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PRIMO PIANO

CONGRESSO FLI, MARCO STELLA SEGRETARIO

19 novembre 2011 - Si è concluso il primo congresso di Fli ad Augusta, Marco Stella è stato eletto segretario cittadino per acclamazione. Largo ai giovani con un ritorno alla politica sociale e ai problemi ambientali. Fli e il terzo polo guardano ad un possibile futuro governo della città, anche con il coinvolgimento di altre forze politiche sul modello Monti. Un'amministrazione di grandi intese che possa risollevare le sorti di Augusta. Sono passati circa 15 mesi dallo strappo dei finiani dalla casa comune del PDL. Futuro e Libertà è già un partito con dirigenti e direttivi eletti in congressi democratici, mentre il Popolo della Libertà attende, specialmente in Sicilia e in provincia di Siracusa, che si metta fine al partito dei nominati, un cambio sostanziale di quello che è stato un partito-persona. Fin'ora i fatti danno ragione al presidente Fini che oltre un anno fa aveva previsto la fine del berlusconismo. "Dobbiamo passare dalla politica delle parole alla politica dei fatti - ha esordito Marco Stella - per tale ragione intendiamo confrontarci con tutti, con chiunque voglia realizzare per questa città un programma per il rilancio". Stella ha fatto gli onori di casa salutando tutti gli ospiti presenti, amministratori e simpatizzanti del Fli, segretari ed esponenti di altri partiti, amministratori e consiglieri dell'amministrazione comunale. Si è soffermato sulla presenza in prima fila del primo cittadino "Ho il piacere di salutare il sindaco, è la prima volta che c'incontriamo dopo l'ultima campagna elettorale, quindi il primo saluto va al sindaco carrubba perchè, nonostante la nostra rivalità politica, ho profondo rispetto delle istituzioni". Il gesto è stato gradito "Abbiamo recuperato un rapporto personale - ha replicato Carrubba nel suo saluto all'assemblea - La mia presenza non vuole essere solo istituzionale, rendo omaggio alla nascita di un nuovo partito e alla classe dirigente che si affaccia nel panorama politico. Devo dare atto al presidente Fini che aveva capito cosa sarebbe successo al PDL. Devo anche riconoscere - ha concluso il sindaco - che Giuseppe Di mare in aula si distingue per un'opposizione dura ma corretta". Il salone di Palazzo san Biagio era al completo in tutti i posti disponibili, molti hanno assistito in piedi, a dimostrazione che c'era curiosità per questo congresso che apre nuovi scenari. Il deputato Fabio Granata, vice coordinatore nazionale, nonostante fosse stato occupato nel voto di fiducia della camera al governo Monti, è riuscito ad essere presente all'appuntamento.
"Da Augusta parte una storia importante - ha sottolineato il commissario provinciale Emanuele Rotta - Nel momento in cui crolla il "sistema Berlusconi" che per 17 anni ha prodotto macerie". Per Roberto Meloni "una serata importante, una scelta obbligata. Capivamo cosa stava succedendo nel PDL. Eravamo stanchi di stare in un Centro-destra che non aiuta i giovani, che ha penalizzato il Sud, che non si occupa delle nostre università. In Sicilia siamo rimasti a 150 anni fa, quando già esistevano tre principali atenei, Messina, Catania e Palermo. Mentre nel resto d'Italia abbiamo assistito alla nascita di università a distanza di 50 chilometri una dall'altra. Siamo stanchi di un Centro-destra che dà conto solo alla Lega e blocca sistematicamente tutte le infrastrutture e lo sviluppo del Sud. Desideriamo che si imponga l'idea che il Sud non è un peso, certo questo Bossi non lo potrà mai comprendere. Facciamo insieme uno sforzo per fare rinascere Augusta, le attività economiche, il porto, l'ospedale. Impegniamoci - ha concluso - a fare tornare i nostri giovani, per questo faccio appello per un ritorno alla politica, specialmente alle donne e ai giovani". Il consigliere provinciale Sebastiano Butera ha sottolineato che "oggi siamo ad un punto di partenza. Desideriamo tornare a gestire i problemi di questo territorio, sul territorio, vicini alla gente. Ricostruiamo e ricominciamo non tenendo conto dei modelli negativi che fanno parte dell'attuale amministrazione provinciale". Il consigliere comunale Peppe Di Mare ha ricordato che "la votazione di oggi alla camera dà un'atmosfera particolare a questo congresso. Si tratta di una tappa importante di un gruppo umano. Credere in un futuro migliore significa più equità sociale e giovani al centro dei cambiamenti. Ora o mai più questo il motto che ci accomuna. Certa politica ha stancato la gente, i partiti non si possono gestire in maniera personalizzata, ecco perché abbiamo deciso di firmare per una nuova legge elettorale. Un partito giovane come FLI - continua Di Mare - si deve porre il problema di ridare agli elettori lo strumento per poter scegliere i propri rappresentanti". Poi il consigliere ha accennato alle problematiche locali: "Il nostro territorio soffre di una profonda crisi ambientale, culturale e occupazionale. E' giunto il momento di mettere in campo i migliori rappresentanti a livello locale, contro i personalismi esasperati cui assistiamo su note vicende come rigassificatore e ospedale". L'intervento conclusivo spetta al vice coordinatore nazionale di Futuro e Libertà Fabio Granata, reduce dal voto di fiducia con stretta finale al neo presidente del consiglio Mario Monti. "Questa è una città che è la sintesi delle contraddizioni - ha esordito il parlamentare nazionale - anche per colpa di chi si è trovato a fare il ministro dell'ambiente con una cultura industriale e quindi incapace di affrontare i complessi problemi di un territorio martoriato. In verità questa città è stata assassinata da uno sviluppo errato. Desidero ricordare ai leghisti che con le città Tapsos e Megara Hyblea, prima della nascita di Cristo, nasceva un primo pensiero europeo. Dobbiamo aprire una grande questione democratica per riportare al centro dell'attenzione che merita Augusta. Dobbiamo iniziare con il rimettere al centro la salute dei cittadini. Non si può andare presso le industrie e chiedere maggiore salvaguardia ambientale e tornarsene con alcuni posti di lavoro". Granata ha quindi spiegato i motivi del dissenso che hanno portato alla scissione dei Finiani. "Siamo nati nel mito di Borsellino e non potevamo rimanere in un partito dove c'erano parecchi indagati, non potevamo rimanere in un partito dove andavano avanti i signori delle tessere. Non potevamo rimanere in un partito appiattito sulle posizioni della Lega che rimane una forza antinazionale. Ripartiamo da Augusta dove Marco Stella rappresenta un buon inizio per riprendere contatto con i cittadini perché come diceva Pericle, "bisogna sapere cosa fare e saperlo spiegare alla gente". Al termine è stato comunicato il direttivo eletto: presidente Marco Stella, vice Francesco Natoli, Andrea Bruno, Dario Santalesa, Domenico Giovanniello, Filomena Galeoto, Franco Migneco, Gaetanella Bruno, Giuseppe Traina e Maria Amara. Del direttivo fanno parte i dirigenti nazionali e regionali di Fli e Generazione Futuro, il consigliere comunale Giuseppe Di Mare e quelli di circoscrizione Stefano Stella, Alessandro greco e Salvatore Ginetti. Il direttivo di Generazione Futuro: presidente Giuseppe Migneco, vice Domenico Caramagno. Andrea Di Mare, Andrea Spinali, Francesca Lo Bianco, Gabriele Lissandrello, Leandro Barbarino, Luciano Manco, Marco Meloni e Sebastiano Mallo. 2011 © www.augustaonline.it





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