente ha cercato di scusarsi per "essermi lasciata prendere dalla passione. Mi sono posta in modo sbagliato. Un pò di nervosismo mi è concesso. Se volete intervenire sul mio intervento vi darò la parola".
La risposta è stata inequivocabile. Mauro Caruso, dei 5 Stelle, a nome di tutti i capigruppo, ha chiesto alla presidenza di rinviare la seduta a data da destinarsi. "Visto il clima poco sereno di questa sera". La replica della presidenza :"Vi ricordo che ogni convocazione significa soldi pubblici che volano via. Il consiglio comunale è soldi investiti". Caruso ha ribadito :"La proposta va votata senza discussione". La proposta è passata all'unanimità. La novità è rappresentata dal fatto che da parte della maggioranza non c'è stato nessun accenno di difesa della presidenza come accaduto in altre sedute. Nei prossimi giorni probabilmente si metterà fine alla seconda presidenza dell'era grillina nella storia amministrativa della città. Gianni D'Anna © 2017 © www.augustaonline.it





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